EPIGENETICA – Come la storia dei geni potrebbe essere una favola, come quella di Darwin

Innanzitutto vorrei partire da un concetto di fondo che è l’”essere umano”, se le 2 parole sono associate non sarà stato a caso, ci sarà stata una qualche ragione per cui ad un certo punto è nata l’espressione – “essere umano”.  “Essere” ed “umano” individuano, descrivono 2 cose distinte anche se simbiotiche.

Essere” individua l’essere senziente, l’entità, l’essenza, lo spirito, mente, sentimento e ragione, la psiche, cioè, l’anima, ciò che anima la macchina biologica, l’entità che la guida, il “deus ex machina”, la volontà o non volontà che abita il corpo fisico, la causa prima di qualsiasi decisione.
 “Umano” è la macchina, appunto, biologica, l’”automa genetico”. L’”umano” senza l’”essere” è privo di qualsiasi possibilità, aspirazione, sentimento, volontà, progettualità, in poche parole sarebbe privo di un “esistenza”.
La biologia ci dice poi che questa macchina biologica è fatto di proteine, le quali a loro volta sono composte da catene di amminoacidi le cui sequenze sono dettate o determinate dal nostro DNA. Il DNA a sua volta è ricoperto da una “guaina proteica” che determina quali “sequenze” riuscirà a copiare l’mRNA. Questo significa che non conta quali sequenze sono registrate nel DNA, ma quali e quante vengono “lasciate copiare” dalla guaina che lo ricopre.
La qualità delle proteine che si formano da questo processo, che si chiama sintesi proteica, deriva non tanto dalle “basi azotate” che compongono i filamenti del DNA, ma da quali tra queste “basi” sono disponibili, ovvero da questa guaina. E’ un pò come se la guaina decidesse quali parti sono copiabili (mRNA) e quali no. Provate ad indovinare cosa influenza la guaina? Le “emozioni” le quali a loro volta sono determinate dal nostro modo di pensare, dalle nostre convinzioni, dalle credenze, dalle idee, da quello che ci è stato detto essere il mondo, dalla descrizione del mondo, dalle influenze esterna del mondo, l’ambiente nel quale mi sviluppo, nel quale vengo cresciuto. Si capisce fino a che punto è importante l’”educazione”?
 Fino a qualche tempo fa si credeva che il nucleo di una cellula, contenente il DNA, fosse il “cervello” della cellula stessa. Ma accade che vengono fatti alcuni esprimenti sulle cellule e si scopre che esse possono vivere e funzionare molto bene anche dopo che i loro nuclei siano stati asportati. Secondo l’epigenetica, il vero “cervello” della cellula risulterebbe essere la sua membrana, che reagisce e risponde alle influenze esterne, adattandosi dinamicamente ad un ambiente in perpetuo cambiamento. Questo significa che man mano che incrociamo le diverse influenze ambientali, siamo noi a suggerire ai nostri geni cosa fare, e questo di solito non accede che in modo del tutto inconsapevole. Pensate che siamo i carboidrati a farci ingrassare? No, è un stato psicologico che lo fa, i carboidrati sono solo il mezzo. Le nostre “convinzioni”, le nostre “tendenze”, quello in cui crediamo, ha un effetto non solo sui nostri comportamenti ma anche sul nostro DNA.
In realtà pare che il DNA resta sempre lo stesso, non si modifica, dato che è l’archivio, il “codice identificativo, il “patrimonio genetico”, cioè, della tipologia “uomo” o “umano”, è quando si crea il messaggio, l’RNA, che avviene la scelta, è in questa fase del processo di sintesi che il nostro inconscio si introduce ed influisce nei fattori di crescita. Ecco perché in certi ambiti (mi riferisco al biologo Dr Bruce Lipton e alle sue ricerche, da cui prende spunto questo post) si dice che siamo co-creatori.
“Secondo le scoperte dell’epigenetica noi non saremmo vittime dei nostri geni, bensì contribuiremmo attivamente alla generazione del 95% delle malattie, tramite il nostro pensiero inconscio.”
L’inconscio è sede delle paure e di molte altre emozioni negative stressanti che a lungo andare portano alla produzione di ormoni e sostanze endogene “dannose”; l’ho messo tra apici perché il nostro concetto di “dannoso” non è quello del corpo, il corpo opera un tentativo di ripristino dei valori in campo, ma diversamente obbedisce alla “mente”, all’”essere” senziente che lo dirige. Siccome l’essere è influenzato 100% dall’ambiente, ha credenze e convinzioni, determinate dai suoi processi educativi che passano dall’instillare in lui il meccanismo dell’auto-sabotaggio, della conflittualità, subiamo un destino apparentemente incontrollato, accidentale, ineluttabile …
Quando si pensa e si dice che i carcinomi sono di origine genetica si sta dicendo una mezza verità, nel senso che, e qui dr R.G. Hamer docet (insegna) con i programmi biologici sensati, quando l’individuo, a seguito di una DHS (Dirk-Hamer-Syndrome), si auto-sottopone a stress permanente, il cervello innesca un programma sensato per uscire biologicamente dal problema, intervenendo nella copiatura del messaggio (mRNA), questo produrrà una certa crescita e proliferazione cellulare (di un certo tipo), in precisi organi, che verrà letto dalla medicina ufficiale come incontrollata.
E’ come se un extraterrestre decidesse di osservare il fenomeno degli incendi, e osservasse che ogni volta che c’è un incendio arrivano i pompieri. Se non sa cos’è un pompiere e quale è la sua funzione, col tempo sarà indotto, erroneamente, a pensare che i pompieri sono la causa degli incendi. A conferma che l’origine genetica non c’entra granchè con i carcinoma emerge che solo il  5% o meno, di tutti i tipi di cancro, pare essere causata da geni danneggiati fino dalla nascita.
L’ambiente non è solo inquinamento di vario genere o tossine, veleni o quant’altro, ma anche le relazioni umane, spesso fonti di stress e preoccupazioni e sopratutto le convinzioni profonde individuali preordinate dal sistema. L’effetto placebo, per esempio è un chiaro effetto delle convinzioni umane in campo medico.

Un recente studio (fonte: Tie-Yuan Zhang e collaboratori della Università McGill) ha provato che la qualità e la quantità di “coccole” ricevute durante l’infanzia hanno un effetto diretto sul DNA oltre che sulla salute mentale in genere del bambino. Questo significa che l’ambiente esterno, ed in modo particolare le interazioni con esso, possono arrivare a provocare dei cambiamenti fisici ed a livello molecolare. 


Se poi pensiamo che dal punto di vista dello studio dell’uomo, inteso come lo studio della “Coscienza”, l’anima pare adattarsi, qualcuno direbbe entrare, nel corpo infilandosi tra i 2 filamenti del DNA, mi sa qualcosa ci sfugge della natura della realtà in cui viviamo. Ecco perchè diventa importante “prendere coscienza”, innanzi tutto del fenomeno. Quale “fenomeno”? La nostra vita, l’universo e la nostra relazione con esso, cosa siamo e perchè esistiamo, quali sono i valori in gioco, le relazioni che creiamo con noi stessi, gli altri ed il pianeta stesso, perchè abbiamo stabilito certe condizioni di vita, quale è la natura delle cose, e come mai sia le religione, che la scienza evitano realmente di affrontare questa questione, e giocano a rimpiattino su questioni di “lana caprina”.


Tullio Simoncini è un oncologo che ha capito che il cancro è un fungo e che si cura col bicarbonato di sodio, e questo non è in contraddizione con quello che diciamo, se il sistema “uomo” scende sotto una certa soglia di sopravvivenza a causa di uno stress prolungato il parassita, la “candida”, che normalmente è sotto controllo grazie ad un sistema immunitario che fa il suo lavoro, esplode e comincia a proliferare. 

Mai sentito parlare di psico-neuro-immunologia? Letteralmente, questo termine significa: Psico, ovvero l’”essere”, lo Spirito, la mente, il sentimento, la ragione, che controlla il cervello (neuro) e che a sua volta sovrintende al sistema immunitario (immunologia). Quando come individui senzienti percepiamo l’ambiente come sicuro e amichevole le nostre cellule si focalizzano sulla crescita, questo perchè devono svilupparsi affinché il corpo continui a funzionare in modo sano; è questo il processo noto come mitosi, o della duplicazione o divisione cellulare, processo importantissimo per la vita, quando questo rallenta si invecchia quando accelera la medicina ufficiale sostiene che si è in presenza di un impazzimento della cellula. La crescita è una sana duplicazione cellulare, la duplicazione è nuove cellule.
In situazioni di stress, le cellule assumono un atteggiamento di difesa protettiva, e diminuiscono la crescita. Quando ciò accade, le risorse energetiche del corpo, normalmente impiegate per sostenere la crescita, vengono dirottate a questi sistemi che forniscono protezione. Il risultato è che in un sistema stressato i processi di crescita sono limitati o sospesi. E’ molto vero che se volessimo capire il destino di un individuo dovremmo, quindi, studiare e poi capire la sua relazione con il suo ambiente (di coltura). Questo significa anche che un individuo ottiene solo quello che lo sua visione è in grado di contenere, ed è solo ciò di cui può essere responsabile.
“Sgombra la tua mente”!!! Ti ricorda qualcosa? Voglio chiudere questo post con una citazione:
“Tu davvero pensi che il mio essere più forte o più veloce sia davvero legato ai miei muscoli, in questo posto? Credi sia aria quella che respiri ora? Di nuovo.
Dì, che cosa aspetti? Sei più veloce di così. Non pensare di esserlo, convinciti di esserlo. Smettila di provare a colpirmi. Colpiscimi …”
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Che cos’è uno gnostico. Gnosi e Cristianità.

Recentemente mi sono trovato a leggere e rileggere certi tentativi di descrivere il fenomeno dello gnosticismo. Inutile dire che anche se in buona fede si tratta di tentativi poveri di contenuti e spesso atti solo a deformare una verità difficile da capire senza esserci dentro, senza conoscerne l’aspetto terribilmente pratico della cosa. Inutile anche dire che non si tratta nè di una religione e men che meno di un qualche movimento filosofico. La gnosi non ha nulla a che vedere con niente di conosciuto, almeno dal punto di vista del sistema, nonostante usi diversi sistemi per ottenere lo scopo, che è evidentemente al di fuori della visione e versione ufficiale del mondo; si tratta fondamentalmente di prendere coscienza della propria esistenza per capirne il senso autentico.

Innanzi tutto inizierò col dire in modo definitivo e senza grossi fronzoli che non esiste nessun “gnosticismo”, e men che meno storico, sono tutte mistificazioni e “titillazioni” mentali, quando non sono persino strumentali a causa della complessità del sistema in essere qui o alle condizioni di vita stabilite da secoli dai nostri antenati.
Esistono, semmai, individui che cercano la “libertà” attraverso la conoscenza di sé e che col tempo sono stati chiamati “gnostici”. Gli gnostici sono tutti coloro, indipendentemente dal movimento religioso, razza e destinazione “d’uso”, che cercano Dio, il divino, cioè, la fonte della creazione, la ragione della propria esistenza e la relazione con l’esistenza di questo universo, attraverso la conoscenza di se stessi. Forse storicamente si possono trovare mescolati a gruppi religiosi o sette a vario titolo, ma fondamentalmente si tratta di individui rivoluzionari, di ribelli al mondo delle “macchine”, volendo citare matrix; filosofi, medici, antropologi “pratici”, studiosi della natura umana e della sua massima possibilità potenziale di essere divina. Un “essere” divino di nascita grazia alla presenza dell’elemento animico o della coscienza; coscienza che li spinge a ricercare una condizione diversa dalla condizione di servo o schiavitù o sudditanza in cui invece versa l’intera umanità. Certo bisognerebbe chiarirci che cosa intendiamo per divino, … diremo che divino è la coscienza, è la capacità di creare, di usare la materie o l’energia per dare luogo ad una possibilità potenziale, divino è mettere in essere una progettualità, è la fonte, il principio intelligente che permetta l’esistenza.
Nelle parole “Essere” ed “umano” c’è la sintesi di della natura dell’uomo. L’essere è il divino, l’animico, l’umano è la forma, la macchina biologica attraverso la quale Dio sperimenta, conosce se stesso e cresce. Lo gnostico è cosciente ed intuisce che come tutti gli altri anche lui è nato in catene, ma se per gli altri questa condizione è in qualche modo, a torto o a ragione, sopportabile, lo gnostico la percepisce come effimera ed inconsutile, sente che ci deve essere di più nella sua vita di quelle 4 cose gli vengono sventolate davanti al muso come ad un cane che cerca l’osso. Egli sa di essere schiavo, ma aspira alla liberazione. Percepisce che c’è qualcosa che non quadra nel mondo, non sa cos’è, ma lo avverte, lo avverte in tutte le attività che compie e le relazioni che ha con gli altri ed il mondo. Sa, non sente, di essere in una condizione di sudditanza sia nei confronti del mondo, basato sullo sfruttamento dell’uomo su sull’uomo, ma anche di una condizione in rapporto a questo universo che lo vuole parte di un tutto, come una cellula del nostro corpo od un organo specifico. Egli è chiamato a servire l’economia dell’universo ed i sistemi che osserviamo qui sono un riflesso, la logica analogia e corrispondenza, questo perchè da un albero di cachi non nascono banane.
Questa condizione è nota nella dottrina esoterica con il nome di Trogo o TrogoEgoAutocratico comune. Nel vivere questa condizione questo individuo intuisce anche che egli probabilmente, in quanto dotato di coscienza, di coscienza di sé, ha la possibilità, attraverso lo studio di quel sè, di rendersi conto di alcune cose e aprire per se stesso la possibilità di cambiare questa sua condizione di servitù. Inutile dire che ogni genere di tentativo di inquadrare storicamente questa visione è del tutto banale e fuorviante e in certi casi, come ho già detto, anche del tutto strumentale. I tentativi di ricostruire il percorso della gnosi, dello gnostico e dello gnosticismo, fatti dagli storici in senso lato e dagli storicisti di cui che ho letto tra wikipedia e altri siti, risultano tutti arbitrai e privi di qualsiasi fondamento, non tanto storico, ma pratico, essenziale, filosofico, esistenziale. Come si sa i vincitori sono quelli che riscrivono la storia ed anche in questo caso è stato ed è così. Chi sono stati i vincitori? E di quale conflitto? Evidentemente il potere che ha portato poi alla nascita della Santa Romana Chiesa Cattolica. Il concilio di Nicea è la più grande bazza della storia. Lo gnosticismo non è un fenomeno che prende piede nella tarda antichità, agli inizi dell’era cristiana, ma ne stimola la nascita, ne è la causa. E’ il cristianesimo ad essere gnostico e non il contrario.
Gesù parla di libertà, egli è un rivoluzionario ed un liberatore, ecco perchè hanno cercato di farlo fuori. Gesù o Joshua Ben Pandirà, come viene chiamato tra certi gnostici, o ancora dai greci, Joshua Immanuel, Isa dagli Islamici, … era di estrazione Essena, e gli esseni per loro “natura” erano gnostici; gnostici ovviamente nell’accezione descritta sino qua. I cristiani primitivi erano gnostici ed il potere li temeva perchè riconoscevano un regno che non era di questo mondo, ma che lo compenetrava. Sapevano che il reale, la grande Talità non si limitava alla visione dell’occhio ed alla percezione dei 5 sensi, e men che meno alle condizioni straordinarie di vita, o si servitù, imposte da uomini ad altri uomini. Conoscevano la verità sull’origine dell’uomo e sulla sue incredibili potenzialità. Capivano che uomini avevano imposto ad altri uomini una visione della realtà e che questa doveva servire a limitarne l’espressione. Uomini senza anima hanno assoggettato altri più ingenui e diversamente dotati. Voi non siete di questo mondo diceva GEsù ai suoi discepoli, ma ancora una volta non si riferiva ad un luogo da qualche parte in cielo o in una dimensione, ma ad uno stato di coscienza che potevano raggiungere, visto che era da lì che provenivano. E non si riferiva solo ai suoi discepoli dato che discepoli od apostoli lo sono tutti coloro che ricercano la luce della coscienza che il CRisto ne è l’esempio. Si è costruito molto sulla questione della Crocifissione, ma è tutto per tenerci ancora sotto controllo con la paura ed il senso di colpa.

Alla luce di quanto detto non possiamo non affermare che non esiste nessuna sette gnostiche dalle influenze cristiane, ma semmai il contrario; sono pagane perchè lo gnostico è così, è un ricercato delle origini, un cercatore della natura di Dio e della creazione, che non cerca in modo dogmatico o da credente, ma in forma pratica e diretta, in quanto egli sa di essere parte del Dio vivente che cerca, intuisce di essere Dio e ne cerca la sua realizzazione. Si capisce come da presupposti simili gli gnostici diventano particolarmente scomodi un pò a tutti, pericolosi per la stabilità del sistema e del tutto ingestibili; è per questo che andavano in pasto ai leoni, col beneplacito di vescovi quali irineo, ad esempio, o per questo ci sono state tante crociate contro Catari, Albigesi, etc… Se sposti l’attenzione sulla coscienza, questa cosa la mente non la può gestire e le regole vanno a farsi friggere e quindi devi muovere guerra a coloro che lo fanno se vuoi difendere il tuo dominio. Di fronte al problema di distinguere gli eretici dai cattolici, il legato pontificio Arnaldo-Amalric, ex abate di Poblet (?-1198), poi dell’abbazia di Grand Selve a Bouillac (1198-1200), quindi di Cîteaux (1200-1212), ed infine, arcivescovo di Narbona (1212-1225), quindi non un mercenario o un capitano di ventura, ma un monaco, ebbe modo di affermare: “Uccideteli tutti, Dio distinguerà i suoi” – (J. Sumption, The Albigesian Crusade, London, 1978, pag. 93, cit. in: ibidem, pag. 29).

Nella sua relazione al Pontefice sta scritto:”Oggi, Vostra Santità, sono stati passati a fil di spada ventimila cittadini, senza riguardo all’età o al sesso.“. Pensate ci sia stato dello sdegno o disgusto per l’atto? No, nessuno. Solo grazie alla sostanziale ignoranza generale che queste persone possono ancora dirci come ci si deve comportare e darci lezioni di moralità. In quella che è stata storicamente la più terribile persecuzione contro i cristiani, sotto l’Imperatore Diocleziano, si calcola siano morti circa duemila cristiani. Nella sua prima operazione di “pulizia”, Innocenzo III° ne aveva ammazzati dieci volte tanti. 

Tra le varie cose che ho letto c’era uno studio che diceva che gli gnostici credevano in un Dio trascendente, transmondano, un Dio la cui realtà nulla avrebbe a che fare col mondo. L’autore di questo scritto scriveva a questo proposito – “Il mondo che ci circonda non parla di lui, non lo esprime, non lo mostra, anzi. Il Dio gnostico è un dio sconosciuto. Viene chiamato da Marcione “Dio straniero”, “Straniero” o semplicemente “l’Altro”, “l’Innominabile”, “il Nascosto”.  Inutile dire che si tratta di una “cagata pazzesca”, una semplificazione dovuta alla scarsa conoscenza della natura stessa dello gnostico. Lo gnostico è un uomo che aspira alla libertà, riconosce Dio in tutto ed anzi ne cerca la relazione, riconosce in lui l’unica realtà possibile; la Talità degli gnostici è la grande realtà, è conoscere la matrice che sta dietro alla nostra descrizione limitata del mondo, che è evidentemente irreale e parziale. Nel vangelo di Tommaso infatti si parla del Dio Vivente. 

La visione lontana, di un Dio irraggiungibile, è invece proprio e tipica del mondo cattolico, un Dio lontano nei confronti del quale si è perdutamente peccatori ed indegni di conoscerlo, un Dio sconosciuto e che vive in cielo ti manda le sue leggi alle quali devi obbedire, pena l’inferno e la dannazione eterna. … Mh! forte! Il bue che dice cornuto all’asino. Non vi suona di controllo?
Poco male. E’ evidente, almeno dal mio punto di vista, che non si deve capire un tubo sulla gnosis e lo gnosticismo, perchè qualora le persone cominciassero a capire di cosa si tratta, sarebbero cavoli amari a causa di quelli che capiscono, e capire non significa avere l’informazione, ma è rendersi conto che è così …  – le implicazioni di un simile pensiero minano alla stabilità del sistema precostituito, la sua utilità viene profondamente messa in discussione e nessuno di questi se lo può permettere. Se poi pensiamo che lo gnostico lavora allo smantellamento di tutte le sue “credenze”, al condizionamento subito nei primi anni di vita con l’intendo di non ricevere più le influenze soporifere e “soporifizzanti” dal sistema socio, economico, culturale, … e ne ha anche gli strumenti per farlo …. e beh! La cosa si inizia a fare seria. Si capisce perchè sono state fatte le crociate? Questa roba porta ad una presa di coscienza che oggi nessuno si può permettere. Chi guarderebbe più la TV? Chi comprerebbe più i loro prodotti così ben confezionati e pubblicizzati? Chissà magari, invece di comprare i telefonini impareremmo a comunicare telepaticamente. Chi farebbe più tutte quelle cose che quotidianamente affollano la nostra vita? Chi farebbe più debiti? Chi rincorrerebbe mete di carriera, ambizione o potere? Chi si preoccuperebbe più di come impiegare il suo tempo? Che fine farebbero gli hobbies? E il sesso? La pornografia? Chi si farebbe curare da un medico che mette davanti prima il profitto e poi il suo assistito? Chi darebbe più i soldi alla ricerca sul cancro? Nessun, perchè capirebbero come funziona il sistema, e semplicemente non lo alimenterebbero, non lo sosterrebbero più, perchè smetterebbero di dargli attenzione e la loro coscienza.
Si comincia a capire finalmente perchè Gesù diceva il mio regno non è di questo mondo? Non si riferiva ad un luogo là fuori o dopo la morte, ma si riferiva ad un luogo dentro di noi che si consegue proprio grazie alla morte, non quella fisica ma quella della personalità, dell’ego, del servilismo, della codardia, delle regole e del potere, dei vincoli col mondo ordinario. Fermare il mondo! Non è di questo che anche Don Juan nei testi di Castaneda parla? Ah, a proposito, non li stampa più nessun i libri di Carlos, e mi è stato detto che la Mondadori non ne svincola nemmeno i diritti così nessun altro li può stampare. Stravagante informazione e decisione! La coscienza è l’unico vero valore, e coloro che la perseguono stanno seguendo il Cristo, che non è un individuo, ma l’archetipo, cioè un immagine simbolica che attraverso i suoi atti mostra cosa sia un uomo cosciente. E’ questo il senso di queste parole prese dal vangelo di Matteo:

“24Allora Gesù disse ai suoi discepoli: “Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 25Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. 26Qual vantaggio infatti avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l’uomo potrà dare in cambio della propria anima? 27Poiché il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e renderà a ciascuno secondo le sue azioni.”

“Se qualcuno vuole venire dietro di me rinneghi se stesso” – direi che è la cosa più eloquente e significativa di questo brano per sintetizzare cosa sta cercando di fare uno gnostico. Seguire il Cristo significa realizzare una coscienza, significa conquistare la propria anima, ecco perchè chi vorrà salvare la sua vita la perderà; la nostra vita non è la nostra, ma è quella che ci è stato detto di vivere, è quella che ci è stata descritta e imposto di riconoscere, ma non è l’unica possibile, anzi è forse la peggiore condizione che potremmo incontrare, ma allo stesso tempo utile, se impariamo a liberarcene. “L’unico modo per diventare più intelligenti è affrontare un avversario più intelligente.”, mai sentita questa espressione? Viene dai fondamenti degli scacchi (Fundamentals of chess, 1883) … non che sia uno scacchista, ben inteso … 
Colui che sacrifica la sua vita in nome suo, in nome della coscienza, cioè, “Chi la perderà a causa mia” – significa morire psicologicamente, annichilire l’ego, è l’annichilimento buddista, del Budda, che significa liberarsi dal condizionamento di una vita disegnata da altri, a favore della coscienza; non è del suo sacrificio sulla croce che si parla, colui che cerca una tale morte, troverà, nel senso che troverà una vita vera, autentica. La croce non è il fanatismo di un martirio, ma la raffigurazione di una morte psicologica, di un azione rivolta verso se stessi nell’eliminazione sistematica di tutte quelle interferenze che ci impediscono di “essere reali” e quindi di conoscerci realmente per quello che siamo.
Conoscete quest’altra frase? – “C’è una cosa dentro di te, che non conosci, e di cui negherai l’esistenza. Finche non sarà troppo tardi per farci qualcosa, è l’unico motivo per cui ti alzi al mattino, l’unico motivo per cui sopporti un capo stupido, il sangue, il sudore e le lacrime, questo perché vuoi che le persone sappiano quanto sei brin questo senso lo gnostico avo, attraente, generoso, divertente, intelligente. Temetemi o riveritemi, ma per favore pensate che sono speciale. Condividiamo una dipendenza, siamo tossicomani dichiarati, vogliamo tutti la pacca sulla spalla e l’orologio d’oro, l’ hipp-ip-ourrà del cazzo. Guardate il ragazzo intelligente con il distintivo, che lucida il suo trofeo, brillanti e diamanti impazziti : siamo solo scimmie avvolte in bei vestiti, che implorano l’approvazione degli altri.”

Lo gnostico è colui che sovverte questo ordine delle cose perchè cerca i misteri autentici della vita e della morte, cerca il mistero della creazione, che anche se occulto, non è detto che sia inaccessibile. Credo fosse il signor Gurdjieff ad aver detto – “Colui che è padrone della sua vita è padrone della sua morte”  – … uno gnostico è questo, nessun  movimento, nessuna associazione o istituzione, nessuna strana religione, nessuna setta, … uno gnostico lo incontreresti ovunque, …  è uno qualunque, uno qualunque con una serie di domande alle quali, per fortuna, non ha ancora trovato risposta. Si legge nel vangelo di Tommaso – “e GEsù disse: Se i vostri capi vi diranno, ‘Vedete, il Regno è nei cieli’, allora gli uccelli dei cieli vi precederanno. Se vi diranno, ‘È nei mari’, allora i pesci vi precederanno. Invece, il Regno è dentro di voi e fuori di voi. Quando vi conoscerete sarete riconosciuti, e comprenderete di essere figli del Padre vivente. Ma se non vi conoscerete, allora vivrete in miseria, e sarete la miseria stessa.”
On Air!
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Matteo 25; 1-13 – Trasformazione, Trasmutazione, Transustanziazione (ispirazione)

In Matteo 25; 1-13 si legge: « Il Regno dei cieli sarà dunque simile a dieci vergini, le quali, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. Cinque erano stolte e cinque erano sagge. Le stolte nel prendere le loro lampade non si provvidero d’olio; le sagge invece misero negli orcioli l’olio per le loro lampade. Indugiando lo sposo, si assopirono tutte e dormirono.
A mezzanotte si udì un grido: ecco lo sposo, uscitegli incontro. Allora tute le vergini si svegliarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. Ma le sagge risposero: Non basterebbe più né a noi né a voi: andate piuttosto dai venditori e compratene. Mentre quelle si allontanarono per comprarlo, giunse lo sposo; e le altre, pronte, entrarono con lui nella sala delle nozze e fu chiu­sa la porta. Più tardi vennero anche le altre vergini dicendo: Signore, Signore, aprici! Ma egli rispose: In verità vi dico: io non vi conosco. Vegliate dunque, perché non conoscete né il giorno né l’ora ».
La stranezza di certi particolari di questa parabola non ci deve stupire. Davanti alle contraddizioni ed alle assurdità di questa parabola, si è obbligati a supporre che la lampada, l’olio, lo sposo e le vergini siano dei simboli da interpretare. Accendere la lampada significa accendere i propri fuochi sacri, le vergini sono la castità, lo sposo è lo Spirito che discende. Si legge nel vangelo di Tommaso a questo proposito – «Gesù disse: “Se la carne pervenne all’esistenza a motivo dello spirito, è una meraviglia. Se lo spirito è pervenuto all’esistenza a motivo del corpo, è una meraviglia delle meraviglie. Ma io mi stupisco che una tale ricchezza abbia preso dimora in questa povertà “.»
La povertà si riferisce alla condizione di umanoide in cui tutti versiamo, la miseria nella quale ci siamo messi; lo Spirito è ciò che cerca di farsi carne è lo Sposo, è un aspetto della nostra monade che tenta nel corso dei secoli e dei Mahavantara di incarnarsi per giungere alla Salvezza. Il potere Salvifico dell’opera del Cristo è alla base di tutto questo insegnamento. La lampada (e quindi le lampade) ha sempre raffigurato nelle varie culture esoteriche il lavoro da compiere su sé stessi, lucidare l’ottone o la pulizia della lampada che fa Aladino, sono simbolici sempre dello stesso lavoro di purificazione. In particolare nella leggenda di Aladino egli strofina per pulirla ed esce il genio, che sono le qualità nascoste, le virtù dell’essenza. L’olio è il frutto della trasmutazione, ecco perché sono le vergini a doverlo produrre, perché per produrre l’olio della trasmutazione bisogna essere casti. Il celibato non c’entra nulla con questo. 
Cinque vergini sono sagge ed altre cinque sono stolte. Il cinque è l’ora di mercurio, le cinque del mattino è l’orario della trasmutazione è quando il pianeta mercurio, che guiderebbe la trasmutazione alchemica, sorge, ecco perché lo sposo sveglia tutti in piena notte. Lo Spirito si fa carne per mezzo del Sesso, della magia sessuale. Il numero cinque poi è anche quello delle virtù fondamentali: la bontà, la giustizia, l’amore, la saggezza e la verità. Le cinque vergini sagge rappresentano, dunque, queste virtù, mentre le cinque vergini stolte rappresentano i difetti ad esse contrapposte. Il 10 è la lamina del libro di Thot che simboleggia la ruota delle reincarnazioni, le leggi di evoluzione ed involuzione. 
L’olio simboleggia la forza vitale, la linfa che nutre tutte le cellule. In effetti l’olio si trova dovunque in natura: le piante lo attingono dal suolo, dall’aria, dai raggi del sole e, grazie a quell’olio, esse preparano la linfa, simbolo di quella linfa viva che scorre anche in noi. Dove? Nel nostro plesso solare. Il plesso solare è il serbatoio di questa forza, l’accumu­latore di tutte le nostre energie. Se sappiamo come riempirlo quotidianamente, avremo una sorgente alla quale potremo attingere in ogni momento le forze di cui abbiamo bisogno: ciò significa che la nostra lampada potrà fornirci la possibilità di aspettare colui che deve venire e che le vergini attendevano, lo sposo, che può giungere ogni giorno in noi sotto forma di luce, di saggezza, di ispirazione, di amore. L’olio sacro è fecondato dallo Spirito Santo. 
La lampada in questo caso è il corpo fisico, è lo strumento della produzione e del lavoro su di sé. L’olio è il frutto della trasmutazione e dell’ispirazione, della capacità creativa, dell’inclinazione allo spirituale la quintessenza di sostanza (l’ens seminis) e di una vocazione all’interiorità, solo così l’olio può essere fecondato dallo Spirito Santo, il Nef egizio. L’ispirazione è l’elemento della sintesi, l’ispirazione ci permette di superare le incomprensioni e le crisi emozionali. Il sentire dell’ispirazione è un sentire speciale che ci permette di ottenere la tanto sospirata relazione intima. L’ispirazione è ciò che ci permette di sentire il Padre nostro intimamente ed essere visitati dal grande Spirito. Pochi sono coloro che realmente intendono e realizzano l’ispirazione. L’ispirazione è poesia, è una sonata di Wagner o di Bach, è una camminata in un campo, … è come essere innamorati, proprio come l’Eletto, si può sentire amore dentro per un tramonto come per un alba, per un fiore, o per la vita stessa.
Gesù ha parlato di vergini sagge o stolte, è proprio perché il plesso solare è in relazione col segno astrologico nuovamente della Vergine. Il plesso solare è ciò che Gesù ha designato con la parola “seno” quando diceva: “Dal suo seno fluiranno sorgenti di acqua viva”. Il Plesso è il terzo cervello quello attraverso il quale riceviamo la terza forza del “Triamazikamno sacro”, la “Santa Conciliazione”, la forza dello Spirito Santo. Le cinque vergini sagge e le cinque vergini stolte rappre­sentano due categorie di esseri (donne o uomini, naturalmente): coloro che sanno preparare l’olio della propria lampada e quelli che non lo sanno fare. Qui si parla di un lavoro superiore, si parla del passaggio successivo all’essere o cercare di divenire casti. Infatti coloro che sono casti, ma consumano tutte le loro ener­gie in collere, in liti, in tradimenti, in invidie, nel provare invidia, nel parlare male, giudicare, in piaceri sensuali, in vanità, superbia, amor proprio, ecc…, anche se sono stati presenti o casti, non hanno saputo preparare quell’olio, hanno consumato tutta la loro sostanza in queste manifestazioni sgradevoli. 
La persona, ad esempio, che non sa dominare il verbo, che non lo sa guidare, rovina la sua energia sessuale, perché la laringe è legata al sesso. La natura ci offre un po’ di quell’olio, attraverso il cibo e l’aria che respiriamo, ma siamo soprattutto noi che dobbiamo essere capaci di prepararlo interiormente mediante il dominio dei nostri sentimenti e i nostri pensieri. Mentire, calunniare, non mantenere l’impegno o la parola data, sono tra le principali forme di questo errato uso.
Le cinque vergini stolte sono anche coloro che non hanno mai preparato l’olio per la propria lampada e per questo non hanno potuto avvicinarsi allo sposo e la frase – “In verità io non vi conosco” – vuole dire proprio questo, non si tratta di una crudeltà, significa solo che se non avete mai preparato dell’olio, venite oggi per la prima volta; durante la vostra vita non avete fatto lo sforzo cosciente per produrlo. “Io non vi ho mai viste, non so chi siate, per cui andatevene!” – marca solo la difficoltà e la severità necessaria nel lavoro ed il fatto che abbiamo consumato tutte le forze più preziose in inutili tentazioni. 
“Vegliate, dunque, perché non conoscete né il giorno né l’ora” – dice lo sposo. Questa è una frase importante. Vegliate non significa “non dormite”, poiché tutte le vergini si erano addormentate, sia le sagge che le stolte; la parabola in questo caso non si riferisce allo stare presenti. “Vegliate” significa – siate “spiritualmente” svegli – e si riferisce al avere una disciplina esoterica quotidiana, una ricerca attiva, un interesse, uno scopo ed un intento nello sviluppo di Sé, … perché non sapete in quale momento verrà il diletto sposo. Colui che cura ciò che mangia, purifica il suo sangue, è casto e con le sue preghiere, la meditazione, la trasmutazione, la riflessione, il lavoro sull’attrito interno, la comprensione attraverso le amarezze delle circostanze avverse della vita, uccide l’odio e si rende puro, è capace, allora, di preparare nel suo cuore, nella sua anima quell’olio spirituale tale affinché un giorno, prima o poi, sarà visitato dallo Spirito. 
La vergine saggia di cui parla Gesù nella parabola è il simbolo dell’anima umana che si prepara a ricevere lo Spirito Santo. È per lui che essa deve avere l’olio, perché lo Spirito Santo è una fiamma. Una fiamma ha bisogno di essere alimentata e l’olio è il suo nutrimento. Il calore è la Terza Forza. Lo Spirito Santo altro non è che lo sposo di luce e verrà soltanto se avete olio sufficiente per alimentare la sua fiamma. Ora comprenderete perché è scritto che nel giorno della Pentecoste i discepoli hanno ricevuto lo Spirito Santo sotto forma di fiamme, di lingue di fuoco che bruciavano sopra il loro capo: era possibile perché avevano riempito le loro lampade di olio, questa quintessenza spirituale che sola può attirare lo sposo, lo Spirito divino. Gli apostoli rappresentano le parti auto coscienti del Cristo, le qualità dell’uomo solare, ricevere lo Spirito Santo significa che tutte queste parti interne dell’uomo, del maestro, si spiritualizzano nell’ultima cena, per mezzo dell’ultima cena che è l’atto stesso della trasmutazione sessuale.
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