NO-TAV, Rivoluzione della Coscienza, 12.0 Meridiane e le Ley-lines, la Spada di San Michele Arcangelo.

Abbazia di Mont St. Michel (Francia)

 

Vorrei partire o ricollegarmi alla notizia, non data sui media, e di ormai qualche settimana fa a proposito del “singolare” arresto di GARBERI ELENA e VALENTI MARIANNA avvenuto in Val di Susa a seguito delle proteste sulla realizzazione della T.A.V. La cosa che colpisce, o che mi ha colpito, è la misura “singolare” del provvedimento: come è possibile che persone (donne) incensurate e con una condotta di vita come queste 2 ragazze vengono arrestate in questo modo; Marianna studia medicina, ha 20 anni ed è una pacifista che ha abbracciato la non violenza come stile di vita; Nina è infermiera e volontaria per il 118, ha tre figli e sembra fosse lì più che altro per soccorrere le persone offese dai lacrimogeni. Perchè sono state arrestate queste 2 donne? E sottolineo che sono donne. Non è strano che in un Paese, dove si vede veramente qualsiasi genere di degenerazione, degrado del costume o reati (evasione fiscale, abusi edilizi, abuso in generale, corruzione, prostituzione, favoreggiamento, turbativa d’asta, droga, festini e quant’altro), due donne incensurate, vengano sbattute in galera come due pericolose criminali. A scopo cautelativo? Di chi? A Nina è stato attribuito il reato di “concorso morale”, … viene da ridere, se non fosse che queste ragazze sono state detenute in carcere per davvero. Successivamente il Tribunale del Riesame, respingendo la richiesta della Procura di Torino di carcerazione, ha concesso a Elena gli arresti domiciliari e a Marianna l’obbligo di dimora, una decisione che poteva arrivare anche prima delle quasi due settimane di carcere che hanno scontato e comunque ancora ingiusta.

La persona che aveva convalidato l’arresto è una persona importante: il procuratore capo di Torino che è il famoso Gian Carlo Caselli delle inchieste anti-mafia. La presenza del procuratore capo in persona nell’aula è apparsa quanto mai anomala, dice un articolo che ho letto (sulla rete), cosa che mi ha fatto venire in mente certe epoche passate, con quei pretori dell’impero romano (218 a.C.) tipo CAIO ATTILIO SERRANO, CAIO TERENZIO VARRONE, o questori quali CAIO FULVIO, LUCIO LUCREZIO o i consoli Tiberio Sempronio Longo o Publio Cornelio Scipione, che di questa regione se ne sono occupati parecchio, mandati, alla testa di legionari, per sedare l’insurrezione locale. Se pensiamo che il ministro che capeggia la repressione fa parte di quel gruppo politico che parlava di “Roma” in termini dispregiativi (“ladrona”); uno che si rifà alla cultura dei Celti, che sarebbero i valligiani, e poi si comporta con un console qualsiasi del II o I secolo A. C., fa sorridere. Falange armate, moderni elmetti, manganello e scudi trasparenti, incitate dal “legato”, che seduto sull’ariete dice: “Schiacciateli, ammazzateli tutti!!!”

Provate a ragionare. Sotto molti punti di vista non c’è senso in quello che vogliono fare sul Musinè. Da più parti viene detto che questa TAV è inutile, costosa (22 miliardi) e sarà terminata tra 15 anni, quando chissà dove saremo arrivati con le scoperte tecnologiche, da risultare del tutto obsoleta. Le persone che si stanno battendo per impedirne la costruzione non sono dei sovversivi, ambientalisti, “rompipalle” che voglio fermare il progresso, il progresso è non fare la TAV, il progresso sono altre cose. Il progresso oggi è fermarsi, non costruire è riciclare, migliorare quello che c’è. La TAV è un opera che devasterà la valle, allora perchè ostinarsi a volerla realizzare? Perchè? Questi non fanno niente a caso, ci deve essere un altro motivo per cui la vogliono costruire. dal punto di vista economico e della comunicazione non porta nessun vantaggio. Quale dovrebbe essere il messaggio di questi arresti? Incutere rispetto punendo 2 donne, indifese?! Se fosse così, sarebbe il sintomo che si ha paura di qualcosa, di cosa? Paura che si scopra che resistere si può, che è dignitoso e che si vince?! Paura che altri seguano l’esempio? Perchè non passa niente sui media di questa protesta? Perchè si sforzano di farci credere che si tratti solo di una questione di ordine pubblico? I black block sono corpi speciali di stato, tipo poliziotti o giù di lì, i centri sociali sono 4 gatti … chi sta guidando veramente la protesta? Questa non è una protesta, è l’insurrezione di un popolo, per questo fa paura.

 

Qui non è un problema politico, non è una questione ambientale o anti-economica, è un problema di “messaggio”, di un messaggio che se passa è un problema per il “controllo”, ecco perchè la cosa viene gestita dall’informazione di massa; è una questione che quello che sta accadendo lì non ha niente a che vedere con l’ordine pubblico, ma è una questione di umanità e di rinascita. E’ possibile che valligiani ci stiano insegnando qualcosa che abbiamo dimenticato e che è bene, secondo taluni, che continuiamo a dimenticare o ignorare? Onorare se stessi, è di questo che si tratta? Non è forse di questo che avrebbe bisogno oggi il popolo italiano, ma forse l’umanità intera? Un moto di risveglio, un azione rivolta al rispetto di se stessi. Le persone fanno manifestazione per chiedere occupazione e lavoro, ma dobbiamo scendere nelle piazze per cambiare le condizioni di vita qui, dobbiamo realizzare un nuovo modo di fare sviluppo; il lavoro come lo conosciamo è schiavitù e ci fa perdere il rispetto e l’onore di ciò che siamo. Onorare se stessi è una cosa che avviene solo se c’è un nuovo risveglio nella direzione della coscienza.

Mangiamo il pianeta come se dopo di noi non dovesse esserci più nessun altro. Ci stupiamo dei maremoti, degli tsunami, delle alluvioni, degli uragani, della siccità e del caldo torrido, dei cambiamenti atmosferici in genere, e non ci rendiamo conto che siamo noi a produrre tutta questa reazione della natura: è la Terra che è viva e sta attuando le sue strategie per liberarsi di un virus. Sembriamo tutti rimbecilliti, incapaci di reagire, assorbiamo le notizie che si susseguono sui media come inerti ebeti. Ci tolgono la dignità, ci fanno sgobbare come bestie, ci rubano la vita e giù – “si, signore”, “certo signore”, perché hai paura di restare senza soldi. Il denaro sembra essere diventata l’unica necessità, di primaria importanza, come per l’animale il cibo. Ma l’uomo non è solo un animale, è qualcosa di raro, speciale. E non mi rompete le scatole non la stupidaggine che senza denaro non fai nulla. Di quale nulla stiamo parlando? Certo, che il denaro serve finché è questo il sistema nel quale ci dobbiamo muovere, ma può essere cambiato e sta già accadendo. Siamo degli schiavi incalliti, incapaci di sognare un “mondo” diverso da questo. Pensiamo sia l’unico modo di vivere e non solo non è così, ma è anche uno dei peggiori; è stato un passaggio per capire delle cose, ma deve essere superato. Guarda le persone che hanno perso il lavoro, hanno l’opportunità di dire adesso è ora di cambiare stile, di cambiare sistema di vita, di sognare qualcosa di nuovo, e cosa fanno? Vanno in piazza a chiedere ancora una volta occupazione, lavoro, sostegno, assistenza, ovvero ancora schiavitù.

Ma com’è che usi tutte le tue energie, che potresti impegnare per ridisegnare un nuovo mondo, una nuova società, una nuova relazione col pianeta, o per dissolvere la causa del tuo dolore che è la paura ed il dissidio interno, … per chiuderti in una fabbrica, su un tetto, o su una gru, … per fare cosa? Sperperi tutte le tue energie, le tue risorse intellettuali, non vedi che stai nutrendo il tuo conflitto interiore, la conflittualità dell’animale, non vedi che stai nutrendo risentimento ed odio? Cosa credi di ottenere veramente? L’odio è un temibile parassita che ti consuma e ti lascia senza risorse. Quanto ancora ti devono togliere per capire che è tutto una conseguenza di come pensi? Stai interpretando il ruolo che i tuoi stessi carnefici hanno scelto per te: quello della vittima. Ma non lo vedi che ti vogliono far lavorare fino a 70 anni, cosa ti devono fare ancora? Possibile che non ci sia nessun che dice: “adesso basta! ci deve essere di più nella mia vita che lavorare, che vivere come uno schiavo”, “io non lavoro più se devo morire lavorando, allora è meglio che la faccio finita subito, me ne vado in bosco, e aspetto che mi accada qualcosa …”.

Le nostre emozioni producono una energia straordinaria che alimenta e mantiene in vita un terribile tiranno, un parassita che vive celato in noi e che è frutto del condizionamento subito; lui ha bisogno del conflitto, perchè attraverso il conflitto si nutre e si mantiene in vita e mantiene in vita il sistema stesso. Come esiste l’energia cinetica o elettrica, esiste l’energia della “collera”, collerica. Il realtà esistono molti altri tipi di energie legate al nostro stato emotivo; sai qual’è tra queste l’energia, la più potente che emaniamo? La paura! L’uomo che ha collera, nasconde una paura profonda; di non essere all’altezza di quello che gli accade, teme il luogo e gli altri, li percepisci come ostili, teme terribilmente di non essere accolto nella società, nel gruppo sociale, etc… ha paura di restare da solo, di essere abbandonato di non ricevere la considerazione di cui ha bisogno per sentire che esiste. Un uomo senza paura è un uomo che non può essere controllato, un uomo senza paura non cerca la considerazione degli altri, perchè ha svegliato un potere personale e si basta a se stesso; un popolo senza paura, deve essere schiacciato, represso, ridotto fisicamente in schiavitù, deve essere incarcerato, gli si deve dare una pene esemplare, e tutto ciò che fa deve essere distorto, dissimulato e corrotto (anche nel tempo), … non si sa mai che dovesse diventare un suggerimento od un esempio per altri. La storia di Gesù Cristo non vi dice niente? Di cosa parlava veramente Gesù? A chi si rivolgeva e a chi disturbava? Chi era Kaifa? Cosa rappresenta Pilato? Gesù è stato messo su una croce non per pagare per i nostri peccati, ma per quello che rappresentava, per il messaggio rivoluzionario che portava: “amate i vostri nemici”.

Quanto ancora devono tirare la corda prima che si spezzi? Riprendiamoci la nostra vita, qui non c’è più questione, qui non c’è più storia, dobbiamo iniziare a dettare le regole e non farci dettare la loro agenda. Sveglia! Abbiamo paura, abbiamo paura di cambiare, abbiamo paura di restare senza denaro, senza lavoro, ma questa è schiavitù. Non vedi che sono le banche a dettare la politica, cosa deve ancora accadere? Perché non ti svegli e la smetti di autocommiserarti e dire che non puoi farci niente? La vera causa di tutti i problemi del mondo, dalla povertà alla criminalità ed alle guerre, è che l’umanità pensa e sente negativamente, e questo tuo modo di deresponsabilizzarti delle cose del mondo ed incolpare altri delle tue miserie e delle miseria altrui è parte di questo modo di pensare negativo. Le “emozioni negative” governano il mondo che conosciamo. Esse sono irreali eppure occupano ogni angolo della nostra vita. E’ per questo che ho detto che non serve andare in piazza a chiedere occupazione o lavoro, quella è un espressione di questa negatività, cela un bisogno di uno sfogo animalesco inutile che non modificherà le nostre sorti. Per cambiare il tuo destino hai bisogno di cambiare la tua psicologia, il tuo sistema di convinzioni e di credenze; hai bisogno di estirpare l’animale che è in te che si manifesta attraverso la tirannia di una mentalità conflittuale, fragile, mortale e paurosa. L’uomo è destinato al regno dei Cieli, che non è un luogo, ma una condizione intima, interiore, profonda, di grande pace e possibilità di trasformazione. Allora così la tua protesta in piazza diventerà veramente efficace e molto pericolosa, … non sei stufo di farti chiamare “indignados”?

Attraverso la paura, il senso di colpa siamo stati divisi, ci siamo divisi e ci siamo dati battaglia l’uno contro l’altro, come farebbe un animale che difende la sua preda o il suo territorio, tutto solo per farci sentire ulteriormente il bisogno, la necessità di stare attaccati al sistema che come una macchina provvede alla nostra sopravvivenza. Possibile che non riusciamo a capire, che non ci rendiamo conto che è tutto esclusivamente una questione di “percezione”…

Sapete cosa ci è stato tolto? Il “sogno”, l’arte di “sognare”. “Un uomo è ciò che sogna” – dicevano i nativi delle Americhe. Il sogno è una visione: “visione” e “realtà” sono la stessa ed identica cosa. Il mondo che tu percepisci è soggettivo, e dipende dal tuo modo di pensare, dal tuo modo di descriverti quello che percepisci, che è il tuo sistema di credenza; e siccome sei stato, come tutti noi, condizionato, la tua visione coincide molto con la visione di tutti gli altri, e questo crea l’illusione che sia autentica, ma è solo soggettiva e priva di diversi elementi. Ognuno di noi vede solo ciò in cui crede, non il contrario. Il “sogno” è una visione che non abbiamo più, una visione d’insieme e di dignità, una visione che ci dice che c’è molto di più e che l’uomo è qualcosa di straordinario e non può ridursi a fare lo schiavo per altri suoi simili che hanno più paura di lui. La vita non è una “banale” ripetizione, dalla nascita alla morte, di insignificanti eventi e di giorni tutti uguali. Questo è frutto del torpore al quale siamo stati condotti ed assuefatti. “Datemi la tecnologia, il progresso e la ricchezza, ma non ditemi da dove proviene o come avete fatto o faremo ad ottenerla” – ma questo è demenziale. La vita è un esperienza straordinaria e l’uomo è un meraviglioso esperimento di consapevolezza.

 

Un élite mondiale ruba gli 8/10 delle risorse del pianeta agli altri, affamandoli e questo lo paghiamo tutti. Questo perchè tutti abbiamo usufruito di questo privilegio e dei doni del grande “Satana”, come qualcuno direbbe. Non ci vuole una scienziato per capirlo. Siamo alla resa dei conti. E’ di questo che parlano le proteste in Val Susa, ecco perchè non ne dovete sapere niente. Fatevi le domande. Cosa sta succedendo veramente in Val di Susa? Perchè queste persone si battono? Cosa ci stanno insegnando? Cosa? E soprattutto “perché”? Ci stanno insegnando che è arrivata l’ora di dire “basta”, di dire di “no”, di dire – “è finita adesso cambiamo, noi non ci stiamo più, siamo “la sovranità popolare” che vi ha eletto, come dite voi?! Bene ed, allora, adesso ti dice che quello che stai facendo non ci piace e devi smettere. Ve ne dovete andare perchè non rappresentate più niente, non siete niente, siete ombre, sfumate, avete paura di cambiare e niente più. E’ ora di cambiare, e se non ci state soffrirete, ma non per quello che vi faremo, ma per quello che vi farete, o farete nel farcene a noi di male. Siete la rappresentazione della degenerazione, di un sistema che è finito, che ha fatto il suo tempo e di cui ci dobbiamo liberare, un vecchio schema che sta per essere cambiato per sempre! Perché lo stiamo cambiando in noi”.

“the matrix” – Neo, [Al telefono] dice: – So che mi state ascoltando, avverto la vostra presenza. So che avete paura di noi, paura di cambiare. Io non conosco il futuro, non sono venuto qui a dirvi come andrà a finire, sono venuto a dirvi come comincerà. Adesso appenderò il telefono e farò vedere a tutta questa gente, quello che non volete che vedano. Mostrerò loro un mondo senza di voi, un mondo senza regole e controlli, senza frontiere e confini. Un mondo in cui tutto è possibile. Quello che accadrà dopo, dipenderà da voi e da loro.”

Capite cosa sta accadendo? Sta riecheggiando l’antico urlo di guerra dei Celti, druidi e temuti guerrieri magici che dominavano la forza del fulmine e la valle, uomini e donne pronti a morire; un “no” che è rivolto a tutto, dalla struttura sociale, al sistema socio-economico, a quella etico-morale, è la restituzione del debito in blocco, è un attacco al positivismo, alla stupidità dell’iper-realismo, del pensiero razionale, della bugia del proletariato, del liberismo e del comunismo marxista. E’ una rivoluzione che sta avvenendo e questa volta è dentro l’uomo che accade, ecco perchè la temono, sanno di non poterla controllare, perchè se ti togli la “paura” sei senza controllo. Proletariato, classe operaia, la sovranità popolare, l’elettore, il cittadino, ma di cosa stiamo parlando, io sono un essere vivente, senziente e con un piano di sviluppo che va al di là del capitale, del progresso industriale, del polo chimico, dello sviluppo economico o di sto cavolo di welfare, persino della democrazia. Sono tutte “illusioni”, sono nomi per chiamare la schiavitù ed adesso siamo alla resa dei conti: è finita. Il debito (pubblico) non lo sanano, non possono sanarlo, il debito è un vecchio paradigma che sta andando. Sono le vecchie credenze, le otri vecchie nel quale non può essere messo nessun vino nuovo. Siamo al ribaltamento dei valori in campo: sviluppo interiore, intimo ed individuale dell’uomo in cambio di lavoro operaio, di denaro e suppellettili; per questo i valligiani devono essere stroncati, perché se passa il messaggio che siamo alle soglie di una vera rivoluzione della coscienza collettiva, è la fine di questo sistema, è la fine di queste condizioni di vita. Una Rivoluzione Intima, interiore, individuale in grado di capovolgere le credenze, gli schemi ed i paradigmi mentali di una vecchia umanità; una liberazione che passa dal liberarci per sempre dalla sua conflittualità, dal dubbio, dalla paura, dal senso di colpa, dalla sofferenza, dal dolore frutto dell’inconsapevolezza di un epoca oscura che dura migliaia di anni.

Non sto parlando di individualismo, sto parlando di una rivoluzione che deve passare da una trasformazione della coscienza di ogni individuo, quello che l’arcangelo Michele rappresenta: “Quis ut Deus?”, colui che nella bibbia appare nel libro di Daniele e che sfida Satana; colui che è diventato un Dio, colui che si è fatto un Dio: Michael (in ebreo: מִיכָאֵל, traslitterato Micha’el ou Mîkhā’ēl).

“Quis ut Deus?” – è la traduzione letterale di Michael: colui che si è fatto Dio; il reggente del Sole nella cosmogonia esoterica, il santo guerriero, San Michele arcangelo, la rappresentazione iconografica e mitologica dello spirito che guida i “risvegliati”, dello Spirito che è in coloro che cercano di andare oltre le apparenze e cercano la verità in se stessi. Michael è una vibrazione, ed è anche la vibrazione di certi luoghi, ecco perchè la TAV non è un problema solo dei valligiani ed ecco perchè non possiamo, nessuno di noi, permetterci che venga costruita. Michele appare diverse volte nell’Antico e nel nuovo Testamento e tutte le volte è alla testa degli angeli che combattono il “drago”, Satana, e i suoi angeli caduti. C’è tutte le volte che ci deve essere un cambiamento, tutte le volte che qualcosa muore per lasciare il passo a qualcosa di nuovo; si tratta di una vibrazione, di una luce, di un certo tipo di consapevolezza guerriera. Chi è Satana? Chi sono gli angeli caduti? Chi è caduto?

L’arcangelo Michael non è paragonabile in nessun modo ad un leader, un condottiero, o un qualche maestro incarnato che guida un gruppo di pecore ( o gregge) la cui consapevolezza è pari a zero, ma rappresenta l’auto-determinazione di un intero popolo che passa per lo sviluppo individuale, per lo sviluppo della coscienza del singolo. Nessuna politica, religione, o sistema filosofico può trasformare la società dall’esterno, solo una rivoluzione individuale, una “rinascita psicologica”, una guarigione individuale nella direzione dell’essere, potrà condurci verso un “benessere” planetario, verso una civiltà più intelligente, più autentica, più evoluta; quell’evoluzione che il “positivismo” ha mancato, perchè ha portato solo al progresso tecnologico, lasciando l’uomo privo del suo autentico Spirito. La felicità, la volontà, l’amore sono parte della ricchezza di un individuo, della sua anima; e come l’autentica conoscenza non possono essere acquisiti dall’esterno, non possono essere ‘date’, ma soltanto ‘ricordate’, evocate, fatte emergere dalla fonte stessa che è dentro e non fuori. E’ una rivoluzione che coinvolge qualcosa di cui non si sentiva più parlare in termini autentici da tempo: lo spirito, il divino, la sacralità, proprio quello che ci è stato tolto; e proprio quello per cui si battono in val di Susa: la sacralità dei loro luoghi. Il “sogno” è la visione spirituale dell’universo, una visione che ci dice che tutto ciò che tocchiamo, vediamo, odoriamo e sentiamo non è altro che proiezione di un universo invisibile che esiste sopra, anzi dentro, quello che noi consideriamo il nostro mondo, ed anzi ne è l’autentica causa. Quanti hanno capito cosa dice la teoria delle stringhe o M6? Che cosa cercano a Ginevra, nel Cern? Che cos’è la particella di Dio che cercano? L’universo è ciò che non è mai nato, è sempre esistito, non c’è mai stato un inizio. Colui di cui nulla si può dire, l’immanifestato, dicono le tradizioni esoteriche. Tutto è ciclico qui, non lo vedi? Ci ostiniamo a descriverci il mondo secondo la credenza che viviamo in un sistema lineare. Noi viviamo un sistema ciclico (vedasi anche il post: L’uomo Solare. Reincarnazione e Karma, la “circonferenza del tempo”).

E’ per questo che abbiamo bisogno di svegliarci, se ci svegliamo, se mettiamo in azione la nostra coscienza, il nostro “reale essere”, allora la conoscenza di ciò che siamo emerge e delle leggi che regolano questo universo ci diventano chiare. Una cosa sono le informazioni, le “idee” di una scuola, di una tradizione iniziatica, esoterica, ed un altra cosa è conoscere chi sei, conoscere cosa sei. Siamo i “Figlio di Dio” che la creazione intera attende con impazienza la rivelazione (Paolo, Rm. 8,19). Gesù era un combattente, era un rivoluzionario della coscienza, per questo era estremamente pericoloso, parlava dell’uomo in termini che non conosciamo, per questo non capiamo le scritture. Gesù insegnava a non avere “paura”, insegnava che esiste un regno, il regno dei cieli, che non è un luogo, ma uno stato interiore, una condizione di vita intima, che è simile ad una vigna, che è simile a 10 vergini, che è simile al lievito che una donna nasconde in tre misure di farina, che è simile a un uomo saggio che costruisce la sua casa sulla roccia, che è simili a tante metafore che stanno parlando di quello che tu sei. Un luogo che è un mondo senza regole, senza frontiere e senza confini, innanzi tutto mentali, prima che fisici. Questo è quel tempo, sono i tempi della fine, i tempi in cui quelli che vorranno uscire potranno farlo e gli altri che vogliono e sono assuefatti al sistema vedranno cosa farsene, e siccome a questo si sarà stato creato un precedente, chi ha paura opera e mette in atto le sue contromisure.

Per questo non si deve sapere niente di quello che sta accadendo in Val Susa e in chissà quanti altri posti nel mondo. I media devono fare da sponda alle scemenze dei vari portavoce del parlamento, sono lo strumento del “potere” decadente. Usiamo la rete fintanto che possiamo, creiamo gruppi, incontriamoci, creiamo reti alternative per comunicare. Se il Musinè si sveglia, si sveglia un popolo, si sveglia un “idea”, si sveglia il “sogno”, che è l’autentica visione dell’uomo, qualcosa di più grande di quello che ti hanno raccontato; è di Michael, di ciò che l’arcangelo rappresenta realmente che stiamo parlando, stiamo parlando dei “figlio di Dio”, stiamo dicendo che un animale intellettuale può diventare divino, può risveglia il divino che è in potenza, Neo, l’Eletto, l’anagramma di “oNe” … e questo evidentemente non possono permetterselo. Trasformare un animale intellettuale in un “figlio di Dio”, era di questo che parlava Gesù quando diceva che lui era figlio di Dio, non si riferiva ad un unigenito, ma ad una precisa stirpe di uomini e donne che prendono la propria croce, negano se stessi, intesi come natura animale, l’ego, il parassita, il demone interiore, … e lo seguono. Seguire il Cristo non significa seguire una persona, Gesù, ma significa seguire un impulso intimo alla rivoluzione della coscienza per trasformare un animale in un Dio. Ti credo che lo hanno messo in croce. L’unico ostacolo al cambiamento è l’inconsapevolezza dovuta, al condizionamento subito, ma sopratutto, alla credenza che le condizioni di vita stabilite su questo piano siano le uniche possibili, quando si tratta in realtà di un livello esistenziale nel quale ci troviamo. Un livello nel quale facciamo esperienza fino a quando non ne vogliamo più sapere ed allora iniziamo a cambiare. Se la consapevolezza cambia, cambia il livello. E’ come per l’elettrone, eccitato, cambia di orbita, Michael è quell’energia del Sole, la spinta del Solionensius che fa saltare l’elettrone.

Sapevate che il Musinè (il monte che dovrebbe bucare la T.A.V.) è considerata una montagna sacra? Come vi sentireste se volessero bucarla per farci passare un treno e chissà cos’altro? Sapevate che il famoso imperatore Costantino, prima della sua decisiva battaglia, fu all’altezza del Musiné aveva visto in cielo una croce luminosa con la famosa scritta “in questo segno vincerai”. Il monte Musinè è un luogo molto particolare, su cui sono sorte leggende di maghi e di draghi d’oro, di riti e di graffiti. Sulle pendici sempre del Musinè sono stati ritrovati numerosi menhir, con incisioni e simboli riconducibili al culto solare. A San Didero, vi è un complesso magalitico di ruote solari, si tratta di “are”, pietre solari scolpite nei massi a forma di ruota circolare. In era più recente questo sito è stato trasformato in mithreo dai romani (luogo dedicato al culto di Mithra), visibile “l’edicola romana” scolpita in un masso raffigurante “Metatron”. A Pian Focero (piano dei fuochi) è stato rinvenuto un templio druidico adibito all’osservazione del Sole. Le antiche cronache della Valle di Susa riportano l’esistenza in epoche remote di una città ciclopica chiamata: Rama.

Cosa c’è nel Musinè che vogliono distruggere? Che cosa rappresenta il Musinè che deve essere modificato? E qui veniamo alla questione delle linee temporali. Difronte al Musiné, sul monte Pirchiriano, si erge una sacra dedicata proprio a san Michele Arcangelo. Questa sacra è parte di una potente linea energetica che scorre nelle viscere della terra in Val di Susa ed il culmine di massima potenza vibrazionale è considerato il punto dove è collocata una colonna all’interno della basilica; punto dove, è convinzione di molti che sono stati lì, è possibile sedersi, sentire ed assorbire un flusso, una certa particolare vibrazione, ricaricarsi energeticamente e molto altro. Questa sacra è allineata con diversi altri luoghi sacri dedicati all’arcangelo, e questa linea è conosciuta col nome di 12.0 meridiane od anche col nome di “la Spada di San Michele”. Essa coinciderebbe con la Via Langobardorum o Francigena, via di pellegrinaggio e di comunicazione storica, che collega St Michael’s Mount (Cornovaglia), con Mont Saint Michel (Francia), la Sacra di San Michele in Val di Susa, l’Eremo di San Michele di Coli nei pressi di Bobbio (PC) e il Santuario di Monte Sant’Angelo nel Gargano. La singolarità di questa linea in particolare è che gli edifici sacri costruiti per segnare il percorso sorgono sui punti indicati dall’arcangelo durante le sue presunte diverse apparizioni. Tra le varie stranezze di questa linea c’è il fatto che questi luoghi sono equidistanti tra loro e che, tracciando una linea che li unisce, questa si collega a sud con Gerusalemme ed a nord con i luoghi sacri dell’Inghilterra e dell’Irlanda. Luoghi considerati non solo sacri, ma, come ho già detto, fonti di energie fortissime che gli antichi conoscevano e usavano. Le stesse fasi della nascita di queste abbazie o Sacre dedicate all’arcangelo Michele sono incerte, e si mescolano in un’alternanza di frammenti di storia antica “vera” e racconti leggendari di apparizioni. Dal punto di vista iniziatico, questi racconti sono potenti simboli mitologico atti a trasmettere una verità intrasmissibile per iscritto se non per mezzo di “archetipi”, che sono poi l’unico linguaggio realmente riconosciuto dalla coscienza.

 

L’idea delle ley-lines si fa risalire alle osservazione di un certo Alfred Watkins, antiquario e archeologo, che ha scritto 2 testi – ’Early British Trackways’ e ‘The Old Straight Track’, dove si parla di una rete di linee rette che s’incrociavano su tutta l’Inghilterra e che collegano i luoghi di culto quali: siti antichi successivamente diventati megalitici, zone di sepoltura e chiese. La scoperta viene fatta per caso, mentre osservava la cartina, viaggiando in auto. Per lo più la scienza ufficiale considera queste linee, che risalgono all’età della pietra, dei sentieri; piste (di circa due metri di larghezza) che i nostri antenati percorrevano in questo modo a causa del fatto che viaggiavano “a vista”, e quindi evidentemente in linea retta da una postazione all’altra. Delle semplici, quindi, vie di comunicazione tra luoghi di rilevanza sociale o religiosa. Cosa che come al solito ci soddisfa poco come spiegazione; manca tutto un pezzo e cioè la visione, il “sogno”, quel mondo invisibile senza il quale non potremmo riconoscere e comprendere l’autentico “perché” di questi luoghi.

Questa cosa del viaggiare a “vista” fa anche un pò sorridere; se pensiamo che è noto che se uno si trova a camminare a vista nel deserto con l’intento di andare dritto, è possibile che dopo un pò torni nello stesso punto perchè il piede che domina nella camminata lo fa voltare senza che si renda nemmeno conto; quindi di quale viaggiare a vista stiamo parlando?! Queste linee, risalenti al neolitico, furono ricalcate nella tarda età del bronzo e del ferro e preservate in modo apparentemente occasionale durante la “cristianizzazione”, o meglio, l’evangelizzazione cattolica; quando il nuovo culto, cioè, si era sovrapposto a quello pagano ereditandone le sedi, spesso senza comprenderne il profondo significato o peggio a volte nel tentativo di piegarne l’orientamento religioso. Anticamente i luoghi di culto dei Celti, ad esempio, venivano distrutti. I santuari o chiese, del famoso romanico, che sono sorti nei primi secoli del medioevo, ma anche prima, sono legate spesso a pietre, massi, fonti o sorgenti di antecedenti luoghi sacri e di altri culti. La cattedrale di Chartres in Francia, per esempio, è una una cattedrale che sorge su un luogo della tradizione dei druidi dedicato al culto dell’albero della quercia vegetazione prevalente sulla collina su cui si erge la città francese. La statua dei druidi raffigurante una donna, conosciuto successivamente col nome della Vergine di Chartres, aveva una corona di foglie di quercia e ghiande posta sul capo a ulteriore conferma della forte ritualità e legame con le querce. Quando arrivarono i cattolici costruirono una chiesa in questo luogo sacro ed abbattono tutte le querce. Ancora oggi in tutta Chartres non trovereste una quercia a cercarla.

A questo punto la domanda dovrebbe giungere quasi spontanea: ma quale è il filo sottile che lega il culto Micaelico, la storia delle sue apparizioni, ad esempio, con queste linee di energia (“lay-lines” o linee temporanee), con le leggende mitologiche su Rama ed il santo Graal? Quale è il nesso tra la legenda di Fetonte figlio del Sole, la grande ruota d’oro e la Val di Susa? Chi sono i Valligiani? Questi luoghi vibrano e scuotono nelle fondamenta le radici delle nostre “paure”; i nostri antenati Druidi conoscevano il potere di questi luoghi e a questo scopo li usavano; ecco perchè cercano di demolirli, e noi dovremmo proteggerli, proprio come fanno questi custodi del nuovo millennio che sono i Valligiani. Sono secoli che sono i guardiani, i custodi di questi luoghi, nella storia non ce n’è stato uno che non abbia dovuto dare i conti con loro. Fieri e valorosi guerrieri descritti come potenti maghi; druidi in grado di difendersi con la forza del fulmine, i valligiani da sempre controllano il transito nella valle, ne sono i custodi, sono i custodi di questi luoghi. Loro difendono la sacralità di questi luoghi, è per questo che questa rivolta non può essere compresa con una mente lineare. Come moderni “custodi”, neo guerrieri della luce e dell’arcobaleno, stanno assolvendo ancora una volta al loro compito di salvaguardare questi sacri luoghi, di salvaguardare la sacralità di questi luoghi. La Val di susa è un luogo magico la cui sacralità si perde nella notte dei tempi. Un antica leggenda greca narrava dell’avventura di Fetonte, figlio del dio del Sole, che rubò il carro Solare del padre per volteggiare nel cielo. Incapace di controllarlo si schiantò al suolo. Indovinate quale luogo indica la tradizione come luogo dell’impatto? E già, proprio la Valle di Susa.

L’arcangelo è un idea, un idea che ci dice che siamo molto di più di quello che crediamo di essere e lo scopriamo quando diventiamo dei guerrieri, il guerriero è quello che mette in gioco se stesso. E’ questo il tempo dell’uomo solare, l’arcangelo Michele che è in ognuno di noi.

Molte persone vivono seguendo il cammino scelto da noi, perchè troppo timorosi per esplorarne altri. Ma ogni tanto arrivano persone come voi, che superano gli ostacoli che mettiamo lungo la strada. Persone che capiscono che il libero arbitrio è un dono che non si sa mai come usare, fino a quando non si lotta per ottenerlo. È questo il vero piano del presidente, e cioè che un giorno non saremo noi a scrivere il piano, ma voi.” – dal film “I Guardiani del Destino” di George Nolfi

 

Il 12.0 meridiano è un faro luminoso, il Sole di Michael, che ci serve per svegliarci dal sonno aiutandoci a smettere di considerare tutto solo come materiale e dominato dal caso; il ritorno della conoscenza di un tempo, quando ancora non avevamo oscurato il cielo, il regno dei cieli, il mondo delle cause, dell’invisibile, del miracoloso, del magico. Siamo in in un momento storico particolare dove è possibile un autentico cambiamento, una trasformazione radicale del “modello umano” e questo ci dice che dovremmo liberarci presto ed alla svelta del nostro egoismo se vogliamo capirci qualcosa e tirarci fuori. Siamo chiamati a fare una scelta: “pillola rossa o pillola blu”.

“Pillola rossa” resti nel mondo delle meraviglie e vedrai quanto é profonda la tana del bianconiglio, fa paura ed è un risveglio sicuramente doloroso che indurrà molti a prendere la “pillola blu”, … e già lo si sta facendo. Per quanto sia duro l’orrore della situazione da vedere, l’inadeguatezza difronte alla quale siamo chiamati a stare è la scelta migliore per chi cerca la sua personalissima redenzione, intesa come libertà; una libertà autentica, interiore, perchè la prigione è dentro e non è fuori. La prigione risiede nella nostra mentalità, nel nostro modo di “guadare” le cose intorno a noi e le cose che ci accadono.

Ecco perchè abbiamo bisogno di luce, di quella luce che Michael o l’arcangelo Michele, tra le varie cose, rappresenta, la luce che irradia da questi luoghi consacrati nel suo nome. Egli è il coraggio di spezzare le catene, il guerriero della luce capace di dominare l’animale, gli istinti dell’animale in se stesso, in noi, per ascendere ad un livello di consapevolezza diverso, lucido, chiaro. Siamo comandati a distanza e la ricetrasmittente è nella nostra testa. Noi viviamo in una realtà complessa ed allo stesso tempo molto semplice se vissuta con le regole della “coscienza” rappresentate dall’arcangelo Michele. Ma siccome l’unica legge che conosciamo è quella dell’uomo, non possiamo capire la legge della “coscienza”, perchè per noi la parola “legge” è solo un atto normativo. Noi viviamo in una realtà nella quale tutto quello che avviene ha un senso preciso ed è in questo che consiste la legge della coscienza.

La legge per l’uomo è il caso, il caos caotico della sua mente, ma nel silenzio della tua interiorità tutto ha una relazione precisa e nulla è abbandonato al caso. Dobbiamo poter seguire quella parte di noi che ci spinge prepotentemente a diventare migliori, a crescere nella comprensione attraverso l’osservazione e lo studio del rituale della vita e della morte. Morire al mondo per rinascere in se stessi.

 

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