Mi sembra che gli uomini non si rendano assolutamente conto della potenza dell’Eros. Se se ne rendessero conto, certamente avrebbero elevato templi e altari a questo dio, e dei più magnifici, e gli offrirebbero i più splendidi sacrifici. Non sarebbe affatto come oggi, quando nessuno di questi omaggi gli viene reso. E invece, niente sarebbe più importante, perchè è il dio più amico degli uomini: viene in loro soccorso, porta rimedio ai mali la cui guarigione è forse per gli uomini la più grande felicità. Dunque cercherò di mostrarvi la sua potenza, e voi fate altrettanto con gli altri.

Ma innanzitutto bisogna che conosciate la natura della specie umana e quali prove essa ha dovuto attraversare. Nei tempi andati, infatti, la nostra natura non era quella che è oggi, ma molto differente. […]

(tratto da SIMPOSIO/CONVIVIOPLATONE IV SEC A.C.: parla Aristofane)

 

Il presente manifesto per presentare la nascita dell’Accademia della Pietra, denominazione di origine controllata, nel senso che è comprovata e verificata negli anni l’ipotesi di studio sulla quale si fonda l’accademia stessa, nel senso che il lavoro per realizzare questo progetto è “sintesi” di un lavoro di ricerca e studio, di sperimentazione di vari percorsi di studio, pazienti ragionamenti e lampi di intuizione sfociati nell’attuale lavoro di scuola e divulgazione di un pensiero filosofico pratico conosciuti anche col nome di – Progetto Zion | Piattaforma didattica | Centro studi antropologici.

L’Accademia della Pietra è lo sforzo ulteriore di trasformare questa piattaforma, questo centro studi in una realtà fruibile come lo potrebbe essere una scuola civica o un accademia delle belle arti, con la differenza che ancora una volta il centro di tutto il lavoro è “l’uomo”, è l’individuo ed i quesiti ed interrogativi che a questa forma di vita sono legati.

E’ qualcosa che va oltre l’idea di una “scuola di risveglio” o di sviluppo coscienziale o di quello che credi o vorresti. L’orientamento formativo infatti non è quello solo di dotare i propri studenti di tutti quegli strumenti (tecniche consigliate per prendere coscienza di se stessi, quali, l’osservazione di sé e il ricordo di sé, lo studio delle nostro tendenza, il modo con cui allontaniamo o respingiamo la realtà ed eventualmente anche il significato dei vari simbolismi), che col tempo gli permettano di contattare quella parte celata, in ombra, di se stessi, sia essa legata alle qualità o ai traumi che la vincolano, ma anche dare la chiave di lettura di questi strumenti e la ragione per cui debbano essere utilizzati, cosa che è oltre il problema stesso di restare “svegli”, o manifestare un qualche tipo di potere, o realizzare i proprio desideri o chissà cos’altro a carattere “esoteristico”.

Certo che una sensibile riduzione del dialogare internamente ed un aumento del livello di presenza e consapevolezza sono cose auspicabile per un miglioramento della vita, il punto è però: a che pro? A cosa serve? Che cosa ve ne fareste veramente di una simile possibilità? Tanto più, che più pensiero non equivale in assoluto a più consapevolezza, mentre invece più “attenzione” a quello che c’è a più livelli del percepito, in una parola: più presenza determina maggior consapevolezza, questo perché quest’azione allarga la visione permettendo allo studente di cogliere da se stesso i misteri del suo esistere. Il punto è che lo studente deve essersi posta la domanda, deve essersi posto la “questione esistenziale“, e se non lo ha ancora fatto è compito di una scuola di sollevare la questione. Tutti noi abbiamo una “questione esistenziale” irrisolta, dato che il sistema non è stato in grado realmente di dare risposte in merito, se non convincerti che tutto è casuale e che tu non sei ne più ne meno che la conseguenza dell’evoluzione biologica.

Solo abbracciando questa questione (“esserica” o “questione esistenziale“) diventiamo capaci e capiamo la necessità di dirigere il potere della nostra mente invece che nella realizzazione materiale di qualcosa o verso un improbabile “cielo”, in qualcos’altro di necessario e cardinale per sua stessa natura ed ammissione. L’attenzione nel presente dischiude ed apre le porte ad una varietà di esperienze educative che possono essere comprese solo se il punto di partenza è la “questione esistenziale“.

Poi e successivamente, grazie, all’acquisizione di un attitudine all’indagine, alla ricerca del “perché” delle cose, si potrà estendere lo sviluppo della propria coscienza; cosa che accade spontaneamente nel momento in cui siamo ben motivati da questioni di vita o di morte. Il punto resta sempre ed è: perché? Perché un individuo dovrebbe necessariamente interessarsi e voler aumentare il suo grado o livello o potenziale di consapevolezza? Perché? A chi importa?

Ed ancora – cosa ci si aspetta di ottenere al fine o come scopo? Non dico che grazie l’applicazione di queste pratiche quotidiane non si possano sperimentare degli effetti salutari, dico che sarebbe meglio praticare per uno scopo e quale miglior scopo può esserci che salvarsi l’esistenza? Che è poi il senso e lo scopo salvifico di cui tanto le religioni parlano, ma che i più difficilmente colgono essendo presi dai dogmi e dalla paura di morire.

E’ la spinta iniziale che porta le persone ad interessarsi di questo tipo di studi che deve essere chiara, e questa spinta ha un nome e una madre: la “questione esistenziale” e la ricerca di una verità diversa da quello che ci e’ stato messo davanti agli occhi, il forte impulso e il bisogno di manifestare l’esigenza forte che c’e’ qualcosa che non funziona a questo mondo e che ci sono cose che vanno sotto un strato apparente di normalità, ma che di normale non hanno nulla.

E’ come se normalizzando tutto e rendendo tutto cosi’ semplice e facile da intendere e realizzare da far diventare quasi inutile farsi domande, soprattutto certe domande: quelle più scomode, quelle che dovrebbero farci ragionare sulla nostra esistenza e sul suo scopo. Perché nasciamo e viviamo?

E’ diventato praticamente inutile domandarselo. E’ normale! E’ facile da capire: nasci, studi, lavori, compri una casa, fai una famiglia, e di quando in quando ti diverti un po’. Quando guardo questo mondo, questa realtà, questa civiltà, a volte ho la sensazione che le persone si tengano impegnate in qualcosa che non li faccia pensare in attesa del giorno in cui moriranno. Le persone raramente si fermano a ragionare sul perché esistono, sul – “cosa ci stanno a fare al mondo“. Che cos’e’ un essere umano? Perché esiste? Cosa significa esistere?

Per i più tutte queste domande fanno sorridere, è stupido porsele, è tutto chiaro, è tutto già spiegato, sei qui perché sei la convergenza di casi fortuiti uno dopo l’altro che ti hanno portato dalla particella di polvere sperduta nello spazio, ad un alga, un pesce, poi sei uscito dal mare, un lombrico, una mucca, un cavallo ed alla fine un uomo.

Smith : “Pensa veramente di lottare per qualcosa a parte la sua sopravvivenza? Sa dirmi di che si tratta, ammesso che ne abbia coscienza? e’ la liberta’? e’ la verita’? O magari la pace. Non mi dica che e’ l’amore! Illusioni, signor Anderson, capricci della percezione, temporanei costrutti del debole intelletto umano, che cerca disperatamente di giustificare un’esistenza priva del minimo significato e scopo!” – Matrix revolutions

 

Le persone sono senza “speranza”. E’ la perdita di ogni impulso verso la “questione esistenziale”, esserica, qualcuno direbbe che è la ragione di quello che vediamo e in qualche modo subiamo. Le persone vanno da A a B, dove A è il giorno della tua nascita e B è il giorno della tua morte, per i più, in mezzo c’è solo una – “gigantesca rottura di scatole”, per altri “vediamo come faccio ad ammazzare il tempo che mi resta“, altri ancora – “devo lasciare qualcosa alla mia famiglia ai miei posteri“, altri – “tutte queste cose e nessuna“.

Il punto è che tu non sei altro che un miscredente, come gli altri hai smesso di sentire e di pensare che ci può essere altro a questo mondo che quelle quattro cose certe che vi raccontante e così facendo vi convincete e rafforzate uno con l’altro; tutto per non ammettere a voi stessi che fondamentalmente tu stai andando senza speranza verso una strada senza uscita che porta dritto dentro un cimitero. Non sei più capace di credere in altro che un giorno morirai, e quindi fai di tutto per non pensarci, e per ironia della sorte è solo stando in quella condizione che capirai se ci può essere altro e come realizzare la tua personalissima “evasione“.

Ti sforzi di credere in cose come l’anima immortale, l’incarnazione, i cicli di trasmigrazione, il giorno del giudizio, ma fondamentalmente tu non credi più in nulla che non sia la tua stessa morte in quanto “fine dei giochi”, “game over”. Ti stai dirigendo dritto verso il cimitero privo di qualsiasi speranza e rassegnato a questa fine che purtroppo avverti come ineludibile, e forse lo è anche, ma ti sei arreso ancora prima di esserci arrivato a quel cimitero.

Ammesso di poterne avere coscienza: per cosa realmente viviamo, allora? Tutti noi siamo impediti dal comprendere e sapere le reali ragioni del fatto che ci troviamo qui. Questo è il primo vero grande enigma, diversamente ogni sforzo viene tradotto nella ricerca di qualità, potere o attenzioni o importanza personale che nulla svelano di questa annosa “questione esistenziale”. “per cosa realmente viviamo?” – questo è il punto vero, e questo ci permette di ritrovare entusiasmo in una ricerca che si è arrestata nel momento in cui hai smesso di chiederti il “perché” delle cose.

Questo è il perno dell’Accademia della Pietra: il “perché?” delle cose. Una domanda che diventa il carburante di un nuovo modo di affrontare la vita, con una luce della speranza nuovamente accesa, non una speranza per credenti dogmatici, ma una speranza che deve seguire dei fatti. Capire chi siamo, cosa siamo, cosa cerchiamo, quale potenziale realmente abbiamo e per quale ragione capiamo e siamo attratti da tutto questo, è la Pietra angolare, è la pietra ad angolo nella costruzione di una Coscienza, prima di se, ma poi di ciò che esiste e c’è. Siamo nichilisti, in questo senso, siamo senza speranza, abbiamo smesso di immaginare che qualcosa, oltre quel cimitero al quale ci stiamo appropinquando dal giorno della nostra nascita, possa esistere, non siamo più capaci di immaginare e sentire che esista “veramente” qualcosa che vada oltre il nostro passaggio terreno. Sei senza speranza, e quindi senza alcuna possibilità di vivere oltre la tua esistenza attuale, sei destinato a – “morire come un cane” (cit. da Gurdjieff) – se non sei capace di immaginarlo qualcos’altro non potrai neanche realizzarlo.

Ecco perché c’entra il sesso, con l’uso coerente di questa forza, di questo impulso che gli antichi chiamavano il dio Eros, perché il sesso è legato al fatto che un giorno moriremo e quindi necessitiamo di riprodurci. Se vi dicessi che non c’è cattedrale argotica che non parli di sesso, di come trasformare se stessi diventando puri e casti, mi prendereste per un fanatico religioso alterato, mentre gli alterati sono i ciechi che non riescono più a vedere l’evidenza di quello che c’è scritto su questi manuali di Pietra. Ecco cos’è la pietra filosofale, è un uso dell’impulso nelle direzione della rigenerazione invece che della riproduzione e quindi la morte diventa solo una questione psicologica, ovvero diventa questione di morire al proprio ego, neutralizzarlo, annichilirlo proprio come insegna il Buddha. Ermete trismegisto, come idea, come processo, ci parla ancora di tutto questo, egli è tre volte magnificamente ermetico. E’ di castità che si parla, che non significa celibato, ma un modo diverso di avere rapporti con una persona dell’altro sesso, capendo innanzitutto il significato dell’amore, ovvero capire che davanti a me c’è una persona come me, con aspirazioni e sentimenti, non l’oggetto del mio personalissimo monotono appagamento di un piacere sessuale. Sesso e morte sono fortemente legati, ecco perché dei crimini a sfondo sessuale, ed ecco perché gli studi di criminologia.

Credenti o non credenti siamo tutti uguali, perché tutti ugualmente spaventati da questa cosa che chiamiamo: morte! E vi assicuro che nessuno è così spavaldo quando se la trova difronte dal dire che non la teme. Chi lo fa è perché ancora non l’ha guardata bene negli occhi questa cosa. Ma d’altronde come potrebbe, dovrebbe cambiare tutto il suo sistema di riferimento e di valori, ed allora è meglio dormire, è meglio la scuola di risveglio, almeno penso a quello che potrei essere, diventare, manifestare, penso alla “presenza”, penso alla magia di questa o quella formula, penso allo “zero limits“, penso ad attrarre quello che desidero, … meglio, si molto, meglio! Perché all’Accademia della Pietra si studia e si sviluppa il modo con cui potersi salvare il “deretano”, pochi cincischiamenti e moine, c’è poco da darsi delle arie o importanza, dato che non c’è promessa di successo per nessuno.

Ci sono legittimi dubbi, portati avanti per provare a vedere prima di tutto se ci liberiamo della mentalità acquisita e che è quella che ci priva di ogni “speranza”. La luce per noi è accendere nuovamente una speranza, e di questi tempi di rassegnazione ha il sapore dell’opera più assurda, impossibile e sbagliata da quando l’uomo parla di civilizzazione.

Realmente, fatto salvo per quelle quattro idee che abbiamo appreso da libri, maestri e guide a vario titolo, nessuno o veramente molto pochi, sanno la vera ragione della nostra esistenza, sanno il perché esistiamo, il perché ci troviamo su questo pianeta e come questo sia stato possibile. I più, poi, ignorano persino che possa esserci un “perché” a tutto questo, credono fermamente nel caso. Il puzzo che si emana, lo si emana da così tanto tempo che non sembra più nemmeno un puzzo, per alcuni è persino inodore ed insapore, quando gradito e percepito come profumo ed a quel punto, per quanto lo si voglia, non si capisce neanche il senso di una simile ricerca; ed ecco perché ho detto che questa è la “Pietra“, senza questa consapevolezza, senza questo dolore esistenziale, senza questa insostenibile leggerezza dell’essere qualsiasi azione verrà fatta senza il necessario entusiasmo o comprensione, si sarà proprio come Neo sul palazzo che dice – “sgombra la tua mente. Dubbi, scetticismo, paure!“- ma poi, siccome si è i primi a non vederne il senso, la sensatezza, non si potrà che inevitabilmente cadere dal palazzo e spiattellarsi a terra in egual modo.

La storia è piena di imprecisioni tali da non darci nessuno spunto per capire come sia possibile che da un presunto uomo primitivo del paleolitico (circa 100.000 a.c.) che se ne andava in giro seminudo a sniffare i sederi degli altri della sua specie per capire quale fosse il ruolo nel gruppo, sia potuto diventare quello che oggi conosciamo e chiamiamo uomo. Forse non è così che sono andate le cose.

Nei libri di testo a scuola non esistono tracce della storia dell’Europa Antica: sebbene l’Europa sia disseminati di reperti archeologici che dal paleolitico ci portano fino alla cosiddetta Storia non viene reso conto di quali civiltà abbiano lasciato queste stupefacenti tracce, eppure è oggettivamente possibile stabilire che in Europa nel neolitico esistevano fiorenti civiltà (7000 a.C. – 5500 a.C.) che non avevano nulla da invidiare alla SUCCESSIVE civiltà mesopotamiche (4000 a.C.) considerata attualmente l’inizio della storia antica. Come è possibile che queste popolazioni europee primitive che hanno lasciato tracce evidenti di uno sviluppo civile superiore non siano contemplate dai testi di storia?

Poco male è già in atto uno studio approfondito della cosa e ne faremo una materia di studio fondamentale dell’Accademia della Pietra, dato che conoscere la storia del condizionamento al quale siamo tutt’ora sottoposti è la base di partenza per iniziare a capirci qualcosa sull’uomo e le sue origini e possibilità su questo pianeta. Il modello e l’orientamento formativo è stato già presentato varie volte sia per iscritto che durante le lezioni frontali. Oggi, la cosa prende un piede, un allungo su quanto fatto sia ad ora. Studieremo la Storia del condizionamento partendo dai lavori dell’archeologa Gimbutas Marija per spiegare l’attuale situazione civiltà o società o civilizzazione.

Storia del condizionamento sarà la delle colonne fondamentali che sorreggono tutto il metodo e quest’Accademia (insieme alla filosofia iniziatica, la Teoria delle apparenze e la Psicobiofisica di M. Todeschini, le 5 leggi biologiche scoperte dal Ryke Geerd Hamer). Studieremo le cattedrali gotiche, al fine di svelare il messaggio scolpito nella pietra cominciando con il Duomo di Milano (Mariae Nascenti), per arrivare alla cattedrale di Notre Dame di Parigi, e tutte le cattedrali su questa linea alla scoperta dei veri significati e ragioni che hanno portato a queste costruzioni.

Lo stesso termine “gotico“, impiegato per questo genere di arte, a torto, deriva dai Goti, antico popolo della Germania, significato che venne imposto dagli accademici dell’epoca per deriderne l’originalità e la singolarità; il termine equivale al significato di barbaro, primitivo, . La spiegazione dev’essere cercata nell’origine cabalistica della parola anziché nella sua radice letterale. Non c’è niente di più iniziatico di una cattedrale argotica, sintesi di elementi di alchimia, astronomia, cabala e geometria sacra. Come fa notare Fulcanelli nel suo testo Il Mistero delle cattedrali, in lingua francese c’è un gioco di fonetica che rende simili i termini «art gotique» e «argotique». Nato come gergo della malavita e dei mendicanti del sec. XII in Francia, organizzati nella confraternita Argot, era un linguaggio segreto, usato per caratterizzare e tenere uniti i membri e per distinguersi dal resto della società. Fino al sec. XIX, l’argot ha mantenuto il carattere di lingua segreta, dice Fulcanelli:

«il linguaggio particolare di tutti quegli individui che sono interessati a scambiarsi le proprie opinioni senza essere capiti dagli altri che stanno intorno». Una vera e propria cabala parlata. Gli argotieri, quelli che si servono d’un tale linguaggio, sono i discendenti ermetici degli argonauti, i quali andavano sulla nave Argo, parlavano la lingua argotica, – la nostra lingua verde – navigando verso le fortunate rive della Colchide per conquistare il famoso Vello d’Oro. Ancor oggi si dice d’un uomo molto intelligente, ma anche assai scaltro: sa tutto, capisce l’argot. Tutti gl’Iniziati si esprimevano in argot […]”

 

Come a dire che c’è un messaggio criptato nella Pietra di queste cattedrali, e non solo è un sentito dire, ma è un sapere reale per chi conosce questo linguaggio. Le Cattedrali riflettono l’armonia del Cosmo dove tutto è fatto secondo Numero, Peso e Misura. Costruite secondo le Divine Proporzioni matematiche, secondo il Numero d’oro che è ugualmente alla base della costituzione dell’Uomo, delle piante, dei cristalli. Ecco svelato il perché la madonnina d’oro del duomo di Milano si erge maestosa all’altezza di 108 metri da terra: la cattedrale rappresenta l’apprendistato umano il quale attraverso varie trasformazioni della sua coscienza, rappresentate dai 7 ordini/livelli di statue poste dalla terra al cielo, dalla materia allo spirito, ad indicare lo sviluppo ulteriore e potenziale in noi che si realizza attraverso Maria madre del Cristo. E’ della nascita di un autentica coscienza che si parla qui. Perché 108? Perché il Numero che da sempre i saggi di varie culture indicano per indicare il ciclo delle reincarnazioni, l’anima attraverso la metempsicosi cerca la sua realizzazione; attraverso le sue molte incarnazioni giunge ad essere purificata al valore e la misura dell’oro: ecco perché è Maria ed ecco perché è d’oro in cima alla cattedrale che altro non rappresenta che la costruzione di un “Dio”.

Attraverseremo la storia scoprendo un passo dopo l’altro come l’uomo è diventato quello che è oggi, capiremo come sia stato possibile perdere ogni ragion d’essere e diventare automi, macchine biologiche al servizio di un potere, di una classe dominante che è la prima stessa ad ignorare di come abbia fatto a trovarsi al governo del mondo.

Inseguiremo i miti greci, l’Iliade, l’Odissea, capiremo l’uso del teatro come strumento per imporre una nuova visione della società. Scopriremo che l’esoterismo di per se, almeno come termine, esiste solo dal XIX secolo in avanti, dopo che deposto Napoleone gli aristocratici dell’epoca delusi, amareggiati e frustrati si volsero alla religione ed alle scienze occulte, creando associazioni più o meno segrete con forte carattere nostalgico dell’epoca medievale, l’Egitto e l’Italia, Heliopolis e Cagliostro e finendo inevitabilmente di incasinare tutto. Capiremo qual’è il mistero che lega il labirinto del Minotauro il mito di Teseo e il pavimento della cattedrale di Chartres.

Cercheremo la mistica nei misteri isiaci, e torneremo a percorrere la linea di S. Michele che taglia (12.0 Meridiane e le Ley-lines, la Spada di San Michele Arcangelo) ed unisce l’Irlanda (Skellig Michael) la Normandia (Fr) , fino a Gerusalemme passando per una linea ben precisa tra Mont St Micheal in Francia, Sacra di san Michele a Torino, Santuario di san Michele in Puglia fino alla città santa di Gerusalemme per riscoprire il sapore della mistica e capire il valore dei templi e dei loro rituali antichi.

Torneremo a capire il significato di “vibrazione”, di frequenze, di acustica e perché i templi non solo sono costruiti secondo una precisa logica di progettazione, ma anche in posti con precise caratteristiche, ci interesseremo di nodi e di radionica. Daremo un nome ed una “ragione”, ovvero, un “motivo” alla crudeltà che per 2000 anni ha perseguitato ed ucciso in nome di un Dio che era solo nelle loro teste, che ha distrutto, umiliato e riedificato sugli stessi siti per cancellare ogni traccia della pregressa civiltà le cui vestigia restano sotto il nome di Pagani o paganesimo. Dei Catari e degli Albigesi, tra la rocche della gran resistenza alla furia distruttiva dei crociati.

Città come Béziers, emblema della strage perpetrata dai crociati il 22 luglio 1209, nel quadro della crociata contro gli albigesi promossa nel 1208 da papa Innocenzo III. Riporto per l’ennesima volta lo stesso racconto dell’esercito capitanato dal monaco cistercense Arnaud Amalric, abate di Citeaux, il quale nel corso del massacro, sterminò almeno ventimila catari. Secondo il suo confratello Cesario di Heisterbach, nel corso dell’assedio Amalric avrebbe esclamato: “Uccideteli tutti! Il Signore conosce i suoi” (una frase direttamente tratta dalla Seconda lettera a Timoteo, 2,19).

Lo scopo di questo progetto didattico è mostrare come da sempre l’uomo è interessato a comprendere chi è e quale possa essere il suo ulteriore sviluppo come individuo o essere, uno sviluppo verso il divino testimoniato in ogni epoca e sempre osteggiato, non ha niente a che vedere con le società conosciute e la storia che studiamo è la storia dell’evoluzione del mondo e quella della rigenerazione spirituale dell’anima e del corpo umano, attraverso il dominio della natura inferiore (territori, riproduzione e cibo) e della fioritura di quella superiore (sentimento, pensiero e volontà).


Gennaio 21, 2016 Posted by Rocco BRUNO In FORMAZIONE – INCONTRI E SEMINARI



Project Details

Date:giugno 2017
Client:Associazione Zion
Skills:FORMAZIONE - incontri e seminari