La scuola di Zion e lo Z-team |

In un mondo che cambia culturalmente alla velocità dello sviluppo tecnologico, oggi l’uomo ha l’opportunità di reinventarsi partendo dai dati acquisiti nel tempo e dall’idea che egli è molto di più di quello che crede e pensa di essere. C’è molto di più in lui o lei che può essere coltivato, qualità e talenti che sono rimasti seppelliti sotto l’incombenza di una quotidianità che per quando giustificata dai bisogni materiali, lascia gli individui privati di quegli spazi atti e necessari per il proprio personale sviluppo intellettuale ed emotivo.

Ecco che allora, quando le macchine e gli algoritmi avranno sostituito tutte le nostre funzioni lavorative, cosa che sta già avvenendo e da molto tempo, e che sarà sempre più esponenziale, il tempo che ci resterà a disposizione potrà essere impiegato per rispondere agli interrogativi di sempre e a trovare “nuove strade” per vivere e produrre.

Servirà trovare “nuove strade” per sopperire ai bisogni materiali che oggi sono soddisfatti con il reddito da lavoro. Se da una parte l’innovazione sta producendo un impoverimento a causa della riduzione dei posti di lavoro, dall’altra gli individui sono chiamati necessariamente a trovare risorse in se stessi per affrontare ed assorbire l’urto di questo cambiamento. Un cambiamento radicale del loro stile di vita e del loro modo di provvedere ai bisogni materiali. Il contenuto e le risorse per farlo iniziano dentro se stessi e nel risveglio di quelle facoltà assopite da anni di tranquillità e certezza economica, solo in noi stessi troviamo quelle soluzioni che non troveremo nell’attendere che qualcun altro provveda a noi.

La velocità e, a volte, l’indifferenza di chi produce innovazione ci invita a concepire un uomo nuovo, la mancanza di comprensione, da parte di questi ultimi, che alla fine tutti questi prodotti non potranno essere acquistati dalle macchine che li producono, cosa era diversa prima con gli operai ed impiegati, è l’elemento su cui portare l’attenzione nella direzione di trovare soluzioni adeguate ai tempi che corrono. Questo è il fondamento che sta alla base della nascita di una scuola come la scuola di Zion. Problema, soluzione. Problema: innovazione tecnologica, soluzione: un particolare tipo di scuola.

Nel momento in cui l’innovazione tecnologica avrà riempito tutto gli spazi produttivi, le persone saranno chiamate a fare una rivoluzione della loro mentalità, per predisporsi al nuovo che arriva. I tempi sono sicuramente maturi per una nuova rivoluzione, non solo industriale (industry 4.0), ma culturale ed antropologica degli individui che li porti ad affrontare l’impatto di questo epocale cambiamento della società, dell’economia e dello stare al mondo. Una rivoluzione verso una consapevolezza, nuova e diversa dal già conosciuto, di se stessi e del rapporto con la vita e l’ambiente, il pianeta e le sue funzioni.

Ecco che emerge a questo punto e per le necessità di questo cambiamento in atto l’opportunità di cambiare e di costruire e realizzare una scuola, un centro studi, un ateneo che affronti questa esigenza culturale e sociale. Una scuola diretta da un gruppo di individui capaci di risvegliare in se stessi e negli altri l’interesse verso la vita e la conoscenza di sé in rapporto al cambiamento stesso: lo Z-team. Nato per risolvere il maggior numero di problemi, da quelli pratici a quelli strettamente personali e psicologici, partendo dall’applicazione di uno specifico “pensiero”, lo Z-team si prefigge il compito di trasferire quella formazione necessaria a sviluppare gli organi utili ad affrontare i cambiamenti, cercando e procurando soluzioni creative a problemi apparentemente impossibili.

Lo Z-team e l’Accademia della Pietra sono la naturale conseguenza del lavoro di osservazione e studio di anni di conferenze ed incontri che ho tenuto (n.d.r: il soggetto è Rocco Bruno) e portato avanti con dedizione, senso di umanità e nel tentativo di mostrare un mondo ed un modo diverso di esistere e percepirsi. Abbiamo bisogno di armonia e di certezze che questo cambiamento sta mettendo in discussione provocando la naturale conseguenza di non capirci più nulla sul senso delle cose e sul perché del modo con cui ci siamo adattati alle situazioni fino ad oggi.

Un “lavoro di scuola” in grado di preparare le persone a creare dentro di loro un centro di gravità, ossia qualcosa che rimanga saldo anche quando i venti forti soffiano e scuotono la base che fino ad allora sembrava stabile. Qualcosa che aiuti gli individui a vedere se stessi e gli altri in modo obiettivo, a comprendere la strada necessaria per la loro crescita, a essere capaci di rispondere agli eventi della vita prendendo una giusta distanza da essi e quindi non essendone totalmente assorbiti e identificati.

Ecco che il nostro scopo e missione diventa più chiaro: insegnare a stabilire degli obiettivi di senso per la propria vita, a raggiungerli e a coltivarli con il fine di cambiare il mondo interiore trasformandolo in un centro di gravità che gli possa permettere di rimanere calmo e orientato ai suoi reali bisogni.

Un metodo nell’ambito dello sviluppo delle facoltà dell’individuo per permettere la massima espressione partendo dalla quotidianità e la vita pratica, un percorso di crescita e di sviluppo coscienziale al fine di portare l’individuo a dispiegare le facoltà sepolte nelle profondità del proprio animo per rendere migliore la propria vita e fruibile al pieno. Nel percorso di evoluzione dell’umanità intera, sta diventando necessario imparare a gestire le difficoltà del nostro quotidiano e fortificarci, per essere in grado di trovare quelle risposte adeguate atte ad orientare la nostra vita verso ciò che sentiamo intimamente come necessità ed urgenza. Sono i tempi ed i cambiamenti in atto ad imporcelo come stimolo ed istinto di sopravvivenza.

Le difficoltà passeggere di questo momento storico possono essere orientate per indurci a cercare un nuovo approccio a queste stesse difficoltà, un nuovo stile di vita e una nuova dimensione culturale, filosofica e produttiva (dei bisogni materiali), resilente e capace di affrontare gli urti di questo nuovo passaggio epocale. Solo se gli individui sapranno accettare la necessità di cambiare, questo passaggio potrà avvenire in modo sufficientemente accettabile ed armonico. Il bisogno di imparare a gestire l’aggressività e lo scoraggiamento, che questi apparenti ostacoli posti sul nostro cammino, portano diventa cardinale e necessario per un miglioramento della propria condizione umana.

Lo riconosciamo per istinto questo bisogno e per questo che ci stiamo facendo, a livelli differenti, tutti un pò più inquieti, irritabili e disorientati del solito. La dimensione quotidiano sta cambiando a vista d’occhio e le scelte che ci troviamo davanti da compiere ci spaventano, per questo dobbiamo trovare la forza ed il coraggio per mettere in opera tutte le nostre risorse e gli strumenti, adeguati ai tempi, appresi necessariamente in una scuola. Serve metodo, un metodo nuovo, per quanto possa rifarsi ad antiche tradizioni, resta inevitabilmente una novità d’eccellenza.

E’ sicuramente un bel dilemma, la tranquillità e l’apparente sicurezza è messa alla prova, ma possiamo trovare in noi stessi quelle risorse necessaria ad affrontare questo cambiamento adempiendo alle indicazioni di un autentico “lavoro di scuola” su noi stessi, quello proposto dalla scuola di Zion. Dall’altra parte ci aspetta un mondo nuovo, di distensione e migliorie in ogni direzione. E’ di fatto il vangelo di Cristo che si sta realizzando, senza che gli uomini sappiano di qualcosa da aspettare o di qualcosa da fare sono chiamati a rispondere a questa ultima chiamata. E’ nelle nostre viscere la soluzione a tutta questo scoraggiamento e senso di impotenza.

Lo spirito è forte, ma la carne è debole“, – dice nel vangelo (Matteo 26,40-41), il significato è proprio rivolto alla nostra mentalità, la carne non è la debolezza del desiderio, ma il rinnovamento necessario del nostro modo di guardare alle cose ed il bisogno di costruire un nuovo individuo, partendo dal vissuto che diventa quel bagaglio di saggezza che può essere messo in opera per modificarci e fortificarci.

La carne è la personalità, l’intelletto, che per comodità chiamiamo mente, modellato dagli assunti e regole di questa società che si stanno sgretolando. Se la mente si apre, possiamo funzionare in un altro modo, ne abbiamo le qualità, esse risiedono nella forza del nostro Spirito. Per farlo dobbiamo, proprio come indicato nel vangelo “vegliare e pregare”. «Vegliate e pregate in ogni momento» (Lc 21,36) affinché la tentazione di funzionare secondo quello che la nostra mente ha imparato dal mondo sia allontanata e nel tempo dissolta e modificata (solve e coagula degli alchimisti).

E’ a questo cambiamento di mentalità che l’uomo moderno è chiamato a fare se vuole realmente sopravvivere alla rivoluzione tecnologica in atto. Ogni epoca ha avuto i suoi eroi, ogni epoca ha avuto i suoi capovolgimenti, ogni epoca ha presentato opportunità per evolvere in senso di una rinnovata coscienza e forza d’animo, ma può la coscienza evolvere inconsciamente?!

La rivoluzione o evoluzione alla quale l’uomo è destinato non può essere esclusivamente un processo “accidentale” o automatico, il destino dell’uomo è rivoluzionare.

«La rivoluzione dell’uomo è l’evoluzione della sua coscienza e la “coscienza” non può, evidentemente, evolvere inconsciamente. La rivoluzione dell’uomo è l’evoluzione della sua volontà, e la “Volontà” non può evolversi involontariamente. La rivoluzione dell’uomo è l’evoluzione del suo potere di fare, e “fare” non può essere il risultato di ciò che “accade”, ma deve essere un atto di “forza” e di intelligenza. Serve capire perché esistiamo, quale è il nostro scopo e a cosa siamo destinati o condannati a realizzare».

(dal testo del “destino dell’uomo” di Rocco BRUNO).

Diventa in questo senso essenziale ricordare. Ricordare perché ci siamo trovati a cercare una scuola, quali erano le inquietudini che ci hanno mossi verso un cammino di conoscenza e ricerca, quali benefici ci aspettavamo dall’incontro con una scuola di questo tipo. Il corpo umano non è il prodotto di un evoluzionismo genetico, il corpo umano è il tempio di un entità individuale senziente, impalpabile e capace di esprimere una “coscienza di sé”, proprio come lo stato d’essere dal quale proviene che gli individuo di questo pianeta chiamano Dio o Creatore.

E’ in questo che consiste il bisogno di ricordare, ricordare che siamo diversi dagli altri animali, che possiamo esprimere veramente la bontà e la coscienza necessaria per essere individui migliori, a qualsiasi età e latitudine del pianeta. Oggi più che mai è importante saper deporre le armi e comprendere quanto solo la bontà di un animo purificato può assolvere e fare la differenza in un mondo dove il controllo e l’indifferenza hanno preso la priorità sulla libertà e la felicità di tutti gli esseri indistintamente.

Solo comprendendo la necessità di fare cambiamenti sostanziali in se stessi che possiamo affrontare le sfide che questo nuovo millennio con la sua innovazione e scoperte scientifiche ci sta prospettando. Diversamente ogni avversità passeggera della vita verrà interpretata come un ostacolo insormontabile ed un ingiustizia perenne, mentre altro non è che quell’attrito necessario per convincerci a muoverci e cambiare al fine di diventare migliori di ciò che eravamo.

E’ in questo che consiste l’imperativo nell’uomo nella prospettiva di raggiungere il divino nella sua immensa misericordia. Non possiamo definirci credenti quando nei fatti manchiamo della più totale misericordia e rispetto altrui. L’altruismo si esprime nel momento in cui riusciamo a metterci al posto dell’altro compartendone la passione ed il travaglio del suo cambiamento.

Nella pellicola di “the matrix”, che uso spesso per spiegare questi passaggi, il protagonista fa visita ad una figura che viene chiamata l’Oracolo, la quale (è una donna e non a caso, quale simbolo della misericordia della Madre Celeste) gli spiega e cerca di metterlo in quella condizione che gli permetterà di arrivare da se stesso a comprendere la sua natura profonda, quali leve lo motivano di modo da incamminarlo ed accompagnarlo a realizzare il suo proprio destino. Ella gli dice: “tu hai tanta energia, ma non si capisce cosa stai aspettando“.

Sta aspettando il momento favorevole al suo cambiamento, si sta preparando ad andare incontro a quella situazione avversa (cosa che si verificherà nel prosieguo della pellicola) che gli permetterà di capire che in realtà lui è realmente l’Eletto, ovvero, che ha in se le qualità assopite necessarie a compiere in suo proprio destino. Neo parte da una convinzione: io sento di poterlo salvare.

Ricordare è l’unica chiave per saper leggere ed interpretare questi momenti della vita, ricordare il motivo per cui abbiamo iniziato a cercare (Morphues), quale inquietudine, quale bisogno ci a mossi verso un cambiamento radicale e sostanziale nella nostra vita e di fatto accertarlo come tale, rinunciando alla nostra vita passata e disponendoci verso una nuova esistenza. L’Eletto è ognuno di noi quando capisce che è arrivato il momento di cambiare e di seguire le proprie aspirazioni senza timore di essere smentito.

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Il progetto – Progetto Zion!

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