L’orrore della situazione e la rivoluZIONe!


La vita come la concepiamo noi umani (il termine “vita” lo ha coniato l’uomo) è comincia approssimativamente un miliardo di anni fa, prima di vedere le prime forme di vita organica e produrre i primi rudimentali cervelli, che altro non sono che le centrali di controllo di un essere sensato in grado di mescolarsi alla materia per fare un qualche tipo di esperienza utile al suo sviluppo, sono dovuti trascorrere altrettanti miliardi di anni. Per miliardi di anni i vortici centro mossi hanno attirato polveri (materia indifferenziata) verso il centro (gravitazionale), accumulando e generando gli agglomerati che conosciamo come pianeti e stelle. Semplificando di molto dirò che la differenza tra i corpi celesti e planetari consiste nella diversa oscillazione del vortice. La materia roteando si è accumulata ed ha iniziato a produrre le masse che adesso possiamo osservare, la ragione per cui orbitano intorno ad un asse è l’effetto di questa oscillazione. 

Miliardi di anni per produrre i pianeti ed i soli, ed altri miliardi di anni affinché si producesse il nucleo e la crosta, ed infine i gas delle loro atmosfere. I pianeti come la terra sono poi caratterizzati dalla formazione di acqua, fonte primaria per la manifestazione della vita organica, mentre la vita inorganica di cui si nutrono (alcune forme di vita chiamate vegetali) oltre all’acqua sono i minerali. La base della vita organica è di fatto quello che chiamiamo la cellula. 

La cellula compare si duplica, si organizza in organismi viventi che a loro volta si riproducono per mezzo di quello che chiamiamo sesso. La riproduzione è una forma di duplicazione e trasferimento di informazioni proprio come per le cellule, solo che le cellule si scindono, invece le forme di vita organica si devono unire per riprodursi. per capire questa idea dobbiamo introdurre il concetto di sistema e dell’operatore “+”. 1+1 dal punto di vista sistemico non fa 2, ma 3; questo perché la somma degli elementi di un insieme fa una terza cosa differente o di un livello superiore, come il risultato della somma della cellule non fa una cellula, ma un organismo vivente che si discosta di molto dalle singole caratteristiche. Questa terza cosa ha possibilità maggiori di ogni sua singola cellula. 

Ma veniamo al punto più interessante. L’ambiente influenza le forme e di fatto che costringe a modificarsi se vogliono restare in vita: le forme si modificano per adattarsi all’ambiente; al momento della riproduzione il genitore trasferisce al figlio il suo patrimonio genetico o le informazioni o dati raccolti fino a quel momento. Una volta comparsa una nuova forma di “vita”, ogni singolo soggetto trasmette alle seguenti generazioni le informazioni acquisite nella sua esistenza. I dati raccolti nell’esistenza contribuiscono all’evoluzione della specie. Ciò che non serve viene rimosso, o involve. In questo modo la “vita” garantisce a se stessa il suo mantenimento e l’evoluzione. L’umanità come tale è sottoposta allo stesso “sistema” o natura di “mantenimento”. 

Le variazioni o mutazioni, diciamo genetiche, all’interno di una specie sono dovuta a cambiamenti ambientali quale mutamento necessaria al fine del “mantenimento” della forma o vita stessa. E’ in questo che consiste l’idea di “selezione naturale”, una spinta o impulso come motivazione della vita, la vita è scopo e strumento, in suo scopo è vivere, e per farlo trova sempre la strada, questa strada noi la chiamiamo: evoluzione. Ma tutto ciò che e-volve può anche in-volvere, pertanto, forse sarebbe più appropriato parlare di necessaria “rivoluzione”. 

Il senso delle parole evoluzione, involuzione e rivoluzione si è perso molto nel tempo, ed oggi assume significati un po’ differenti, in origine di trattava di descrivere forze centripete e centrifughe da un presunto centro o vortice centro mosso, e quindi la rivoluzione risultava un accelerazione che supera l’equilibrio stabilito. Diciamo che se restiamo nell’ambito di questo significato possiamo dire che evoluzione ed involuzione sono l’equilibrio in un ciclo vitale dove tutto nasce cresce, produce effetti, e poi inizia inesorabilmente a consumarsi a causa del trascorrere del tempo (involuzione). In quest’ottica il rilascio di informazioni o patrimonio genetico è necessario per la continuazione di una specie o forma di vita, tutte le mutazioni alle quali la vita si è trovata ad attuare per adeguamento alla variazione dell’ambiente vengono trasferite alla nuova forma o progenie. In questo senso la vita di quella specie si preserva e “mantiene” tale, ovvero in vita. 

Tutto in natura tende al perfezionamento di sé, la natura come tale evolve costantemente nel tentativo di adattarsi al mutamento delle condizioni “ambientali”, a nuovi cambiamento di stato compaiono nuove possibilità e di conseguenza nuove forme di vita (l’esempio classico è l’era dei dinosauri della preistoria). L’uomo è, in quanto parte della vita “organica”, sottoposto allo stesso tipo di necessità o “impulso”. Tutto quello che non è in grado di evolvere si estingue (cit.: “o ti elevi o te levi”), in questo consistono le leggi di evoluzione ed involuzione. Tutto in natura si rinnova per mezzo dei cicli ed in particolare attraverso quel ciclo che l’uomo osserva e chiama di nascita e morte o riproduzione

 

L’umanità, come specie, è parte dell’evoluzione della vita organica, e come ogni specie “evolve” solo per l’aggravarsi, o meglio, per i mutamenti delle condizioni “ambientali”, se non rivoluziona un giorno si estinguerà. L’essere umano non è il prodotto di un evoluzionismo genetico (Darwin), ma la necessaria conseguenza di un processo di mutamento delle condizioni ambientali. L’uomo è comparso quando le condizioni permettevano la sua nascita e da lì ha iniziato a riprodursi. 
E’ necessario a questo punto chiarire in cosa consiste l’evolvere della forma umana. Ciò che differenzia l’uomo dalle altre forme di vita è che, in quanto dotato di intelletto e di quella particolare qualità chiamata “Coscienza” di se, la sua evoluzione non segue linee convenzionali ovvero osservabili in tutte le altre forme di vita (anche se questo non è del tutto vero), ma prevede qualcosa che ha molto a che vedere più con una “rivoluZIONe”, che un qualche tipo di “evoluzione” meccanica (prevista e in atto per tutti gli esseri viventi). In questo senso l’evolvere nell’uomo assume un valore aggiunto. Ho usato il termine “rivoluZIONe” proprio perché nell’uomo questo particolare impulso nella direzione del perfezionamento di sé prevede l’evolvere di quella particolare qualità che è la “coscienza”. 
«L’evoluzione dell’uomo è l’evoluzione della sua coscienza e la ‘coscienza’ non può, evidentemente, evolvere inconsciamente.  L’evoluzione dell’uomo è l’evoluzione della sua volontà, e la Volontà’ non può evolversi involontariamente. L’evoluzione dell’uomo è l’evoluzione del suo potere di fare, e ‘fare’ non  può essere il risultato di ciò che ‘accade’.» G. I. Gurdjieff
L’uomo in quanto uomo è dotato della possibilità di produrre un ulteriore sviluppo che va oltre l’evoluzione stessa della natura per come viene comunemente intesa. Per compiere questo tipo di lavoro è necessario avere una mente critica e analitica, ogni idea deve essere compresa individualmente e concretamente in relazione alla propria esistenza pratica, ogni idea deve essere capita nel suo significato più profondo. Il lavoro su di sé è un percorso duro e insicuro, non è mai garantito nulla e solo attraverso i propri “sforzi”, soprattutto sulle prime, di comprensioni possiamo sperare di arrivare a ciò che è possibile raggiungere per l’essere umano

Abbiamo bisogno di “capire”, serve avere un “dissidio” interiore che metta in discussione tutte le nostre certezze, acquisite in quel processo di condizionamento ricevuto sin dai primi anni d’infanzia. Questo “dissidio” è il frutto di un “osservazione” della realtà che porta inevitabilemente a capire che c’è qualcosa che non quadra in quello che ci è stato detto e raccontato essere la “realtà” nella quale viviamo e ci muoviamo
 

In questo senso non ci sono religioni e non c’è scienza in grado di dirci realmente di cosa stiamo parlando, perchè le descrizioni di entrambe sono infantili e viziate da scopi che sono diversi dall’autentica necessità di “sapere” e quindi “capire”. Una parte ha interesse di lasciarci ignoranti ed idolatri, e l’altra serve scopi sistemici per produrre innovazione e scoperte tecnologiche che alla fine non faranno altro che aumentare il vuoto interiore e l’impossibilità di esplorare la verità sulla nostra stessa esistenza. Manca di fondo la domanda più importante: perchè?
 
Perchè esisto? Cosa ci sto a fare qui? Qual’è il mio scopo? Per la maggior parte degli uomini queste domande non hanno risposte e rinunciano ancora prima di cominciare: di fatto stanno rinunciando a “vivere”. Lo scopo dell’autoconoscenza è proprio quello di «essere», di scoprire cosa siamo, per questo è necessario «essere differenti» da ciò che si è adesso, per questo è necessario prima di tutto ripulirsi da tutte le stravagenti “idee” che sono state depositate nel tempo in cui abbiamo vissuto all’oscuro di questa domanda. 
Ecco perchè il principale ostacolo a un ulteriore sviluppo possibile ed auspicabile per l’essere umano è l’arroganza, il primo vero grande peccato capitale: la superbia. L’arroganza, ad esempio, di pensare di essere già cosciente, scambiando per coscienza certe conoscenze (mentali), apprese tramite il condizionamento esterno. Concetti, l’uomo confonde i suoi concetti per coscienza, ma la coscienza è quando ti rendi conto, è quando capisci, se non capisci, non c’è coscienza, c’è solo una grande presunzione di sapere. Lo scopo di quello che faccio non è convincervi di una verità, ma di produrre quelle “idee” capaci ed in grado di mettere in discussione questa presunzione, in modo da sgretolare passo a passo tutte le convinzioni o credenze acquisite ed assorbite durante tutta la tua esistenza ordinaria, producendo quello choc utile a minare e tradire le basi delle tue certezze, col fine ultimo di precipitarti in uno stato di “disperazione” utile a farti abbandonare ogni “illusione” precostituita
 
Senza questa esperienza non possiamo parlare di alcun autentico processo di trasformazione, ogni individuo che si incammina in questi “studi” ha necessità di morire coscientemente (e per “coscentemente” non mi sto riferendo ad un concetto, ma alla possibilità che veda, che si accorga, e quindi scelga di lasciare andare ogni illusione) a tutto ciò che crede di essere stato, cioè ha la necessita di rendersi conto ed essere pienamente cosciente di essere vissuto in un mondo fittizio. Per questa ragione la prima delle cose che l’individuo che si avvicina a questi studi deve intendere e concepire è: l’orrore della sua condizione (attuale), ovvero, l’orrore della sua situazione. Solo così è possibile mostrargli la soglia di quel rinnovamento e crescita auspicabile e possibile. Anzi in realtà la inizierà a vedere da se.
 
Per comprendere come abbiamo fatto ad arrivare a questo punto come mondo e come umanità è necessario spostarci indietro nella storia per tentare di ricostruire cosa sia accaduto ad un certo punto dopo la comparsa dell’uomo sulla terra. E’ anche necessario capire che l’uomo si trova a cavallo di 2 mondi, se da un parte ha tutte le potenzialità di diventare qualcos’altro (intelletto e coscienza) dall’altra manifesta tutte le tipiche caratteristica di qualsiasi altro animale. In questo senso l’uomo attuale è un animale dotato di intelletto, intelletto col quale ha prodotto a quel livello (dell’intelletto, intendo) tutte le logiche di un qualsiasi altro animale: territorio, cibo, riproduzione
 
E’ questa la natura dell’alterazione che osserviamo continuamente e che erroneamente chiamiamo natura umana o comportamento umano. Per essere umani, bisogna essere, non possedere. Possedere è dell’animale: cibo, territorio e la femmina o il maschio. Tutte le dinamiche che osserviamo e che classifichiamo come invidia, superbia, lussuria, cupidigia, ira, brama, accidia, insofferenza, arroganza, etc… altro non sono che espressioni sempre di queste 3 cose. Un animale tecnologicamente evoluto che tira le granate ad un branco di “gazzelle”
 
L’uomo ha ancora necessità di crescere, e non sicuramente tecnologicamente, ma come individuo, ha bisogno di iniziare a concentrare i suoi sforzi nel tentativo di crescere a livello “esserico”, diversamente si estinguerà. L’istruzione resta in assoluto l’unico modello proponibile per portarlo a “ragionare”, dato che adesso ha solo fame, proprio come un qualsiasi altro animale, solo che se per un animale è nobile quello che fa (territorio, cibo e riproduzione), perchè è la sua natura, per un uomo è solo decisamente disonorevole, perchè occupandosi solo di soddisfare questa fame (che diventa bestiale, ma solo in lui) equivale a squalificare quelle qualità elettive di cui è dotato e di cui non ne fa alcun uso costruttivo. L’uomo moderno usa l’ingegno per distruggere. Per questo ho detto che è come se un ghepardo si mettesse a tirare granate ad un branco di gazzelle per assicurarsi maggior scorta di cibo. 
 
Purtroppo, come è noto, nessuno di noi è in grado di spiegare agli altri che cos’è matrix, ovvero cos’è questa trappola mentale nel quale siamo tutti caduti, ognuno lo deve scoprire da solo, il che equivale a dire che ognuno lo deve porter vedere e capire da se stesso. Queste parole come altre che mi ritrovo a proferire possono provare a far ragionare, ma spetta a te “vedere” e fintanto che crederai a quello che ti dico, invece di “vedere”, non staremo spostando neanche un granello di sabbia nella direzione di una trasformazione che oramai è inesorabile, necessaria, urgente ed unica in grado di limitare i danni di un disastro umano annunciato da secoli in vari modi e profezie. E non ci sarà maestro o guida o fratelli dello spazio in grado di salvare nessuno, perchè la salvezza di ognuno passa dalla comprensione di cosa gli sta realmente accadendo. Credo sia questo il vero significato della parola svegliarsi. Ti devi svegliare. Ma non vedi che tutta la tua vita ruota solo intorno ad avere un occupazione e far quadrare il bilancio famigliare?! 

 

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