Marco Todeschini e la Psico-Bio-Fisica. La nuova frontiera delle onde a bassa frequenza.

Marco Todeschini è stato un uomo eccezionale del nostro tempo, sintetizzando in se filosofia, arte, mistica e scienza, ridando vigore e riconoscimento alle teorie di Galileo, Aristotele, Cartesio e molti altri, rivelando quello che la scienza moderna continua ostinatamente a celare dietro a formule sulla natura del “vuoto”, sulle “forze” che lo muovono imputandole ad una qualche qualità della materia di cui non sono riusciti nemmeno a spiegarne l’origine (non se ne capacitano) e per la quale non celano neanche un minimo imbarazzo, considerando queste forze semplicemente insondabili e “misteriose”; o sull’atomo, la natura ondulatori e corpuscolare delle particelle e molto altro solo postulato, ma mai realmente dimostrato.


Non starò qui ad elencare i meriti ed i riconoscimenti1del suo lavoro, dalle cattedre di Psicobiofisica sorte in Europa ed America alle onorificenze2di Stato quando ancora queste cose avevano un valore ed un significato preciso di integrità, sacrificio ed abnegazione, dirò soltanto che Marco Todeschini morì nel 1988, a 90 e passa anni, ed a parte la stima di quei pochi che riconobbero in lui il genio, egli è rimasto ai margini della comunità scientifica (i suoi testi non vengono nemmeno studiati nelle facoltà universitarie di fisica) e del tutto inascoltato, nonostante avesse teorizzato una delle più brillanti teorie unificanti: la “teoria delle Apparenze”. 

Questo presumo fu dovuto, per buona parte dal fatto che nel suo descrivere l’universo egli introduceva la questione di un altro ordine di mondo (mondo delle cause o spirituale), una volontà ed un intelligenza superiore che andava oltre il comportamento della materia. Egli enuncia che il Sole ed i pianeti come gli atomi e gli elettroni altro non sono che campi rotanti di spazio “centro mossi”, identificando i fenomeni fisici come particolari movimenti di uno spazio fluido, deducendone le “leggi” attraverso l’applicazione delle conoscenze basilari della “Fluidodinamica” ed introducendo anche tra questi fenomeni quelli di natura sottile ovvero “spirituale” che sorgono nel soggetto “osservatore”. Lo stesso Cartesio per spiegare il meccanismo del sistema Solare, aveva immaginato che un immenso vortice di fluido, chiamato “etere”, ruotando attorno al Sole, trascinasse i pianeti a compiere una rivoluzione intorno ad esso.

Rimaneva un ultimo grande interrogativo per Todeschini e cioè – “chi o cosa imprime il movimento alla materia e regola i processi biologici e psichici dell’uomo?”- attribuendo questo comportamento a qualcosa di ancora inesplorato, forse inaccessibile, ma non per questo non conoscibile. Se solo l’uomo avesse compreso la necessità di crescere e cambiare il suo paradigma di fondo o la descrizione che si è dato del mondo, dell’universo e del significato della sua esistenza su questo piano, in una parola se solo l’uomo avesse capito e cercato un nuovo “sistema cognitivo”, proprio quello che Todeschini propone, avrebbe iniziato a esplorare gli autentici misteri dell’universo, invece che ritardare e soffermarsi a misurarne solo le sue “apparenze”. I filosofi e tutti gli autentici ricercatori della storia hanno chiamato queste intelligenze “Logos“, mutuando il termine dalla parola greca λόγος derivata dalla parola λέγειν (léghein) che significa “scegliere”. I “logos” dotati di particolare forza e volontà sono un emanazione del Creatore, una sorta di “legge universale” che regola l’universo. Il logos” assoluto è quello che noi chiamiamo Dio (definizioni che ritroviamo il Platone, Eraclito, Leucippo, Aristotele e molti altri). Il “logos” come una vibrazione in grado di dare movimento all’etere e concentrarlo in precisi punti, appunto, centro mossi, sulla sua superficie. 

Nonostante Todeschini ne abbia dimostrato l’esistenza egli ha anche dimostrato che il movimento che osserviamo non deriva dall’etere, l’etere è un fluido dinamico mosso da intelligenze emanate da una coscienza superiore che chiamiamo Dio ed al quale Todeschini imputa ogni ragione ultima dell’esistenza dell’universo. C’è una causa che viene prima della manifestazione fisica, i cui comportamenti altro non sono che “apparenze” di queste influenze, quello che gli antichi chiamavano Spirito. Nella tradizione orientale dei veda – Purusha (la forza o coscienza o intelligenza) investe e agita Prakriti la materia fluido dinamica o etere che prende forma. Oggi capiamo che c’è molto di più che delle masse immerse in questo fluido, capiamo che queste masse molto probabilmente sono state generate da qualcos’altro la cui manifestazione od “apparenza” è quella stessa forza che imprime movimento all'”etere” generando campi in esso (centro mossi); una forza, una volontà, un intelligenza al di fuori della materia in grado di modellare l’etere e fargli assumere la forma di quelle concentrazioni che chiamiamo pianeti o stelle.

Immaginate di disporre di un foglio di gomma fluida, magari trasparente, e per effetto del calore e del movimento di poter agire in modo rotante su di esso, proprio come quando girate la polenta nel paiolo. Nel punto in cui porrete il centro di applicazione di questa forza (centro mosso) inizierete ad avvicinare massa di questa gomma fino a creare una concentrazione che darà l’impressione, o meglio, l'”apparenza” di una maggiore densità rispetto al resto della sostanza fluida disponibile. 

Provate adesso ad immaginare di applicare questa forza in svariati punti del nostro foglio (i logos) ed immaginate di non essere in grado di vedere il foglio stesso: ne otterreste un sistema di concentrazioni (spazi rotanti) molto simile ad un sistema di pianeti e che solo apparentemente risulterebbero inerti, densi e fluttuanti nel vuoto. 

Le loro rotazioni a spirale si influenzerebbero tra di loro perché prodotte su di un unica superficie fluido dinamica dando l’impressione di possedere forze (di gravità o attrattive e repulsive) che si interconnettono ed interferiscono a causa della loro massa e distanza;  delineando quelle orbite solo “apparentemente” ellittiche. 

Una cosa simile la osserviamo tutte le volte che un turbine d’aria (invisibile all’organo visivo) investe della polvere che, sollevata, ne delineerà i contorni ed il movimento. In ultima analisi anche il calore ed il movimento altro non sono che altre “apparenze” dato che le stiamo osservando in un mondo manifesto o fisico, che risulteranno altri comportamenti inspiegabili, secondo la scienza ufficiale, della materia, ma che Todeschini spiega come “sensazioni” percepite dall’osservatore. Ecco che siamo in grado di spiegare tutto questo attraverso il concetto di “vibrazione” (cimatica). Tutto si tradurrebbe in una vibrazione, solo attraverso la vibrazione noi siamo in grado di generare calore e movimento in uno spazio fluido. Ecco comparire un altro tassello gli spazi vengono centro mossi da una qualche specifica vibrazione, pulsata e ripetuta a cicli o frequenze stabilite. Da dove arriva questa vibrazione? Di quale sensatezza è dotata? Cosa ne stabilisce la frequenza e perché? A che scopo? Quale è la coerenza di una tale azione? A cosa serve l’universo e perché ha questo comportamento? 

La scienza sta solo misurando le sue “apparenze” lontana dallo scoprire questa ragione, non gli interessa, perché se dovesse farlo dovrebbe porsi la questioni – “chi o cosa sta operando dietro all’universo?” e “con quale interesse?”, e “per ottenere quale risultato?”; e questa, come ben ci è stato detto ed insegnato, è da considerarsi solo cosa da filosofi e quindi di poco conto. La Filosofia va bene fino a quando racconta scemenze nei salottini o per vendere libri incomprensibili, ma se si pone come cardine di una ricerca deve essere ridicolizzata e resa inoffensiva; già, dato che la scienza, per qualche ragione che al momento ci sfugge (oppure no), non deve interessarsi di queste cose. Nulla di più lontano dalla verità. Come è possibile credere ancora oggi a scemenze del tipo che che l’acqua sulla terra l’abbiano portata le comete precipitando senza apparente ragione sulla superficie e sciogliendo minuscole quantità di acqua in milioni di anni, o che siano state delle specie di alghe a produrre ossigeno, o cose simili propagandate in documentari a vario titolo e tutti con lo stesso format?! Avete un idea delle dimensioni di un oceano?

Magnetismo, gravità, peso, inerzia, forze centrifughe e giroscopiche sono tutte “apparenze”, cioè tutte conseguenze di un unica causa di ordine diverso e superiore di cui Todeschini ne scoprì l’essenza. La domanda veramente interessante da porsi non è se Todeschini ha ragione o chissà cos’altro di scientifico, ma semmai: Perché? Perché “centro mossi”? Vi siete soffermati a riflettere su l’espressione usata da Todeschini: “centro mossi”? Perché? A che scopo? Cosa sta cercando di fare, passatemi il termine, il “Creatore” agendo in questo modo nell’Universo, e perché con questa modalità e non un altra? Queste non sono solo domande esistenziali, sono domande scientifiche e la scienza dovrebbe porsi la questione, senza lasciare questo vuoto in mano a superstizioni religiose, guru e maestri a vario titolo.

Ma passiamo avanti. Todeschini non si limitò infatti a questo. Scoprì o meglio rivelò e diede coerenza, causa, ragion d’essere alla tecnologia elettronica di tutti gli organi di senso; confermando di fatto quanto da tempo tutte le tradizioni orientali affermano a proposito dei meridiani, il sistema nervoso e le loro connessioni con il cervello, le relazioni con gli organi vitali (proprio come afferma Hamer a proposito dei “foglietti embrionali”), il perché dei disequilibri (sempre di Hamer la sensatezza biologica e lo studio dei “conflitti” interiori) e quale incredibile relazione ha tutto questo con lo stato mentale o sistema cognitivo o credenze o credo in essere attualmente in questa società, con ciò che chiamiamo “psiche”. 


Basterebbe integrare il lavoro di Hamer con quello di Todeschini e viceversa introducendo la relazione frequenze (di funzionamento del cervello) ultrafini o a bassa frequenza=”foglietti embrionali”=organi e tessuti collegati, insieme ai concetti di “conflitto biologico” e stato elettrico “bio-energetico generale”. Completando il quadro introducendo lo studio di sè, delle abitudini (anche mentali), atteggiamenti, “sistema cognitivo” attuale, integrando il tutto con un lavoro di educazione atto a liberare la “mente” ed ad assumere un nuovo “atteggiamento” o “sistema cognitivo”, liberandosi dalle “idee” pregresse che ne condizionano il comportamento: causa prima del suo squilibrio generale. Mappando ogni area del cervello non solo per “foglietti” (embrionali), ma anche per “frequenze di funzionamento”, ci troveremmo difronte alla possibilità di realizzare uno strumento avveniristico per la medicina moderna, che ci permetterebbe di operare sulla salute di un individuo (senza squartarlo o avvelenarlo) e molto altro legato anche alla sua psiche, cosa possibile, quest’ultima, solo se insieme introdurremo un nuovo “sistema cognitivo” in grado di aprire la mente e la visione sull’uomo e le implicazioni profonde del fatto che egli esiste. 

Se un individuo vede il mondo attraverso la lente del suo condizionamento non potrà che imporre precise risposte biologiche che per quanto sensate non faranno altro che danneggiarlo (visto che questo è lo scopo non dichiarato dei “sistemi” attuali in essere) e portarlo a quello che lui, ancora erroneamente, chiama malattia o disastro emotivo. Ecco perchè molte delle cure nuove rischiano di perdere di efficacia. E’ lo stato mentale, le abitudini mentali insinuate da secoli negli esseri umani l’ostacolo che deve essere superato se vogliamo aumentare l’efficacia di tutta questa conoscenza e terapie. Si pone sempre la questione della necessità di portare avanti e sviluppare un nuovo tipo di istruzione o educazione. La parte di istruzione, addestramento della psiche o anima ad un nuovo paradigma atto ad aiutarla a rendersi conto di essere stata ingannata, non può prescindere o essere escluso da questo tipo di studi e “lavoro”. Una rivoluzione del pensiero in grado di contestualizzare tutte queste novità (per noi). Credo che non a caso Todeschini abbia chiamato tutto questo Psicobiofisica, gettando le basi di una nuova scienza unitaria (o olistica) in tutti i sensi. 

La ricerca personale, lo sviluppo e la “presa di coscienza” sono elementi imprescindibili per uscire da quel torpore generale e struttura mentale che ci fa interpretare per poi ripetere sempre le stesse cose (binario conflittuale) e ci porta inesorabilmente a vivere in modo del tutto inconsapevole sperperando le nostro risorse e facendoci sperimentare costantemente una condizione di “inadeguatezza” che per alcuni è diventata oltre modo insostenibile, e mi riferisco soprattutto a coloro che hanno iniziato “sinceramente” a intuire che c’è molto di più di quello che uno crede o gli raccontano. La “sensazione” di essere stati privati di qualcosa, se anche non chiara e solo al livello di un “sentimento”, è la realizzazione di un autentico stato di necessità che si manifesta come quel “chiodo fisso da non dormirci la notte” di cui è affetto Neo, è questo quel particolare stato in grado di dare un senso e generare quella condizione ben espressa dalle parole del Cristo: “cercate e troverete!” Capiamo così che per cercare bisogna avere una “necessità” che sia oltre i bisogni di una mente e un emozionale immaturo e capriccioso che erroneamente chiamiamo o identifichiamo con l'”anima”. Ma proseguiamo.

Todeschini, sempre a proposito della biologia, completò il quadro introducendo tra gli organi di senso già abitualmente studiati, lo studio e l’osservazione degli organi quali quelli termici, organi elettrici, organi di moto, e comprendendo la ragione ed il perché esiste nell’uomo una struttura dei nervi atti e fatti per condurre elettricità; tutto alla luce della natura complessa ed olistica di Psiche, biologia e fisica. L’uomo è una macchina biologica incredibile, che attraverso il cibo, l’aria e le impressioni (o “urti di materia eterica dello spazio fluido verso i nostri organi”) che riceve dall’ambiente è capace di estrarre quell’alimento, quella sostanza energetica, bioenergetica che le serve per il suo funzionamento e per la sua sopravvivenza. Se per il cibo e l’aria gli organi preposti a questa trasformazione seguono un programma biologico inviolabile, il comportamento dei nostri organi di senso influenzati dalle impressioni che continuamente riceviamo sono reinterpretati alla luce della nostra attuale mentalità o “sistema cognitivo” (deficitario). 


Il “sistema cognitivo” che l’uomo usa per interpretare la realtà fisica influisce e genera stati d’animo che determineranno le circostanze e il suo stato di salute generale, ovvero il suo stato energetico, trasformando l’oggettività dell’osservato nella soggettività alterata dell’osservatore. Va da sè che se convinci qualcuno di essere nulla e lo condizioni a cercare costantemente attenzioni, riconoscimenti e considerazione dagli altri creerai un alterazione difficilmente eludibile e che influenzerà ogni possibile opportunità di rendersi conto di quale condizioni di schiavitù, sopratutto emotiva, viviamo. Anche quando messo al corrente quell’individuo senza fare un percorso a ritroso o di ricapitolazione dei suoi processi educativi e del suo vissuto programmato, utilizzerà questa nuova informazione ancora con la stessa modalità interpretativa (programma o app.) che gli è stata suggerita e per la quale è stato convinto essere accattivante e unica possibile per lui.


L’uomo è come uno “smartphone” che consuma batteria o carica con applicativi o “apps”, che lui considera necessarie e che provengono da un unica centrale di programmazione (il mondo delle macchina in “matrix”). Le “apps” di per se possono essere utili al suo sviluppo intellettuale come anche alla sua degenerazione; dipende dal codice e quali processi nascosti genera sotto. Siamo invogliati ad usare queste apps (penso a what’s up! e a molte altri simili per comunicare in “libertà”) di cui non ne conosciamo fino in fondo il funzionamento e lo scopo, e siccome è nella normalità usarle, non ci poniamo nemmeno la questione. Dato che alla fine, indipendentemente dal servizio che offre, ogni “app.” consuma in misure diverse la carica della batteria, diventa interessante capire cosa fa realmente, come opera, cioè, ognuna di queste “app.”, tanto per poter scegliere quali siano veramente utili e quali no. Si capisce l’analogia?! Si capisce solo se si è capita la questione relativa alla risorsa energetica o batteria.

Todeschini sostiene che gli urti dello spazio fluido verso i nostri organi di senso sono la causa delle “sensazioni” che sperimentiamo continuamente, ma che interpretiamo alla luce di precise “credenze” o “sistema cognitivo”. Chi non è in grado di accorgersi che siamo capaci di percepire calore, o che ci stiamo muovendo? Diamo queste cose così tanto per scontate da non porci più l’attenzione o la domanda, perdendone così anche il senso “cognitivo” e le immense implicazioni dal punto di vista esistenziale che porci l’attenzione farebbe emergere. E’ questa la grande rivoluzione di Todeschini quella di riformare, attraverso la conoscenza e la sperimentazione scientifica e l’adozione di un atteggiamento, il “sistema cognitivo” dell’individuo. Partendo da una nuova base di “conoscenza” (Psicobiofisica) e dalle “osservazioni” di se, quell’individuo diventa capace di capire molto altro, rispetto a quello che gli è stato imposto, concernente il suo “essere”. Quanti sono in grado di sbrandizzare il loro smartphone od assegnarsi privilegi di “root” (superuser) che gli permettano di gestire veramente il loro dispositivo? Vediamo il nostro telefono rallentare, scaricare la batteria in poche ore, nonostante ne facciamo un uso oculato, senza individuarne la ragione. Diamo per scontato che dobbiamo rimetterlo sotto carica e la cosa finisce lì. Pur di poter soddisfare i nostri desideri non ci fermiamo a riflettere da dove tutto questo arriva e a quale scopo. Lo scopo è scaricare la batteria mentre ti convinco che questa cosa ti è indispensabile per vivere. Si capisce l’analogia?!

Grazie alla sostanziale non conoscenza dei meccanismi, del funzionamento non solo del cervello, ma anche degli stessi organi di senso si sono diffuse sul web e anche oltre, informazioni, alcune delle quali fanno riferimenti espliciti agli studi di Todeschini, secondo cui sarebbe possibile riequilibrare gli emisferi cerebrali attraverso l’applicazione o l’ascolto di tracce audio, di non ben precisata natura, che riproducono onde a bassa frequenza ed altre cose del genere. Mi sto riferendo in particolare alla “superstizione” sul 432 hz, gli 8 hz, la relazione (che non esiste, almeno come è contestualizzata) con i chakra e molto altro, il conseguente e presunto lifting sonico equilibratore come effetto o certe “neuro-tecnologie” che si prefiggono di potenziare le nostre “facoltà”. Quali “facoltà”? Non c’è macchinario o Cd o scienza che possa trasformare un “cordolo da marciapiede” in un “autostrada” (V.P.). Sono i processi di crescita, l’esperienza vissuta direttamente, il coraggio di affrontare l’esistenza come una grande avventura, un viaggio all’insegna del rendere conosciuto lo sconosciuto,  il lavoro costante nel tentativo di liberarsi dai condizionamenti di un “sistema “cognitivo”  distruttivo, questo permette di crescere e diventare qualcos’altro. Se le “sensazioni” o “impressioni” che riceviamo verranno comunque tradotte dal nostro interprete personale  (“sistema cognitivo” attuale) quali benefici duraturi possiamo sperare da qualsivoglia tecnologia o terapia?

Tutto vero, mi riferisco alle ricerche ed informazioni sopra citate, dalla ricostruzione storica  (da 432hz a 440hz) all’utilizzo pratico, ma si confonde una questione legata alla percezione ovvero impressioni o urti della materia eterica con i nostro organi di senso con la possibilità di accedere e dare energia ovvero ricarica e riequilibrare il cervello. Le onde a bassa frequenza o ultra fini di per sé non fanno nulla, sono frequenze con cui le varie parti del cervello elaborano le percezioni, come la frequenza di funzionamento del nostro processore di ultima generazione del computer. Queste traccie audio in particolare o emissioni d’onda muovendo la materia eterica producono nell’urto con i nostri organi di senso delle “sensazioni” che noi facilmente interpretiamo come gradevoli attribuendole allo spirito mentre si tratta ancora di questioni legate ai comportamenti della materia; certo, meglio che il frastuono generale, ma dare cibo energetico al cervello ed eventualmente equilibrarlo scaricando le cariche elettrostatiche nocive di telefonini, Wifi, tv, etc… è un altra cosa. 

Le “emissioni” elettromagnetiche provenienti dal corpo che si sostiene vengano registrate non sono altro che l’effetto del funzionamento bio-frequenziale naturale del cervello, degli organi e della struttura nervosa e non sarà certo una riproduzione sonora a riportare in equilibro un funzionamento che è già tale per sua natura. Certo lo “spirito” che produce come conseguenza di questi urti “sensazioni” gradevoli ne guadagna, ma avere una piena consapevolezza è un altra cosa ancora. C’è un altra diceria sul cervello che va sfatata ed è quella relativa alla sua dualità, diceria che afferma e porta a dedurre, in sintesi, che l’emisfero destro creativo sia buono e quello sinistro logico-razionale sia cattivo; in realtà entrambi gli emisferi sono utili e sono utilizzati dal deus ex macchina per la realizzazione di un esperienza piena dal punto di vista coscienziale. Tutta questa dualità è solo nella testa di chi osserva, ma non è come sembra; il problema semmai è il contenuto che è stato depositato in quella parte dell’emisfero sinistro del linguaggio e non solo, per effetto dei processi educativi del primo tipo, che altera l’interpretazione di certe “sensazioni”.

Gli esseri viventi emettono onde elettromagnetiche come “apparenze” del funzionamento dei dispositivi che compongono la struttura elettro-biologica. L’elettricità è il mezzo, è un altro strumento o “apparenza”. Elettricità o energia e “coscienza” sono indissolubilmente legate, l’una non si manifesta senza abbastanza dell’altra. Le frequenze basse o ultrafini sono le frequenze di funzionamento di questo incredibile “processore” che chiamiamo cervello e sede o tramite attraverso il quale l’anima opera in questo mondo materiale. Ogni sezione ed ogni emisfero ha la sua frequenza di funzionamento e tutti gli organi interni e sistemi interni legati ai vari compartimenti o foglietti embrionali funzionano con le stesse frequenze della parte cerebrale dalla quale derivano. E’ di uno strato superiore, sopra alla materia che stiamo parlando, quello biologico (sensato) o biofrequenziale.

Sapere delle onde ultrafini, le biofrequenze, conoscere la struttura e la modalità di funzionamento del cervello equivale ad avere le chiavi di accesso. La domanda è per farne cosa? Il cervello riconosce esclusivamente un campo pulsato prodotto da un toroide naturale come è la terra, gli alberi fanno il resto. Le cuffie di uno stereo non bastano ad attivare questo riconoscimento, non c’è nessuna bio-risonanza, in senso stretto, in un “urto” con gli organi di senso, ci sono “sensazioni” più o meno gradite che possono o meno alterare o migliorare lo stato umorale. Alimentare il cervello non è cosa così banale. Il tipo di intervento richiesto e un pò più articolato. Lo stesso Todeschini suggerisce il modo di come produrre dispositivi basati su “tecnologia biofrequenziale” in grado di realizzare veramente quest’opera, questo servizio, perché aveva studiato e compreso il funzionamento biologico e la relazione con le frequenze (bio-risonanza). Suggerì come costruire un macchinario in grado di generare specifiche frequenze elettromagnetiche ultrafini che si sintonizzassero al normale funzionamento del cervello per legge, appunto, di “risonanza” o meglio per bio-risonanza e per trasferire quantità di elettricità utili ad un miglior funzionamento generale che si traduce in conseguente miglioramento dello stato di salute e molto altro. 

Non possiamo trasferire direttamente energia al cervello applicando elettrodi alla testa, dobbiamo sapere come funziona (frequenze) ed usare l’elettromagnetismo, proprio come fa la terra, per trasferire (attraverso la bio-risonanza) l’apporto energetico, il quantitativo di elettricità possibile o utile. Magnetismo e bio-risonanza, e in mezzo passa il flusso, l’elettricità sotto forma di corrente a bassa frequenza, riconoscibile e per questo accetta dal cervello. Immaginate di alimentare direttamente il vostro telefono attaccandolo alla rete delle 220volt, cosa accadrebbe? Esatto, “svamperebbe” o non si ricaricherebbe. Serve un dispositivo che funzioni come un diapason che per bio-risonanza con le aree del cervello preposte all’attività di controllo di tutti gli organi e sistemi sia in grado di portare l’apporto energetico, tradotto in elettricità, necessario ad un miglior funzionamento. 


Oggi solo pochi sono stati capaci di realizzare veramente questo tipo di macchinario, questo perchè uno dei problemi principali è pulire il segnale dalle interferenze del campo (onde ad alta frequenza dei vari dispositivi elettrodomestici e oltre). Riducendo la bioenergetica allo studio di frequenze è un errore, bisogna capire che di tutto quello di cui abbiamo bisogno il nostro sistema biologico né è già dotato, può essere aiutato, ma la rigenerazione è cosa seria e compito della natura. Se un problema esiste è semmai quello della disponibilità di energia, inteso coma la carica (elettrica o vitale o eterica) disponibile, ovvero di cui possiamo disporre, ed una volta capito come superare il problema resterebbe comunque la questione di quale uso farne di questo surplus energetico, anche se la natura saggia è in grado di indirizzare da se stessa questo quantitativo, diciamo verso quei sistemi che ne richiedono prioritariamente necessità. Nel cervello risiede la sede dell’anima. Come più volte ho detto la “coscienza” è una possibilità, che si realizza dipende dall’energia di cui disponiamo. Serve autentica “integrità” per permettere ai meccanismi biologici di “fare”. 

Aumentando il livello di energia non solo saremmo in uno stato di salute migliore, ma, superando un certo livello pari alla soglia di sopravvivenza, potremmo disporre di un potenziale di carica da permetterci di riavviare quei sistemi che attualmente sono stati “ibernati”. Se un problema quindi esiste non sta nell’equilibrare gli emisferi, ma nella carenza di corrente vitale. Come ho avuto modo di dire in un precedente post “cosa nascondono i sistemi di credenze” siamo intenzionalmente tenuti in riserva attraverso l’induzione all’assunzione di comportamenti svantaggiosi di cui ne ignoriamo la gravità dato che per lo più le persone sono convinte che questa condizione sia la normalità. 

Il corpo umano è un complesso di strumenti o dispositivi elettronici posti a disposizione della parte sensata, “esserica” o anima di natura spirituale (dategli in nome che vi piace) che ognuno di noi è nel suo profondo al di là delle forme e dell'”apparenza”; purtroppo questa relazione è costantemente interferita da condizioni educative pregresse, dalla struttura delle nostre abitazioni, da campi di interferenza ad alta frequenza (campi elettromagnetici, trasmettitori radio, et. che si accumulano in cariche elettrostatiche), in una parola dalle condizioni di vita che abbiamo stabilito qui in secoli di non conoscenza ed oppressione che adesso impediscono a noi la pienezza di una “coscienza”, ed allora ci identifichiamo con i processi di interpretazione della realtà invece che essere coscienti di ciò che siamo realmente: veri e propri esseri spirituali ovvero “pensanti”. E anche quando ne siamo informati ci infarciamo la testa di scemenze e ci rotoliamo nell’incapacità di darne prova sperimentale con i comportamenti o con la nostra condotta di vita che è tutt’altro che integra e avversa alla conservazione. E’ la psiche a percepire e valutare ed è la psiche che è stata ingannata.

L’uomo è stato corrotto e per questa ragione fatica a sollevarsi dal fango della terra in cui è stato messo. Ogni atto, ogni singola scelta si ripercuote sulla nostra vita, volente o nolente, e non c’è giustificazione o condizione di ignoranza o non conoscenza che ci possa evitare le conseguenze di questa “verità”, perché questo è una “legge”, è quello che qualcuno chiama “karma”, ovvero “causa ed effetto”, causalità, e non c’è nessuna crudeltà in questo, è solo un altro dei modi con cui si comporta l’universo. C’è un rito che dice – “fai ciò che vuoi, questa è l’unica legge, ma ricorda che di ogni tuo atto rendi conto” – questo non per spaventare e porci nell’immobilità e nella paura di sbagliare, ma nel tentativo di rinnovarci il ricordo, la consapevolezza e la responsabilità di come funziona la vita: non ci sono azioni senza conseguenze; siamo noi che vogliamo leggere la parola “conseguenze” con un accezione negativa, perché è così che siamo stati spaventati. Un umanità deresponsabilizzata non vuole sentire parlare che deve rendere conto (conseguenze) delle sue azioni, questo è fuori dalla sua mentalità, ma non significa che non sia necessariamente e comunque un “fatto”. 

Il nostro attuale “sistema cognitivo”, proprio come certe “apps” per lo smartphone, genera comportamenti deficitari che consumano velocemente tutta la batteria del nostro dispositivo elettronico tendendo a tenerci sempre in una condizione minima di livello (energetico) cosa che costringe il nostro cervello ad attuare strategie di “risparmio energetico” per farci sopravvivere, spegnendo alcuni sistemi piuttosto che altri. E siccome segue linee di priorità le prime funzioni che inizieranno ad essere sospese o ibernate saranno proprio le funzioni legate all’esperienza della “coscienza”. Senza di essa un corpo può comunque continuare a sopravvivere, seppur in modo meccanico, … e questo è la coerenza della natura di mantenimento. E’ così che diventiamo inconsapevoli, per carenza di carica, per scarsa quantità di energia vitale. Nel post “matrix suggerisce al tuo cervello cosa fare” avevo a suo tempo evidenziato come il “sistema cognitivo” attuale o condizionamento inducesse nell’uomo un comportamento più tendente all’immobilismo, allo spreco, alla miseria interiore ed all’inconsapevolezza, determinando per lui quali cosa dire o fare o pensare, assorbendolo totalmente in inutili incombenze quotidiane ed allontanandolo dalle vere domande sulla sua esistenza. In una parola l’anima è stata ingannata a credere di essere qualcos’altro e a comportarsi conseguentemente. 

Questo brucia molta della nostra risorsa, e per questa ragione siamo non solo nella condizione di “esseri” coltivati o allevati come animali, ma anche di essere tosati per bene e lasciati sempre senza risorse. Tutta l’azione del sistema è quella di appropriarsi delle nostre risorse operando sul nostro livello energetico generale con l’intento di costringere il cervello a disattivare alcuni dispositivi o funzioni intellettive e del ragionamento per sopravvivere, dato che il suo primo comandamento è la sopravvivenza della macchina biologica. Procedendo di questo passo, spegnendo un sistema alla volta va da sé che alla fine il dispositivo inevitabilmente si spegne.
Allora ascoltando il battito profondo del suo cuore, l’uomo pensa con un brivido che quel pulsare ritmico può cessare di colpo e per sempre, ed il suo corpo irrigidito nel freddo nella morte si scomporrà in atomi, polvere che ritorna tra la materia del Creato. Che cosa sopravvive a quel corpo? Ecco la domanda torturante che incombe segretamente nel cuore umano, di fronte all’implacabile e spaventosa finire di ogni vita.
“Nulla si crea e nulla si distrugge”, ma disteso immobile e rigido sul tavolo anatomico il gelido cadavere umano nulla ha rivelato sinora del mistero che animava la sua meravigliosa intima struttura ed il divino congegno del suo cervello dal quale l’intelligente psiche tutto lo vivificava e dirigeva. […] ma è forse possibile trovare anatomicamente l’anima e prenderla con le pinze se è incorporea ed invisibile? No. Ed, allora perché meravigliarsi se gli scienziati nella materia bianca e grigia del cervello hanno potuto trovare solamente un groviglio di reti nervose che è apparso loro inesplicabile, delle cellule e degli organi strani dei quali ignorano il congegno ed il funzionamento e la causa che li aziona? In vero l’uomo trova l’ignoto anche in se stesso oltre che nell’universo e sconosciute gli sono le relazioni che legano i fenomeni fisici a quelli biologici e psichici e l’arcana loro intima essenza”.Tratto da Psicobiofisica (p. 4) di M. Todeschini.

Ecco chi è Todeschini! Purtroppo le sue idee sono state devastate dalla dabbenaggine di psedo spiritualisti ignoranti che non hanno fatto altro che alterare il suo lavoro, spostando tutto il discorso sulle loro “pensate” spiritualiste, proprio come sta facendo da tempo la new age con la fisica dei quanti, usata per giustificare altre scemenze sulla natura dell’uomo e la sua relazione con le forze che influenzano l’Universo, fisica quantistica che lo stesso Todeschini ha dimostrato essere parziale dato che la discontinuità quantistica che questi scienziati osservano altro non sono che increspature di un continuum Fluido dinamico centro mosso. Todeschini stesso metteva in guardia dalla ricerca fenomenica e spiritualista, suggerendo la vera origine (osservabile da chiunque) dello spirito, la sede e la natura della sua sostanza, eccone un estratto sempre da Psicobiofisica – Sinora in genere si sono cercate le prove scientifiche del mondo spirituale fuori dal corpo umano, in apparizioni dirette o medianiche di spiriti e così ci siamo quasi dimenticati che lo spirito più evidente di tutti è il nostro e che le sue manifestazioni (pensiero, movimenti volontari, sensazioni, ecc.) sono controllabili da chiunque e costituiscono le prove della sua esistenza”. – ma nulla da fare, ne la scienza né la filosofia moderna, né la mistica e la spiritualità hanno saputo guardare nella direzione da lui indicata. 

L’essenza delle cose è concepibile solo nel pensiero (spirito), un pensiero autentico, purificato dalle strutture del condizionamento. Un travaglio incessante, con lampi d’intuitoe pazienti ragionamenti, solo così possiamo giungere a rivelare i misteri del mondo. La scienza moderna si è dimenticata, per questo dorme, che il mondo fisico viene osservato e descritto solamente dall’anima umana che è l’unico interprete degli stimoli che arrivano dagli organi di senso e che è sul cambiamento del paradigma o “sistema cognitivo” che è importante basarsi per iniziare un percorso di crescita ed ulteriore sviluppo umano.

Abbiamo bisogno di scientificità mentre parliamo di mondo “spirituale” perché questo ci libera dalle superstizioni e manipolazioni di pseudo guru, maestri e profeti forieri di sventure che si sono appropriati indebitamente di questa branca di studi, trasformando tutto in una farsa per creduloni. Se solo riuscissimo a vedere l’immensità di questa visione capiremmo che la scoperta di Dio è ancora da venire e che è realmente possibile; questo dà tanta speranza o intensità all’essere che siamo; perché c’è ancora molto da fare e da scoprire, molto da mettere ancora in discussione, e che le nostre possibilità, che adesso abbiamo racchiuso in quattro atti fenomenici che altro non sono che esperienze più profonde ma ancora limitate alla manifestazione della materia e per questo ulteriori “apparenze” che confondiamo con lo Spirito, hanno ancora tanto margine di sviluppo. Se fossi o mi sentissi già arrivato, mi sentirei veramente “imbrogliato” … beh! Questo è per me di una potenza inaudita, perché se dovessi pensare che io sono Dio nello stato attuale mentale ed esistenziale in cui mi trovo, penserei che devo averla proprio fatta grossa per essermi ridotto così.

Il gioco è proprio iniziare ad esplorare questo ordine di mondo e non può essere fatto con le attuali idee, scuole, corsi, superstizioni, guru o altro, ma richiede la stessa scientificità dei filosofi di un tempo, uomini come Aristotele, o Democrito, Platone e tanti altri che lo stesso Todeschini fa riemergere dalle profondità della storia. Il vuoto lasciato intenzionalmente dalla scienza degli ultimi secoli in questo ambito ha impedito che potessimo guardare a questa cosa e cercassimo con cognizione di causa e di studio questo ambito, lasciandolo in mano a prestigiatori dello spiritismo e operatori spirituali incompetenti, privi di qualsiasi vera conoscenza profonda e scientificità. 

Serve un impostazione accademica, non 4 cose raffazzonate tanto per fare 2 corsi e prendersi 2 soldi e tirare a campare sguazzando nel mare di ignoranza generale. Servono persone normali, soprattutto normali, comuni; ferventi e varaci ricercatori che lo fanno per un autentica passione e interesse verso la conoscenza e non per bisogni di riconoscimenti, considerazione o per difendere chissà quale “prestigio”. L’unità dell’uomo con “l’universo” è vero al livello attuale di consapevolezza generale solo nel momento in cui guardiamo alla materia, dato che tutto è immerso in un fluido dinamico, tutto è fatto della stessa materia e quindi necessariamente interconnesso ed unitario. Ma affermare di avere la stessa consapevolezza di Dio o di un Dio o di un Logos o di un cosmocratore, che è il vero assunto al quale aspirare, è ben lontano da arrivare con queste teste qui! Non si può tentare di insegnare ad altri una “via” se non si è prodotto un cambiamento nelle proprie “concezioni” ed abitudini, – “è come mettere vino nuovo in otri vecchi”, non funzionerà, verrà tutto sempre riportato alla condizione mentale attuale. 

Todeschini, contrappone ad una visione materialista (che si limita ad osservare le “apparenze” di un mondo che va oltre il piano ultrasensibile) ed una spiritualista (“tutti siamo Dio e il suo amore”, quando ancora c’è tanto odio e rancore nei nostri cuori), una visione che non solo le unifica, contestualizza ed estende entrambe, ma sveglia, proprio come facevano i veri filosofi di un tempo, una parte in noi vitale, “verace” che vuole conoscere e conoscersi, che supera rapidamente i vincoli posti in essere dal sistema attuale, perché ha capito di essere in viaggio alla scoperta dell’Universo e delle ragioni della sua esistenza con onestà e con autentica legittima necessità come un normalissimo e comune abitante di questo piano. Neo, ovvero l’eletto, è uno qualunque, uno come tutti gli altri, … ne più ne meno! Ma ha la domanda! E’ la domanda che ci muove, e tu la conosci? Che cos’è matrix, cosa significa? Significa conoscere la “materia”, i suoi movimenti e le cause, “matrix” è il tessuto, un fluido dinamico all’interno del quale si generano vortici rotanti centro mossi. Cosa muove questo fluido? Osservando la danza possiamo arrivare a vedere il ballerino? Forse si, ma solo se entriamo nella mentalità del ballerino, oggi noi siamo solo le sue “apparenze”!

Alcuni riferimenti:

Circolo amici di Todeschini –  http://www.circolotodeschini.com/

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[1] Per iniziativa del Presidente del Consiglio dei Ministri francese Bidault e del Ministro della P.I. Petit, tenne un ciclo di conferenze per diffondere la sua teoria in Parigi ed in altre città della Francia. Nominato Membro delle Accademie Scientifiche di S.Etienne, di Valence e di Parigi, e gli venne offerta la lampada da minatore, simbolizzante la luce che egli ha portato sui misteri del Cosmo cercando nel sottosuolo la radice dei fenomeni. Riconoscimenti della Psicobiofisica in vari congressi. In Europa ed in America sono sorte cattedre di Psicobiofisica, ed i suoi principi sono stati introdotti in alcuni testi in dotazione ad Università ed Istituti ed esposti da scienziati in migliaia di articoli su giornali, riviste, libri, ed in conferenze radio e televisive. Todeschini ha partecipato con importanti relazioni a vari Congressi Internazionali di Fisica e Medicina. Per ulteriori dettagli consultare la pagina web “Circolo Todeschini”. Fu Presidente dell’Accademia Internazionale di Psicobiofisica, Membro d’Onore del Consiglio Nazionale delle Ricerche Scientifiche di Haiti e di 25 Accademie italiane ed estere, ed è stato proposto, nel 1974, per il premio Nobel. 

La sua vita e le sue opere sono state citate in varie enciclopedie, tra i quali: “Who’s Who in Europe”, Dizionario delle personalità europee, Mayer Ed. Feniks 1966, Bruxelles, pag. 2642 – “Gran Dizionario enciclopedico” – Fedele, Ed. UTET 1961 Torino, vol XII, pag. 180. “Dizionario generale di Cultura” – Brunacci, ed. SEI 1938, Torino pag. 999, “ – e molto altro.

Le sue pubblicazioni principali sono:

  • “L’aberrazione cinetica dei raggi catodici”, Editrice Ambaglio, Pavia 1931
  • “La Teoria delle Apparenze – Spaziodinamica e psicobiofisica”, Edizioni C.I.P., Bergamo 1949
  • “La Psicobiofisica”, Edizioni C.I.P., Bergamo 1953
  • “Einstein o Todeschini? Qual’è la chiave dell’universo?”, Edizioni C.I.P., Bergamo 1955
  • “L’unificazione qualitativa della materia e dei suoi campi di forze continui ed alterni”, Editrice Secomandi, Bergamo 1957
  • “Le vie che portano alla scienza cosmica unitaria”, Edizioni C.I.P., Bergamo 1960
  • “Esperimenti decisivi per la fisica moderna”, Edizioni C.I.P., Bergamo 1961
  • “Scienza universale”, Editrice Secomandi, Bergamo 1969
  • “Psicobiofisica – Scienza unitaria del creato”, Casa Editrice MEB, Torino 1978

[2]  E’ stato nominato Uff: e Comm. Dell’Ord. “Al Merito della Repubblica Italiana”; Cav. (quando questo titolo aveva ancora un significato e il riconoscimento di un integrità morale), Uff. e Gr. Uff. della Cr. D’Italia.
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Cosa nascondono i sistemi di credenze. Silenzio assenso.


La condizione di schiavitù (emotiva) e la dipendenza dai sistemi è funzionale al nutrimento dei nostri “predatori”, tacerne significa perpetrare questa condizione, lasciare che le cose accadano senza porvi un freno porterà tutti all’annientamento totale. Il resto alimenta solo lamentele che nutrono spropositatamente il sistema di alimentazione dei “predatori”. Gli alti e bassi della vita quotidiana sono il prezzo che paghiamo per vivere secondo le regole di questo “sistema”, ed è questo a trasformare gli umani in “cibo”. Il “sistema” di credenze, di regole comportamentali e molto altro è funzionale a questa condizione, vivere nella preoccupazione, nell’assenza, nel timore di perdere il cibo, quando nessuno di noi ha mai realmente sperimentato la “fame” è il riflesso del “loro” di timore. Se l’umanità resta in questa condizione vitale, “loro” non possono che avvantaggiarsene, ecco perché l’unica cosa che può permetterci di cambiare è superare il sistema “cognitivo” che ci hanno imposto attraverso il condizionamento. Un sistema “cognitivo” è il modo con cui noi interpretiamo i fatti e le circostanze della vita, il modo, cioè, con cui intendiamo o interpretiamo tali eventi.

Un binario comportamentale che ci porta tutti a produrre sempre gli stessi effetti o reazioni, quella condizione di impotenza ed inadeguatezza che permette loro di usufruire delle scariche di energia che diventano il “loro” alimento. Hanno fatto in modo che le “loro” necessità diventassero le nostre, convincendoci di essere quello che non siamo, instillandoci quel parassita, o demone che “loro” sono. Adesso siamo simbionti e non è così facile liberarsene, noi dipendiamo da loro adesso, come “loro” dipendono da noi per sopravvivere. Scollegare un individuo significa addestrarlo, prepararlo al distacco. Sono le nostre consuetudini sociali l’ostacolo, ecco perché nessuno si può accorgere della differenza. Siamo identificati, abitudinari e timorosi. La “paura” di restare senza lavoro ovvero senza cibo è un aspetto di questa relazione con i nostri “parassiti”, anche se questa cosa non è reale. 

Senza cibo restiamo sempre vivi, e questo fa molta differenza, a meno che non ti sia stata instillato quel certo senso di impotenza che ti induce a fare l’elemosina o cercare rifugio in una stazione dei treni o ad un centro della “caritas”. Capite quando è intricata la matassa? Sono “loro” ad ad aver “definito” la nostra visione, sono “loro” ad aver definito le nostre aspettative, le nostre speranze, i nostri sogni di successo e contemporaneamente anche i parametri del nostro fallimento di modo da impedirci, anche quando ogni sistema dovesse cadere in noi, di renderci conto e quindi avere quel guizzi di “verità” che tanto temono, è così che si sono assicurati di renderti inservibile. Smith dice – “quando noi abbiamo iniziato a pensare per voi!”.

Ogni essere umano di questa terra, indipendentemente dalla lingua che parla, risponde più o meno nello stesso identico modo a quegli stimoli che il “sistema” stesso prima ha instillato e successivamente continuato a sollecitare. Ecco perché ognuno di noi è assillato in realtà sempre e solo dai soliti problemi, e questo ciò che ci rende tutti tremendamente simili. Qualunque sia la terra di origine, in questa cosa siamo tutti identici, tutti assillati dagli stessi vincoli e bisogni. La cultura occidentale è lo schema che si sta imponendo in tutto il pianeta mica per caso. In America 2 secoli fa non era così ed ecco che i potenti si sono mossi alla conquista di quelle terre, ignorando la reale ragione che era sterminare gli indigeni che col tempo avrebbero potuto diventare educativamente e culturalmente una minaccia. Adesso ci raccontano scemenze sulla prateria e gli uomini medicina, sulle tribù e le loro pratiche magiche. 

Bisogna partire da un sistema “cognitivo” diverso per poter vedere questo meccanismo, quel sistema “cognitivo”, proprio quello che “loro” non vogliono che acquisiamo, per questo le lotte, le persecuzioni e persino le religioni funzionale ai loro scopi, che non sono i tuoi. Dio è l’ultimo dei nostri problemi ed una meta difficilmente raggiungibile da dentro una prigione. L’essere umano è schiavo e dipendente da tutti i “sistemi” per una precisa ragione ed è questa ragione che adesso devi vedere altrimenti non c’è disciplina, pratica o altro che ti possa realmente aiutare. La nostra consapevolezza è stata abbassata a livello di un animale che anela solo a soddisfare quei bisogni primordiali che non sono i nostri, ma di un corpo che potenzialmente era capace di canalizzare “coscienza” e che invece è stato adeguatamente indebolito al fine di trasformare l’uomo originale e realizzare un nuovo individuo estremamente deresponsabilizzato. 

Deresponsabilizzarci è stato funzionale o utile per garantirsi un riserva inesauribile di energia (vitale). Nessuno né è immune, ecco perché si può dire e fare quello che si pare a questo mondo, ed ecco perché abbiamo tutta questa apparente libertà di pensiero. Perché tanto alla fine ruzzoleremo sempre nelle stesse trappole “intellettuali”, e quando questo accade l’energia esce, ci sentiamo spersi ed incapaci di qualsiasi azioni propositiva per il nostro personale vantaggio dato che non lo conosciamo più quale sia. La stessa ricerca mistica o di un evoluzione spirituale rimane un abbaglio ed un eccellente specchietto per le allodole. E’ proprio quella tentazione protesa alla realizzazione a renderci di fatto totalmente immobili, quella tentazione di andare da un luogo all’altro, di scuola in scuola, di gruppo o di pensiero ad un altro, di un guru dopo l’altro, cercando esperienze forti al fine di sperimentare quell’adrenalina che altro non è che la preparazione del cibo per i nostri “predatori”; quello che a suo tempo ho avuto modo di chiamare: “blanblanare!”

Si comincia a capire cosa cerco di fare? Non mi interessa contrastare quelli che lo fanno (dormono, cosa volete che ne sappiano), mi interessa farvi vedere cosa vi stanno facendo, a cosa state servendo, a chi o cosa state dando “cibo”. Non ci sono corsi, non ci sono scuole, non ci sono dottrine, c’è che svegliarsi ed iniziare semmai ad incontrarsi al fine di realizzare quella resistenza, una rivoluzione, auspicabile che ci liberi per sempre dal torpore di questa esistenza vissuta senza vita a foraggiare e dare da mangiare a chissà quale temibile e sofisticato “predatore”. Non servono le armi, serve svegliarsi, serve coscienza, serve consapevolezza, è questa la guerra che è in atto adesso. Prendete gli hobbies. Un intrattenimento piacevole ed intellettuale dalle scarse implicazioni personale e il cui scopo finale è distrarci dai problemi quotidiani quegli stessi problemi confezionati ad oc ed uguali per tutti ed utili al “loro” sostentamento e che ci permetterebbero se vissuta a fondo di scoprirli. Persino la pratica spirituale o di una disciplina, te la stanno facendo diventare come qualcosa col sapore dell’intrattenimento, nessun implicazione diretta, nessun responsabilità questo perché ti manca il vero obbiettivo, la vera ragione, che è la schiavitù in cui versi. 

Leggiamo libri, ascoltiamo guide, maestri e guru a vario titolo che ci trasmettono concetti come il distacco, la compassione, l’umiltà. A quale scopo? Ad alimentare ancora la nostra importanza personale, il nostro essere auto referenziati, il nostro apparente egocentrismo. Ho scritto “apparente” intenzionalmente perché se solo fossimo un pochino più egoisti capiremmo cosa ci stanno facendo; il nostro bisogno di considerazione è il “loro”. Il peggio arriva quando attraverso l’esperienza di una “pratica” sperimentiamo qualche “primitivo” stato, erroneamente detto “superiore”, di “coscienza”, o di profonda felicità, potenza o pace. Non abbiamo bisogno di pace, ma di quel silenzio interiore e quella calma per iniziare a vedere cosa sta realmente accadendo; la pace è per i morti quello che diventeremo se non ci svegliamo. Mi hanno scritto persone che sperimentano dopo aver provato per la prima volta il “lavoro in calma” il loro corpo energetico, e drammaticamente se ne compiacciono confondendo questa normale, spontanea, naturale esperienza di sè, del proprio prodotto energetico, per un’esperienza trascendentale, quando peggio credono che gli stia accadendo qualcosa di brutto. 

Ogni volta che qualcosa esce dal “controllo” sopraggiunge subito il sistema “cognitivo” in atto (in essere, attuale), un pensiero, un emozione, una sensazione a normalizzare tutto e renderlo la solita idiozia spirituale, mentre per noi la spiritualità è questione seria e “materialissima” (non materialista). Ci sono tante persone in questa condizione convinte di essere arrivate, di essere libere, uscite da “matrix” (come spesso scrivono); una tale ostinazione non può che essere frutto del condizionamento che forse si è visto, ma non si è potuto rimuovere. Lo capisci perché nel giro di pochi minuti manifestano tutti i sintomi di un infezione estesa: si compiacciono dei loro traguardi, te li elencano uno dopo l’altro per fare colpo, quando (altro lato della medaglia) si lamentano della loro inadeguatezza e si giustificano per quello che non sono stati capaci di realizzare e molto altro che non starò qui a dire. 

Non capite che il primo grande vero inganno consiste nell’idea stessa del raggiungimento o realizzazione di un illuminazione o di un qualche tipo di risveglio; che non può arrivare, perché tu sei già sveglio. Sei quello che sei perché la tua possibilità di essere maggiormente consapevole è pregiudicata dal fatto che stai dando un mare di energia a tutti i tuoi sistemi di credenze e bisogni o istanze emotive. Quello che stai vivendo di istante in istante ti sta ripetendo continuamente questo, ma tu vuoi altro, perché quello che vedi ti terrorizza, non ti appaga, ed allora devi crearti un immagine alterata che ti dica che sta andando tutto per il meglio, che sei uno “avanti”; stai cercando in tutti i modi di non vedere. La tua ricerca mistica è il modo più elevato per non vedere, perché se vedi capisci. Capisci che sei schiavo, che sei cibo e non sai da quale parte prendere questa “cosa”, ed allora è meglio farcirsi la testa di bei traguardi spirituali e gradi a vario titolo. Mentre tutto quello che sarebbe utile realizzare è che siamo in guerra, siamo già in guerra e che “matrix” è tutta intorno a te proprio come “vodafone”, non ti lascia un istante, ti accompagna in tutto quello che fai, ti sostiene ed all’occorrenza pensa anche al tuo posto. 

Dai capi spirituali a quelli che ci governano sono tutti ignari secondini di una prigione che non è la nostra, “che non ha sbarre, che non ha odore”; le condizioni di vita che hanno stabilito su questo pianeta sono atti ad assumere il dominio della nostra vita, privandoci di fatto dell’autentica libertà che non è quella che ci viene sventolata davanti, quella è solo ipocrisia e strumentale al nostro parassita o demone. Essi diventano nostri signori e maestri, ci hanno reso docili ed impotenti, ecco perché è proprio questo che sperimenti tutte le volte che vedi, che ti accorgi che c’è qualcosa che non quadra nel mondo, non sai cos’è ma lo avverti e questo ti crea disagio, perché non sai da che parte cominciare per uscirne. La cosa veramente diabolica è che è probabile che siamo stati noi a creare tutto questo, il nostro predatore ed i nostri allevatori, o che forse siamo stati noi a dargliene il potere di farci tutto questo. Sono potentissimi eggregora che si nutrono delle nostre passioni più profonde, delle nostre istanze emotive che null’altro scopo hanno che alimentare un bisogno ad un soddisfacimento che mai può realmente arrivare. 

“Grande fu la magnificenza mentre davamo alla luce I.A., la cui sinistra coscienza ha creato un nuovo tipo di macchine” – questo è il vero significato di queste parole, siamo stati noi a creare tutto questo e fummo noi per primi ad oscurare il cielo? Adesso viviamo nella paradossale condizione che diventiamo le nostre creazioni e per questo diventano i nostri carnefici ed anche parassiti, cosa che noi, nonostante tutto, riusciamo ancora e comunque a vedere l’ha fuori. Ma quel mondo è frutto della nostra scarsa conoscenza, qualcosa che è uscito dalle oscure profondità del cosmo (probabilmente interiore) per prendere successivamente il nostro dominio e mangiare ogni possibilità attuale di risveglio. E’ questo che noi chiamiamo ego, ma l’ego è molto di più e per questo non può essere ucciso, ma solo allontanato fino a quando non tornerà più. Milioni di persone che vivono non solo inconsapevolmente ed ignari di essere allevati. Considerate quanto accade su questo piano, l’uomo costruisce cose immense, la sua intelligenza spazia anche oltre i confini di questo pianeta, dentro e fuori di lui, ma resta incredibilmente stupido ed attaccato alla superstizione, è avido, codardo e con un desiderio che non si soddisfa mai. Come è possibile che una tale meraviglia dell’universo manifesti le attitudini di un essere vorace come un qualsiasi “predatore” della Giungla?

Qualsiasi sia la lingua che parliamo alla fine inesorabilmente non possiamo che riconoscerci tutti nelle stesse preoccupazioni, abitudini, tutti inesorabilmente incentrati nell’ego e nell’autocompiacimento, un sottile strato di consapevolezza che ci permette a malapena di esistere. Sono questi predatori ad aver instillato in noi i sistemi di credenze che adesso difendiamo con tanta veemenza. E’ una sorta di mente aliena, estranea in tutto e per tutto alla nostra reale consapevolezza a predarci e renderci docili e consumabili. La “paura” che sperimentiamo non è la nostra, ma di coloro che temono di essere scoperti; perché vederli li vediamo, li abbiamo sempre visti, ma non siamo in grado di collocarli in una descrizione coerente, intellettualmente comprensibile, perché ci manca ed abbiamo bisogno di un sistema cognitivo diverso da quello che ci è stato imposto. 

Allora forse solo così capiamo che cos’è che dal profondo delle nostre viscere, del nostro inconscio (reso tale dal sistema) ci spinge a cercare un nuovo tipo di istruzione. Solo contestualizzando la cosa all’interno di questa visione di schiavitù e dipendenza che possiamo fare uso di ciò che ci viene insegnato, diversamente ci riempiremo la testa di nuove congetture che permetteranno ai nostri predatori di tenerci ancora una volta sotto controllo. Quello che a “loro” interessa è solo toglierci coscienza, ridurre il nostro grado di consapevolezza a quello di un ebete, un animale intellettuale spaventato o uno svaporato esaltato emotivo-positivamente, incapace di ribellarsi a questa condizione perché non ne può intendere l’origine. I concetti di bene e male e le consuetudini sociali, in una parola quello che “loro” chiamano la “civilizzazione”, sono gli effetti di una condizione di “schiavitù” ordita fino ai massimi livelli, ecco perché ho detto “loro”, impersonale. Proprio come in “matrix” (il film) agenti lo sono tutti e non lo è nessuno. In questa trama sono coinvolti tutti ed a livelli diversi hanno pezzi maggiori di “conoscenza” in merito a questa cosa, ma non ne conoscono le ragioni, ne ignorano l’origine e l’autentica ragione, altrimenti scapperebbero come chiunque altro avesse chiaro che l’uomo non nasce ma viene coltivato per fino tremendamente vampireschi. Pensate soltanto alla saga di Twilight, il cui scopo finale e farvi parteggiare per i vampiri. Ma ci pensate? 

I più che non vogliono vedere diventano di fatto agenti, ovvero sostenitori senza averne piena consapevolezza di quello che stanno facendo, non sanno quello che fanno altrimenti smetterebbero, si riempiono la bocca di parole come “rappresentanza”, “rappresentatività”, di “elettorato”, di “bene comune”, di “giustizia” e “libertà”, ma non hanno nessuna autorità, sono altri che li stanno muovendo e loro servono un altro padrone. Pensate al balletto attuale sull’IMU, come se non pagarla fosse la soluzione di tutti i mali e assolutamente necessario. Ti tengono in ballo sulla punta di uno spillo facendoci credere che sia la pista di una balera. Ci stanno imbrogliando e quelli che lo fanno ne sono ignari, sono totalmente inconsapevoli e quindi incapaci di arrivare a soluzioni per noi. 

Quello che ci troviamo difronte è qualcosa di realmente serio, la minaccia più seria alla nostra “coscienza”, che non può essere abbattuto soltanto con 4 chiacchiere o con un seminario, un corso, un libro, una conferenza, o con un set di cristalli nuovi o una valigetta di rimedi, … o chissà cos’altro di cui ne siete certamente esperti: tutto materiale per mettersi la coscienza a posto e continuare a farsi “ciucciare” ogni possibilità di capire; a meno che non capiamo che sono solo degli strumenti, forse utili, ma quando si è capita la realtà dei fatti. Siamo guerrieri e ce lo siamo dimenticato, si guerrieri-viaggiatori, come dice Don Juan, che si sono fermati nel loro viaggio. 

Il nostro deve essere un intento continuo nella direzione di dare energia a quella forza ribelle che di quando, in quando si manifesta grazie alle condizioni avverse che incontriamo, e come ben sapete l’energia va dove è la nostra attenzione. Se l’attenzione resta focalizzata su quella particolare “sensazione” allora diventiamo nel tempo indigesti ed inaccessibili ai nostri carnefici o predatori o parassiti. Il “voladores” di cui parla Don Juan è un potentissimo eggregora che si è prodotto a causa del transito su questo pianeta dei “viaggiatori” del tempo e delle dimensioni. Transito che ad un certo punto si è trasformato in uno stazionamento all’interno di spinte che apparentemente ci fanno muovere, ma che forzatamente ci tengono fermi su questo piano. I campi elettromagnetici del pianeta sono la forza di gravità che ci impedisce di andare oltre. Una condizione che probabilmente si è prodotta lentamente e in modo silente, al punto tale che i nostri antenati, dotati di una consapevolezza diversa (quelli che diedero alla luce I.A. nel film), non si sono resi conto e che ha prodotto questo nuovo tipo di macchine, ovvero questo parassita incorporeo, energetico, che è tutta la loro raziocinante maturazione qui. 

E’ vero l’unica alternativa possibile è la disciplina, ma dobbiamo capire quale, e come attuarla, lamentarsi della nostra inadeguatezza serve i nostri “predatori”. Ogni cosa che ci accade è una sfida per un guerriero e in quella sfida si può vincere o si può perdere, ma sicuramente si sta tornando a vivere. Ecco perché non si tratta di scontrarsi apertamente con il sistema, perché il sistema è un effetto di questa condizione predatoria, ma di capirne l’origine, la causa, e di operare direttamente su essa, aumentando la nostra consapevolezza, e questo passa anche dal non tacere su alcuni aspetti del condizionamento e mettere in luce le contraddizioni del sistema; se studiamo gli effetti, col tempo, sapendolo, e qui è quello che sto cercando di portare alla vostra coscienza, potremmo iniziare a capire che la causa di cui parlo è vera, proprio come quella cimice che Neo si ritrova nella pancia. Acquisendo il potere e l’abilità di parlare apertamente, ognuno potrà affermare innanzitutto in se stesso – “io non ci sto! Non avete il mio consenso”

In “il lato attivo dell’infinito” di C. Castaneda – Don Juan dice a questo proposito – “L’opera rivoluzionaria degli sciamani sta proprio nel loro rifiuto di onorare un accordo a cui non hanno partecipato. Nessun mi ha mai chiesto se acconsentissi a darmi in pasto a esseri dotati di una diversa consapevolezza. Semplicemente i miei genitori mi hanno messo al mondo perché fossi cibo, proprio come loro, e questo è quanto!” – ci rifletterei!

Il nostro silenzio (assenso) ha permesso le attuali condizioni di schiavitù ed impotenza dell’uomo, l’attuazione di leggi e regole da seguire che nel tempo hanno forzato al silenzio chiunque non sia d’accordo con il “sistema”, qualunque esso sia. Questo perché non è il sistema il problema ma cosa ci sta dietro. IL suo studio è un altro strumento di lavoro. Come ho già avuto modo di dire personalmente ho deciso da tempo di non “tacere”, non sopportavo stare a guardare alla finestra, come altri “fratelli” cosiddetti “esoteristi” mi esortavano a fare, i miei fratelli umani farsi trucidare, ammazzare dentro, da questi potenti della terra. Loro hanno “paura” e vogliono che la sperimentiamo anche noi. La “paura” che senti non è la tua è la loro, è la “paura” che tu li scopra, e te la trasmettono continuamente attraverso i media e i loro capi spirituali ed attraverso tutto quello di cui dispongono compresa questa rete. Presto, infatti, anche la rete sarà quasi del tutto inservibile, è per questo che è arrivato il momento di organizzarci. 

Senza una sostanziale presa di coscienza dell’orrore di questa situazione ogni tentativo di svegliarci non porterà a nulla, perché non c’è nulla da svegliarsi, c’è solo da guardare meglio. Capire cosa sta accadendo e come funziona è la precondizione per realizzare tutto il resto, … dobbiamo costruire Zion, ma in Zion ci stanno quelli che sanno che le macchine si nutrono degli uomini, non possiamo realizzare un villaggio del bengodi, pensando che i problemi degli altri non ci tocchino o non ci interessino. Senza questa terrificante presa di coscienza nulla altro può essere fatto. Diversamente stiamo solo cercando di stare meglio, allora ha ragione Bergoglio: cerchiamo un benessere psicofisico per continuare a dormire, per non vedere i fantasmi alla nostra porta, quei mostri che ci assillavano sin da piccoli hanno un volto ed una ragione tenerci lontani dalla nostra consapevolezza, dalla nostra qualità multidimensionale, dal nostro “corpo energetico”, sono guardiani alle soglie dell’infinito per impedirci di riprendere il viaggio. Il sospetto è che questi guardiani li abbiamo creati noi perché col tempo questa condizione era comoda, inducendo i nostri antenati a pensare di potersi fermare qui, ignorando le conseguenze di una tale scelta (cit. “la cui sinistra coscienza ha creato un nuovo tipo di macchine” – Matrix, Morpheus).  

Non realizzeremo nessuna Zion perché non l’abbiamo realizzata in noi stessi, perché non abbiamo capito cosa sta accadendo qui, cercheremo solo di riprodurre un sistema nuovo, un altro sistema che i nostri “predatori” saranno capaci di utilizzare ancora una volta a loro vantaggio. 

 Stay on air!
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Papa Bergoglio e la “proposta gnostica”!


Papa Bergoglio si scaglia contro la “proposta gnostica” e la visione intima del Cristo come “coscienza” realizzata nell’uomo, bollando tutto come una tentazione dal quale fuggire. Dice – “C’è poi l’ideologizzazione psicologica che riduce l’incontro con Gesù a una dinamica di autoconoscenza. La fede abbandona la sua dimensione spirituale in cerca di un semplice benessere psichico: al centro non c‘è Gesù ma la propria psiche che non esce da se stessa. Sono i cristiani senza la Croce di Cristo.”

Gesù nel vangelo di Tommaso dice che il Regno dei Cieli è dentro di noi, e quando lo fa intendeva precisamente questo, non dice che il Regno dei Cieli è tra di voi, come i teologi contemporanei vogliono farci credere (…): il Regno dei Cieli è dentro e non c’è nessuna ragione di cercarlo fuori”, siamo ai soliti tentativi di riportare le pecorelle smarrite nell’ovile; avendo perso identità e terreno con gli scandali di pedofilia e IOR, adesso con il nuovo maquillage targato “Francesco” cercano di manipolare ancora una volta le coscienze. Il Cristo è intimo, è quando l’uomo diventa una “coscienza”. La “fede abbandona la sua dimensione spirituale” quando diventa il dogma cattolico che tanto professano, e non viceversa. Hanno fatto della croce un simbolo del martirio, mentre si tratta di un simbolismo antico che rappresenta la crescita attraverso la morte di tutto ciò che è animale, umanoide, di tutto ciò che è egoistico ed egocentrico. 

Esaltare la croce in questo modo equivale ad esaltare l’idiozia dell’uomo che incapace di capire il messaggio cristico lo ha crocifisso. La croce non è uno strumento creato da Dio, ma dagli uomini di potere ed arroganti come la chiesa cattolica ha dimostrato in secoli di eccidi e crociate, di soprusi e distruzione, di essere. Hanno usato l’ignoranza e la superstizione per rabbonire i loro seguaci e la forza, la violenza, la tortura e le privazioni per distruggere gli oppositori, … proprio un gran bel quadretto, verrebbe proprio da dire: “ma tu guarda da quale pulpito viene la predica!” – o anche – “il bue che dice cornuto all’asino”. 

L’ipocrisia di una chiesa che pensa ai poveri è l’ultima trovata per rifarsi una facciata. Tiepidi come una tisana, … quegli stessi tiepidi che Gesù vomita dalla bocca. Non hanno diritto di parlare di Cristo, eppure lo fanno, è sempre la stessa storia qualcuno che senza requisiti parla a titolo di tutti. Cosa ne può sapere di Gesù Cristo chi prima lo ha messo in croce e poi gli ha inquinato e distrutto tutto il suo insegnamento?! La “proposta gnostica” non esiste, esiste una tradizione del cristianesimo primitivo, quello che fu perseguitato per 200 anni e poi riassorbito nel potere dell’impero di Roma per pura utilità ed opportunismo di Costantino, piegata ai voleri della nascente Santa Romana Chiesa.  

Catari, Albigesi, eretici a vari titolo (Giordano Bruno tra tutti). Furono i cattolici, penso ai parabolani del vescovo Cirillo[1], o alla distruzione delle civiltà precolombiane, a spazzare vie le nostre radice, perché senza radici non sappiamo da dove veniamo e restiamo nell’ignoranza. E’ questo il problema di pensare di risolvere tutto seguendo un solo uomo o una dottrina o una religione. Se non impariamo a seguire le nostre intuizioni e usare queste cose come strumenti e non scopi non riusciremo mai veramente a capire perchè viviamo e cosa ci stiamo a fare qui. Per quanto possano sembrarci misere o puerili, sono le nostre intuizioni, l’embrione di un ragionamento, che il tempo e la vita ci insegnerà a capire, perchè la vita e il tempo sono quello Spirito Santo che opera nell’uomo una grande trasformazione. Tutto inizia con l’uomo e finisce con lui. Imparare dalle nostre esperienze, innanzi tutto, anche se magari 2 dritte fanno sempre comodo, ma sempre di 2 dritte si parla. 

Cambiare la descrizione del mondo e della vita che ci è stata imposta sistematicamente e meticolosamente dai sistemi, tra cui la chiesa Cattolica che ne è pienamente responsabile. Uno di questi passa per un “lavoro” sistematico tanto quanto lo è stato in condizionamento. Certo abbiamo bisogno di un certo tipo di educazione, ma chiunque è in grado di capire se una cosa lo rende più libero, o più schiavo, … educare significa comunque sempre – “far emergere” – viene da “educere”, portare fuori. Portare fuori quello che c’è, è inutile sentirsi illuminati o saggi, è meglio capire in quali condizioni versiamo, e riconoscere i nostri limiti, nel tempo li potremo spostare. 


“Alcune regole possono essere eluse, altre infrante, adesso scolpiscimi  … se ci riesci” (cit. matrix).

Una scuola può essere seguita, come addestramento, ma poi deve essere abbandonata, per iniziare a vedere se quell’addestramento può dare dei frutti nella nostra vita. Il bene di oggi diventa il male di domani se dovendo operare nella vita, restiamo attaccati a quella scuola o insegnamento. Questo significherebbe solo ritardare il nostro sviluppo, è la “paura” che ci fa prendere tempo e la convinzione di non potercela fare, in una parola la mancanza di fiducia nelle nostre risorse. Proprio come Neo nel film, non crediamo di poter essere l’eletto, e così non lo diventiamo, a meno che la vita non ci metta drasticamente alla prova e ci costringa a guardarci dentro per scoprire che quel contenitore dello Spirito esiste già dentro e che dobbiamo solo evocarlo (lo Spirito) per poi raccoglierlo nel nostro calice. 


Per finire, nello stesso articolo si fanno le seguenti affermazioni: “Legata a questa c’è la tentazione gnostica: “è solita verificarsi in gruppi di élites – afferma il Papa – con una proposta di spiritualità superiore, abbastanza disincarnata”, propria dei cosiddetti “cattolici illuminati”: oggi – sottolinea – sono gli “eredi della cultura illuminista”, “cristiani satelliti che hanno una piccola Chiesa a propria misura”, cristiani che seguono le mode del tempo.”

Scandaloso! Gruppi di élites e cattolici illuminati?! Ma se gli “illuminati” sono la chiesa cattolica. Già in secoli, o epoche precedenti, al nostro, gruppi di potere si sono infiltrati nella chiesa per renderla totalmente inservibile, diventando loro quell’èlite che dice all’uomo in cosa credere e in cosa non credere. Fintanto che la chiesa cattolica esisterà l’uomo non sarà mai veramente libero! Fintanto che gli esseri umani cercheranno leader, capi spirituali, politici o religiosi, o guru o maestri che li guidino o li illuminino, fintanto che l’uomo sarà disposto a delegare a qualcun altro la responsabilità della sua vita e accoglierà le parole di un insegnamento o di un altro “uomo” senza averne fatto un esperienza personale e diretta, quell’uomo non sarà mai veramente libero, ma dipenderà da qualcos’altro o qualcun altro e per questa ragione ne subirà le conseguenze, per quanto non ne sia responsabile direttamente. 

Inoltre a chi si avventura a definire questo articolo come un tentativo di scontro o un modo di porsi sopra gli altri o come contrasto alle istituzioni o chiese istituite, rispondo con una frase di  – Martin Luther King: “LA NOSTRA VITA INIZIA A FINIRE IL GIORNO IN CUI STIAMO ZITTI SU COSE IMPORTANTI!


Dobbiamo imparare a colmare quella distanza “incolmabile” che ci separa e ci fa sentire spersi e indifesi, incapaci di operare ed impotenti davanti a questo strapotere dei “sistemi” precostituiti. E’ importante e cardinale rendersi conto che abbiamo sia il potere che l’abilità di parlare apertamente, non si tratta di scontrarsi, ma di affermare, innanzitutto dentro di noi, – “io non ci sto! Voi non avete nessuna autorità per parlare a nome di tutti e men che meno a nome mio”. Il nostro silenzio (assenso) ha permesso le attuali condizioni di schiavitù ed impotenza dell’uomo, l’attuazione di leggi e regole (monastiche e morali) da seguire che nel tempo forzeranno al silenzio chiunque non sia d’accordo con il “sistema”, qualunque esso sia. Personalmente ho deciso da tempo di non stare zitto, non sopportavo stare a guardare alla finestra, come altri fratelli esoteristi mi hanno esortato a fare, i miei fratelli farsi trucidare, ammazzare dentro, da questi potenti della terra. Loro hanno “paura” e vogliono che la sperimentiamo anche noi. La “paura” che senti non è la tua è la loro, è la “paura” che tu li scopra, e te la trasmettono continuamente attraverso i media e i loro capi spirituali. 

… continua!


Il testo da cui sono estratte le parole di Bergoglio è proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/08/08/papa_francesco:_superare_le_tentazioni_nella_chiesa,_dalle_ideologie/it1-717206 – del sito Radio Vaticana



[1] Vescovo di Alessandria, Cirillo inventore dell’alfabeto cirillico, in seguito santificato dalla Chiesa di Roma. Fu Cirillo ad ordinare l’uccisione di Ipazia, donna, matematica, filosofa neo-platonica ed astronoma, vissuta in Alessandria tra il IV e V secolo dove insegnava. La sua uccisione fu eseguita da parte di una folla di cristiani in tumulto composta, per lo più, di monaci fanatici del martirio detti “paraboloni”. Proprio Benedetto XVI lo ha celebrato come “Padre della Chiesa”. In quell’occasione Ratzinger, era il 2007, si è limitato a ricordare che Cirillo “governò Alessandria per 32 anni con grande energia”. Nessun cenno, invece, allo smembramento del corpo di Ipazia ed alla distruzione di innumerevoli testi nonché della stessa biblioteca di Alessandria. Ipazia fu accusata e quindi colpevole di mettere in discussione “la parola di Dio”, di discuterne il valore come “verità” rivelata. Credo che di fondo la cosa più imperdonabile per “loro” fu che a farlo fosse una donna. Per completare il quadro di fanatismo: pare che i “paraboloni” curavano gli appestati sperando di essere contagiati e di morire servendo Cristo. La storia di Ipazia è stata raccontata integralmente nel film “Agorà”, diretto dallo spagnolo Alejandro Amenabar e censurato in Italia.
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Una “banale” questione di tempo?! Il suo tempo è finito Mr. Berlusconi.

Le parole che seguiranno alla fine di questo post sono di in individuo di nome “Pir Daud” e sono state estratte dal libro – I maestri di Gurdjieff di Rafael Lefort, autentica bestia nera di tutti i gurdjieffiani e rinnegato ingiustamente perchè troppo scomoda per essere compresa profondamente al di là degli eventi raccontati che potrebbero indubbiamente essere anche di pura fantasia. Sono parole emblematiche atte a chiarire quale debba essere l’approccio di un individuo che ha cominciato a rendersi conto di alcune cose sulla natura della sua esistenza e soprattutto su come le condizioni di vita che gli uomini hanno stabilito molto tempo fa, in secoli di privazioni, sottomissioni e ruberie, su questo piano lo abbia condotto nel punto in cui si trova. 

Quello che loro chiamano civiltà o civilizzazione non è altro che un nuovo inferno sulla faccia della terra. Un pianeta generoso capace di dare ai suoi abitanti tutto ciò di cui hanno bisogno, ed in particolare all’uomo tutto ciò di cui necessita, in termini di rifugio, sostentamento nutritivo e di energie, per perseguire lo scopo della sua esistenza che è un ulteriore sviluppo, rispetto alle altre forme di vita qui, in termini coscienziali. Ma qualcosa o qualcuno (una minoranza di noi) indietro nel tempo ha stabilito, come accade ancora oggi, per il bene di tutti, che le cose sarebbero dovute andare diversamente, privando l’uomo di ciò che già disponeva, e soprattutto del suo bene più prezioso: il “tempo”. Impegnandolo per tutto il tempo, quel utile a lui per crescere, in mansioni o impieghi, e per compiere il lavoro che altri non intendevano più svolgere, assicurandosi così una grande riserva di energia. Gli sono stati concessi momenti d’aria che chiamano svaghi e soprattutto la libertà di “parola”. Ma il limite delle parole, private di consistenza, è quello di farci sempre sentire al posto giusto, importanti, giusti e nella ragione, in una parola “illuminati”, cosa che decade non appena ci troviamo ad affrontare le situazioni del mondo e della nostra vita, situazioni determinate da altri; le parole ci vengono a mancare, cadono tutte le nostre certezze o “credenze” e noi finiamo per affrontare la realtà così come sempre abbiamo fatto, senza alcuna illuminazione, come gli schiavi di sempre, pronti ad abbassare la testa e farci riportare nei recinti delle convenzioni, delle mediazioni per un tozzo di pane o un giaciglio di cui già disponevano in origine. 

Il “tempo” non è qualcosa che trascorre, ma una forza dell’universo, per questo privando l’uomo del tempo, una minoranza si è garantita maggior forza togliendola agli altri. Il tempo è lo “spirito divino” degli alchimisti. L’alchimista sa che durante quello che noi chiamiamo putrefazione, una trasformazione è in atto ed è il tempo come forza ad operare questo cambiamento. La materia lavorata lasciata a se stessa si trasforma lentamente in qualcos’altro. Senza “tempo” questo passaggio non può accadere e noi ci ritroviamo gli ebeti di sempre. il “tempo” è un entità, un ente attraverso il quale passiamo, lo attraversiamo ed in questo modo gli diamo vita, il tempo è lo spietato Heropas che mangia i suoi figli, ovvero le coscienze o la coscienza. Come quando si legge un libro o ascoltiamo certe “idee” e si dice che ci vuole “tempo” affinchè quelle “idee” possano sedimentare, è di un processo di trasformazione dove la coscienza agisce che si parla. Se insistiamo a nutrirci di “parole” ritardiamo l’azione del “tempo” ovvero della “coscienza”. La “coscienza” ha i suoi tempi di maturazione (o kairologici) e i suoi spazi di manovra. E’ importante imparare l’arte dell’ozio, non come una perdita di tempo, ma come un attenzione particolare a come la “coscienza” nel tempo, nella dimensione del “tempo”, opera. Un guerriero sa come lavorare la sua “materia”, si sforza di agire più che di parlare, e così facendo conquista una nuova descrizione del mondo, una descrizione, come direbbe Don Juan, – “che non attribuisce troppa importanza alle parole e dove nuove azioni hanno nuovi riflessi”. Egli sa che ha bisogno di tempo perché questa cosa si compia. La pazienza resta sempre la virtù dei forti. La perseveranza è la “fede” che il risultato non tarderà ad arrivare e quindi quel guerriero impara a desistere e lasciare che il tempo operi per lui, ovvero che la “coscienza” si prenda il suo “tempo”. 

La tecnologia avrebbe dovuto aiutarci a recuperare quel “tempo” perduto, ovvero quella “coscienza” sperperata nel “tempo”, e non dico che avremmo dovuto vivere come le tribù nelle tende, ma avremmo dovuto poter sviluppare gli strumenti come conseguenza dello sviluppo della coscienza e non viceversa. Adesso ci troviamo nel paradosso che la “coscienza” non è cresciuta, non lo ha potuto fare, non ne ha avuto il “tempo”, e l’uomo è più schiavo di sempre, è un irresponsabile dipendente dalla tecnologia, invece che un adulto capace di usarla per sua utilità. Coloro che ci governano si arrogano il diritto di sapere cosa è bene per noi e questo è totalmente falso, in quanto essi stessi sono espressione di quella logica che ha precipitato l’umanità in questa condizione di viltà; quando questo poi diventa anche drammaticamente pericoloso come i recenti eventi ci insegnano i campanelli d’allarme iniziano a suonare. Non posso non osservare il balletto al quale stiamo assistendo a causa di una “sentenza” giusta, meritata nella descrizione del mondo che questi uomini hanno realizzato, e questo mi fa personalmente rabbrividire. Non starò qui a discutere sulla sentenza, l’ho già spiegato è meritata, ma le reazioni: chi si nasconde da una parte perché ha ben chiaro che deve restare a governare e portare a termine il compito distruttivo che l’Europa ha decretato (Europa suona come Heropas), e chi inneggia al complotto ed alla persecuzione (che non esiste; è evidente per chi sa guardare). 

Sta di fatto che nessuna delle parti ha il diritto di parlare a nome di tutti e quello che è peggio è che tutti, ovvero il popolo resta a guardare e si fa guidare in una rivolta che non è sua. Da una parte e dall’altra ognuno cerca di tirarci dalla sua, proclamando chi nel nome della stabilità e del bene del paese e chi nel nome della libertà e della giustizia, fingendo di interessarsi a noi. Ma come potrebbe? Se tutto il suo intento è solo quello di mantenere in vita il privilegi acquisito e soprattutto il tempo rubato, lo status quo che è la condizione di schiavo dell’uomo?! Il “tempo” come sempre sta dando i suoi frutti. Siamo alla resa dei conti e non possiamo permetterci che quest’occasione passi senza trasformarla in un vantaggio. Una finestra si sta apprendo e non possiamo non vederla. 

Cosa fare? Perseverare in ciò che abbiamo incominciato, lasciando che i morti seppelliscano i morti, non facendoci coinvolgere nella loro guerra, guardando oltre e premendo per ottenere quello spazio che ci è di diritto e di nascita, in quanto abitanti di questo pianeta. Non c’è nessuno da obbligare a seguire questo percorso, ci dobbiamo solo contare e scopriremo che non è la maggioranza a volere lo status quo e se anche fosse, adesso è tempo di farci spazio. E’ questo che dobbiamo realizzare, nessuna illuminazione o cretinata esoterica o pseudo spirituali, dobbiamo poterci riprendere la nostra autentica forza ovvero il nostro “tempo” e lo spazio per la sua espressione. Non è di un moto esteriore che sto parlando, ma interiore, è solo capendo cosa e come ci fa sentire tutto questo, solo lasciandolo fluire in noi stessi che possiamo iniziare a vedere e liberarci. Dobbiamo poterci lasciare attraversare dalle cose vivendole nelle viscere, ma senza dargli espressione nel mondo, senza creare cioè “effetti” o “karma” come qualcuno direbbe. In una parola “azione nella non azione”. Tutto avviene dentro e non ignorate la forza di ribellione che sentite, datele una direzione interiore, usatela per rafforzare il vostro personalissimo potere, non chiudete gli occhi, non ignorate, ma non datene espressione oltre. Dobbiamo interessarcene senza interesse.

In una parola morite, morite in voi stessi, e mentre lo fate, mentre state morendo, rendetevi conto che non ha alcun senso mantenere viva reputazione e prestigio. L’importanza personale è il peggior ostacolo in questo momento così importante, è ciò che sabota ogni sprazzo o istanza della “coscienza”. E’ questa la sostanza di un lavoro orientato accuratamente alla preparazione per l’ultima ora della nostra vita: è quando non hai più niente da perdere e da cui dipendere che sei veramente vivo. Mostratevi pure anche in piazza, se vi fa sentire bene, ma con l’intento di farvi “contare”, di fargli vedere che noi ci siamo, di fargli capire che noi adesso sappiamo, non per inneggiare per una parte o l’altra, ma per far intendere bene che abbiamo capito cosa fanno e che noi non ci stiamo e che, soprattutto, non devono più parlare a nome di tutti perché noi siamo qui e stiamo dicendo altre cose. 

Devono farsi da parte e non sarà con la forza fisica che accadrà, ma con la forza di una nuova azione, un moto interiore che ci fa esclamare: adesso basta! E questo basta non echeggia verso di loro, ma dentro di noi: adesso basta fare lo schiavo! E’ in noi che deve accadere e non la fuori. Allora – “tutti a casa” o “toglietevi dai piedi”, avverrà come conseguenza. “Non c’è niente che possiate fare per noi, dato che avete già fatto fin troppo” – e noi questo adesso lo sappiamo bene. E non temete per le conseguenze perché il mondo che verrà nessuno lo conosce ancora, ma questo è il punto per gettare le basi di questa cosa, coscienti che la pietra filosofale è dentro ed è quella pietra che l’alchimista realizza; è la “paura” a paralizzarci in questo “lordume”, pensiamo – “meglio che niente”, ed invece in quel niente c’è tutto.

Come i fratelli Wright quando realizzarono il loro primo veicolo, ignari dei jumbo jet o dei concorde, dei caccia supersonici, non erano neanche in grado di immaginarli e di immaginare che il loro veicolo nel tempo sarebbe diventato queste cose. Così siamo noi, stiamo realizzando una nuova macchina volante sgangherata che si alza a malapena, ma è l’inizio di una nuova epoca, ma solo se noi lo vogliamo, nessun altro può fare il lavoro al posto di qualcun altro; dovete solo smettere di credergli, non combattete la loro guerra. Siamo l’armata Brancaleone.

Non è forse questo che abbiamo fatto per secoli? Di conquistatori nella storia ce ne sono stati e si ricordano solo i loro nomi, le loro gesta gloriose, ma con l’aiuto e il consenso di chi le hanno potere fare? Chi ha combattuto nelle loro imprese, legittimandole di fatto col la sua partecipazione non si conta e non si conosce nemmeno: numeri sacrificabili. I nostri antenati hanno combattuto guerre che non erano le loro, gasati da un mare di parole e di ideali fasulli di libertà e giustizia. Se il “Silvio” nazionale inneggia al suo popolo, alle forze giovani e lo sprona ad unirsi alla sua ridicola battaglia, noi dobbiamo saper dire di “no”; perché se non l’hai capito l’appello era rivolto anche a te. Dobbiamo sapergli dire che questa è la sua di guerra e che non usi gli altri come paravento e per legittimarla. Che smetta di abusare del nostro “tempo”. Il suo “tempo” è finito e cerca ancora di rubarne altro agli altri: questo è il crimine, altro che l’evasione fiscale. Quest’uomo come gli altri che lo hanno sostenuto e “fintamente” avversato hanno rubato 20 anni di forza a questo popolo, 20 anni del nostro “tempo”. Per qualcuno quel tempo è trascorso con l’apporto della “coscienza” anche se non ne ha avuto piena coscienza, per qualcun altro, invece, nella totale identificazione nelle menzogne che ci hanno raccontato e il mondo ideale che ci hanno fatto credere di costruire.

Conquistiamo il diritto di batterci finalmente per qualcosa che ci interessa da vicino, non qualcosa di pensato da altri, ma qualcosa che sentiamo dentro, il vero suono del “tempo”. Ed anche per questo è richiesta strategia; non regaliamogli la scusa per tornare in auge, riprendiamoci il nostro “tempo”, lasciamo che si seppelliscano da soli. Se ci battiamo sul loro terreno gli daremo ancora dell’altro tempo. Lo so è difficile da capire perché questo discorso risulta fuori dalle logiche alle quali siamo stati educati o, meglio, condizionati, ed allora dobbiamo intanto vedere quali sono queste logiche. Vogliamo fare una rivoluzione, vogliamo un cambiamento radicale, ma il condizionamento ci mostra un unica strada: i bastoni. Ma se usiamo i bastoni gli diamo altro “tempo”. E già è un bel dilemma. Dobbiamo cambiare, cambiando dentro, svuotando dentro, capiamo, e l’azione si manifesterà da sola. Lo Spirito lavora così, ti fa vedere solo quello che puoi vedere, i pezzi dell’azione completa arrivano piano piano uno alla volta ed alla fine si compone il puzzle. Nessuno può vedere al di là delle scelte che non gli sono chiare, non è forse questo quello che dice l’Oracolo? Ed il banco di prova di una scelta è ripetere quella scelta, e se stiamo guardando veramente, “vediamo” e se vediamo possiamo comportarci di conseguenza, ne abbiamo le qualità. Nulla è precostituito, nulla è preordinato, la mente in questa cosa non ha accesso, arrendetevi. 

Ora è arrivato il “tempo” (nel senso che la “coscienza” ha ha lavorato nel “tempo” affinchè tutto questo accadesse) in cui il pensiero Occidentale come lo conosciamo volge alla fine, se lasciamo che trovino il modo di rivitalizzarlo di resuscitarlo, seguiranno altri secoli di oscurità. Lasciate perdere i bastoni. L’insegnamento che è da tempo seminato nel tempo, come una forza, sta maturando e come disse un certo Giordano Bruno – “Non so quando, ma so che in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, porre i semi della nuova cultura che fiorirà, inattesa, improvvisa, proprio quando il potere si illuderà di avere vinto.”. Sveglia fratelli guerrieri perché forse quel tempo è giunto, non siamo stati nella nostra camera oscura, nel patimento, nella privazione della libertà, nella cecità e nell’oppressione per niente, ma per maturare quella “forza” che oggi siamo chiamati ad esprimere; ecco perché abbiamo trascorso tutto questo tempo, ecco perché abbiamo dovuto trascorrere così tanto tempo nascondendoci, perché qualcosa si accendesse, perché qualcosa iniziarsi a farsi in noi: riprendiamoci il nostro tempo! Il tempo è un entità che attraversiamo e per questo diventa vivo. 

Ora vi lascio alle parole Rafael Lefort che per bocca di “Pir Daud” dice«Non vi è mai stato un vuoto nell’insegnamento. Il vuoto esisteva solo e unicamente nel pensiero e nell’intelletto degli occidentali. L’Occidente ha incoraggiato e diffuso il culto dei guru semi-analfabeti la cui unica aspirazione alla celebrità consisteva in una sedia sotto l’albero dei consigli e una tendenza a usare l’ombelico come sfera di cristallo anatomica. Sì, l’Occidente ha sempre ricercato la “saggezza orientale”, ma mai nei luoghi giusti. Sempre il pittoresco, la nota vagamente esotica, mai la dura realtà. Il pensiero occidentale non si è mai ripreso dalla manomorta della chiesa organizzata, eppure ha favorito e incoraggiato il monopolio della chiesa stessa, decidendo di non rimettere mai in questione i suoi diritti.

Qualsiasi allusione alla totale assenza, nella chiesa organizzata, di contenuti esoterici, veniva punita con il rogo. Io sono cristiano come lo era Gesù, ma non appartengo a quel tipo di cristiani rappresentati ancora oggi dai padri della chiesa organizzata. Persino il vostro Sant’Agostino asseriva che la religione cristiana esisteva ai tempi degli antichi, ma malgrado tutta la sua santità e la sua sincerità, si dice che sia stato influenzato da insegnamenti non cristiani.

« Ora tu sei giunto al punto in cui, incoraggia­to dall’immagine di un uomo, vuoi seguire i suoi inse­gnamenti. Molto lodevole! Questi insegnamenti però, contrariamente alla fonte da cui provengono, hanno esaurito la loro efficacia e tu devi cercare la via me­diante cui continuano oggi a operare. Quando l’avrai trovata, seguila; non perdere il tuo tempo in futili spe­culazioni, non chiederti se può andar bene con Gurdjieff, con Simon Pietro o con il Faraone! Vuoi seguire un insegnamento evoluto e organicamente armonioso o vuoi ricomporre un “puzzle” cercando continuamente di scoprire i rapporti che esistono tra mille e una circo­stanza, attività, popolazione, civiltà tanto dissimili quan­to attraenti?

Se è questo che vuoi, allora studia l’ar­cheologia, l’antropologia o le strutture culturali e ac­contentati di scoperte interessanti e di prospettive ec­citanti. Vuoi delle guide “soprannaturali” sotto for­ma di capi Pellerossa, vuoi sentire le voci dell’aldilà? Rifugiati nello spiritismo. Ma se vuoi ottenere dei pro­gressi autentici, attraverso un lavoro arduo e discipli­nato, abbandona il tuo modo di pensare schematico, abbandona il tuo orgoglio tracotante, la tua fiducia nel­la potenza del tuo intelletto e sperimenta ciò che può solo essere sperimentato.

« Ora, vai … » e fece un gesto significativo. »
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