Gli Elementali | Introduzione al seminario: L’uomo medicina | Elementi di teurgia – il lavoro con gli elementali.

“Gli elementali della Natura sono creature angeliche che animano tutto il creato” – è questo il modo in cui i poeti di sempre le hanno descritte ed insegnate. L’Elementale come idea è concepita per descrivere l’idea di intelligenza associata alle forme viventi dei regni diversi da quello umano. Tutta la vita o come la chiamiamo noi, tutta la Natura, ha una sua sensatezza fondamentale, tutto è in assoluto sempre ed inesorabilmente biologicamente sensato. Il modo con cui tutto si organizza intorno alla vita ha una sua geometria ed armonia, descritta dalle forme geometriche dette successivamente sacre. Fibonacci scopre la coerenza numerica e la successione con cui tutta la vita si espande, Pitagora ne distingue e studia le geometrie perfette. E’ in quest’ambito che dobbiamo collocare l’idea stessa di Elementale, è la parte sottile, spirituale, animica, nel senso più alto e immateriale: il concepire stesso, il buon senso, la sensatezza biologica, il non operare a caso della natura, la quale ha una sua volontà che, per quanto non capiamo, o non vediamo, o con la quale non troviamo modi di comunicare, esiste e si muove nonostante la nostra cecità. La vita è organizzazione, è volontà ed istinto di sopravvivenza, è mutazioni utili e necessarie, conseguenze tutte delle necessità. La natura è Crestomantica.

Non possiamo osservando le creature di questo mondo non esclamare che tutto si muove secondo una sua intelligenza e di cui la capacità di adattamento ne è la superficie esplorabile e dalla quale partire. Il fatto poi di essere in grado di comunicare con questa volontà dipende dalla nostra sviluppata capacità empatica; semmai ne siamo stati dotati. Il comunicare con il mondo sottile e degli elementali è sempre stato pratica buona nell’uomo e i più abili in questo sono stati denominati in vari modi tra cui sciamani, druidi, uomini medicina o ancora teurghi o taumaturghi. Il punto è che senza un uomo maturato in un certa scuola ed abilità difficilmente con le influenze attuale della nostra moderna società potrà rendersi conto di molte cose e di come di fatto la natura perpetra se stessa e mette a disposizione delle forme di vita, compreso l’uomo molte risorse … e non mi riferisco solo a quelle alimentari.

L’elementale deve intendersi pertanto come la più piccola unità di intelligenza organizzata, il senso biologico impresso nella forma di vita, un’intelligenza elementale, primaria, basilare, fondamentale, sensibile, un principio intelligente di base. L’elementale è il principio, l’inizio, della vita di un essenza, l’elementale è l’essenziale. Esiste poi nel gergo della teurgia la distinzione tra “Elementali” (con la ‘l’) appena descritto e l'”Elementare” (con la ‘r’) termine che viene invece utilizzato per distinguere o come idea di densità, di energie pesanti, fino ad arrivare a descrivere forme pensiero, succubi ed incubi, che altro non sono che produzioni della nostra mente alterata che finiscono ed una volta create per nutrirsi di parte della nostra stessa vitalità od energia vitale. Qui capisco che i concetti si sprecano ed il lettore potrebbe anche perdersi, dato che di fatto questo discorso andrebbe mostrato e non illustrato o descritto a parole. Trattandosi di un post accettate il tutto come una semplificazione e qualora sarete interessati nell’approfondimento potrete sicuramente approfittare al primo seminario organizzato in merito (consultare Portfolio Attività nella sezione Formazione | Incontri e Seminari).

Esiste poi un ulteriore distinzione. Se gli “Elementali” (con la ‘i’ finali) devono intendersi o sono una intelligenza di gruppo, l'”Elementale” (con la ‘e’ con la e finale) è la più piccola unità di quel gruppo. Ogni pianta è il corpo fisico di un elementale vegetale intelligente, l’insieme delle vita che anima quel vegetale si compie grazie a gruppi di elementali. Ogni creatura animale è il veicolo materiale di un elementale di quello regno, gli elementi costituenti il suo corpo sono elementali specializza per gruppo o foglietti embrionali. Non c’è albero senza qualcosa da assimilabile al concetto stesso di anima, inteso come volontà ad esistere, come animare, come animato. Ogni vegetale è il corpo fisico di una creatura Elementale della Natura. Le piante hanno anima, e le anime delle piante contengono i se tutti i poteri della Dea Madre del Mondo. Le anime delle piante sono gli Elementali della Natura. La linfa è composta di specifiche intelligenze elementali specializzate nella sua stessa funzione e programma. E’ quello che dice l’Oracolo di “the matrix” (movie) a proposito dei corvi nel giardino dove incontra Neo nell’episodio di Reloaded.

Lo stesso concetto di Elementali viene applicato alla roccia millenaria, il senso è descrivere la ragione per cui c’è tutta questa organizzazione geometrica in un minerale, catalogando il minerale non solo per le proprietà chimiche, ma anche per altre qualità che al momento l’uomo ignora o considera stupidaggini. Cosa diversa è quando si inizia a capire, o quando si impara ad entrare in contatto empatico con questo tipo di intelligenza. Ricordiamo sempre che intelligenza viene dal termine leggere dentro, indicando anche il funzionamento interno della vita.

L’uso di questa parola, intelligenza, qui è però nel suo significato più ampio, come ho precedentemente detto per lo più tutto questo discorso non potrà che suonare come insensato ed irrazionale, ma in realtà è di un mondo molto organizzato che stiamo parlando. L’unica vera differenza è che si tratta di un mondo che non pensa, che non dialoga con se stesso, non ragiona, opera secondo una sensatezza apparentemente preordinata, ma in realtà conseguenza di scelte momentanee, di capacità di adattamento e di una presenza, una capacità di essere presenti fuori dal comune o umanamente concepito ed attuato. Un mondo privo del pensiero e della coscienza come la possiamo intendere noi umani. Ed è esattamente questo il punto: dai minerali, ai vegetali agli animali nessuno di loro pensa, ma sono tutti esseri viventi, sono tutti vivi e seguono precise linee di comportamento incredibilmente sensate.

Questa organizzazione è per me ragione sufficiente per considerare tutte queste creature come delle “intelligenze” a tutti gli effetti. Ecco che allora anche la più semplice e banale, per qualcuno, pietra di quarzo rosa, o di dioptasio, o di ametista, o una qualsiasi radice di rubino, non ha più solo il valore di soddisfare piacevolmente un bisogno estetico, ma personalmente individuo e riconosco che ognuno degli atomi di quel minerale è guidato da un intelligenza unica e singolare, capisco che ognuno degli atomi di quella pietra subisce un qualche tipo di influenza della sua stessa materia, un intelligenza capace di influenzarne gli atomi al punto tale da darle quella struttura perfetta nella geometria della costruzione dei suoi cristalli così gradevoli all’occhio umano. Ogni cristallizzazione è parte del corpo fisico di una creatura elementale minerale. Ogni atomo è un trio di materia, energia e consapevolezza che risponde ad una precisa gerarchia “intelligente”. 

L’aspetto sensato e volontario di qualunque atomo è quello che intendo per Elementale. La somma dell’organizzazione di questi elementali da un altro e nuovo organismo. E’ evidente in questo la nascita di un sistema sull’altro, e la comprensione della formulazione: 1+1=3, ovvero, la somma degli elementi di un sistema realizza una terza cosa o sistema più evoluto. Nelle filosofie orientali, trovano impegno ed impiego in numerose pratiche spirituali gli elementali quali strutture base dell’aria, dell’acqua, del fuoco, della terra e dell’etere il cui insieme viene denominato Tattva, termine sanscrito (in scrittura devanāgarī, तत्त्व) che significa “stato vero o reale”, “verità”, “realtà” “principio reale”, o anche “verità”. In accordo con varie scuole di filosofia indiane, un tattva è un elemento o aspetto della realtà concepito come una emanazione della realtà assoluta nel processo di manifestazione dal sottile al più denso. Sebbene il numero dei tattva vari a seconda della scuola filosofica essi, nel loro insieme, sono definiti, pensati e quindi preposti a formare la base di ogni nostra esperienza.

Nelle tradizioni orientali Brahman è il nome che viene dato alla coscienza-conoscenza assoluta, il punto di origine immanifesto, e la sua prima promanazione è denominata Shakti, che rappresenta il suo principio dinamico o formatore. Shakti diventa l’elemento forte che da forma e nutrimento alla vita. Da essa, attraverso ulteriori passaggi sottili, emanano i cinque Tattva, che costituiscono quindi gli elementi archetipali della manifestazione, o in altre parole i mattoni fondamentali sia del macrocosmo, che del microcosmo. Tutto questo è secondo solo al preesistente (concetto che ritroviamo anche tra gli gnostici del I e II secolo) denominato Parabrahman (परब्रह्मन्).

Nel Parabrahman, in quanto luogo, piano esistenziale astratto ed assoluto la conoscenza cessa di essere conoscenza e diviene un’identità inesprimibile, un particolare e preciso stato interno, o livello d’essere, o percezione di sé o senso esistenziale e di comprensione della realtà circostante ed al contempo interiore ed intima. E’ questa identità inesprimibile che ci permette di innalzare la nostra particolarità al punto da capire le forze e le ragioni della nostra stessa esistenza, realizzando di fatto la possibilità di creare ponti fra gli elementi presenti in sé con quelli presenti in altri esseri, enti, o piani esistenziale. Questo è un processo possibile attraverso le “simpatie e risonanze” che la nostra rinnovata comprensione ed individualità arriva ad esprimere a seguito di un preciso percorso di lavoro su di sé e di scuola. Siamo diventati quella cosa e per questo che possiamo introiettarne il simbolo.

Lo schema poi di per se è semplice da descrivere, lo è meno comprenderlo nella sua interezza a causa del fatto appunto che per capirlo dobbiamo poter diventare quella cosa, e dal fatto che tutte le creature sono in relazione tra loro in un modo che è ancora poco percepito dalla maggioranza dell’umanità. La tradizione ci dice che ogni Tattva è una vibrazione del Prana, parola che proviene dal sanscrito prāṇa (devanāgarī: प्राण), e che significa letteralmente «vita» o anche «spirito» inteso come volontà, come “intento”, che è la luce dalle cui frequenze provengono tutti e cinque gli elementi. Vibrazione significa di fatto intelligenza, significa che nulla è a caso.

Nella cultura cinese e giapponese il concetto di prana si traduce non solo nella parola ma nel significato corrispondente al termine Ki, mentre in quella europea è identificabile con il termine gnostico di pneuma, assimilato anche al significato di forza vitale, e alla nozione ermetico-esoterica di etere. E’ noto a chi studia esoterismo che parte della terminologia dei sistemi ermetici ed esoterici dei primi del ‘900 hanno profonde radice ed influenze dell’oriente. Di questa commistione ne parla anche diffusamente Fulcanelli nella sua opera sulle cattedrali argotiche a proposito di come si siano andate via, via strutturando nel rinascimento queste scuole di pensiero. Ragion per cui troveremo nel sistema attualmente in uso in questi ambiti e che mi appresto ad introdurre mescolanze di termini tra le tradizioni orientali e la tradizione alchemica occidentale. Mi riferisco nello specifico a termini quali Salamandre, Ondine, Silfi tipiche della tradizione medievale, mescolate con i deva indù del fuoco Agni, Varuna, Pavana, etc, che spiegherò più avanti.

La filosofia Samkhya usa un sistema di 25 tattva mentre lo Shivaismo ne riconosce 36, indicando in questo modo un pò anche la direzione ed il significato stesso di Elementale come intelligenza od ordine. L’elementale viene prima dell’organismo e della sua organizzazione. I Tattva di cui intenderemo occuparci qui sono esclusivamente quelli considerati ed associati agli elementi de: l’acqua, la terra, l’aria, il fuoco e l’etere. Ognuna delle cinque stratificazioni denominate Kosha che formano il corpo umano è impregnata di ognuno dei Tattva. Questo fa si che di fatto noi siamo connessi con tutti gli elementi viventi o della vita.

Il nome che la tradizione medievale da’ agli “Elementali” dell’acqua è Ondine e Nereidi, quelli della terra Gnomi e Pigmei, quelli dell’aria sono i Silfidi e Silfide, quelli del fuoco sono le Salamandre del fuoco, e gli “Elementali” dell’etere sono le Punte di Etere. Ognuno di questi elementali, come soldati di eserciti ben organizzati facenti riferimento ad un preciso compartimento guidato dall’energia e consapevolezza od intelligenza di gruppo denominata Deva i cui nomi provengono, come già detto, dalla tradizione orientale. L’etere, il fuoco, l’aria, l’acqua, la terra, sono densamente popolati dagli elementali o intelligenze.

Ci viene detto dalla tradizione ermetico-esoterica che i Deva sono gli Dei dei Paradisi elementali della natura. Ci racconta la tradizione che quando un un individuo giunge allo sviluppo coscienziale ed ulteriore di sé denominato Quinta Iniziazione di Misteri Maggiori, appaiono davanti a lui sette strade. Una di queste è l’evoluzione Dévica. Ovviamente è tutto simbolico, solo colui che giunge ad un tale traguardo di comprensione e consapevolezza capisce il vero significato di queste parole, il resto del mondo le ascolta e le prende alla lettera, non capendo quale incredibile forza si cela dietro all’arte della “psico magia”. Gli ignoranti poi considereranno tutto questo come cose da chiromanti, da fattucchiere; superstizioni alle quali solo degli allocchi possono credere. Purtroppo e per lo più essi non avranno che tanta ragione o neanche tanto torto (dipende da dove si vuole guardar la cosa), perché è quello che accade proprio a coloro che non arrivando a capire il senso di questa modalità di insegnare le cose del mondo che non ha una forma, intenderanno tutto alla lettera convinti e nell’attesa di poter incontrare un giorno gnomi e pigmei tra le vegetazioni di un bosco od in un villaggio di funghi, suscitando, quando va bene, a quei rari dotati di pensiero critico un pò di ilarità, e quando andrà male, disprezzo e denigrazione da parte dei riduzionisti del caso o del momento. Nulla di che è scritto può essere preso alla lettere, l’illusione dell’illuminazione e dei poteri del taumaturgo è il primo vero grande ostacolo.

Analogia e corrispondenza, nulla di quello che è scritto è realmente così come è scritto, sono metafore. Metafore molto utili a colui che ha iniziato a capirne il senso ed ad aprire l’occhio di una visione più grande delle cose e del mondo circostante. Solo allora si potrà sentire e realmente intercettare l’intelligenza del fuoco e le sue sfavillanti lingue di salamandra ardere e scoppiettare in un fuoco o in noi stessi. Ma torniamo al nostro schema o mito o legenda. Alla testa di ogni regno elementale c’è un gran Dio elementale che governa e dirige le sue legioni. I cinque Dei (e non sono gli unici, questi sono i più diffusi) che presiedono agli elementali appena introdotti sono:

  • Indra, Sig. dell’etere.
  • Agni, Sig. del fuoco.
  • Pavana o Vayú , Sig. dell’aria.
  • Varuna, Sig. dell’acqua.
  • Kitichi, Sig. della terra.

Ogni essere umano ha una saggezza del ciclo di evoluzione attraverso le varie forme di vita che va da minerale, a vegetale ad animale ed infine umano. E’ della costruzione di un essere vivente che sto parlando, è nell’embriologia la rivelazione più grande di questa conoscenza. Questa saggezza medica o qualità dell’essenza umana una certa tradizione ermetico-esoterica medievale la chiama Elementale Intercessore. L’Elementale Intercessore è ciò che in noi conosce tutto sulla vita e sugli elementali di conseguenza, non è un sapere intellettuale, ma è l’espressione dell’identità inesprimibile capace di collegarsi in modo empatico con gli esseri viventi, siano essi vegetali, animali o minerali. E’ di una risonanza che parlo, non c’entra molto con l’attenzione dell’intelletto, ma con la capacità di essere “presenti”, con la possibilità di svegliarsi dal torpore cittadino. L’Elementale Intercessore va concepito come una sorta di intermediario tra la nostra condizione umana più autentica e tutta la natura circostante, è ciò che permette a tutti noi di comunicare nel linguaggio degli Elementali, la lingua degli uccelli dei mistici.

Nel terminare il discorso vi parlerà di una pratica il cui obiettivo è quello di continuare a pulire il nostro corpo fisico e i corpi interni da ogni larva, succubo, incubo, etc., per prepararlo lentamente affinché si stabilizzi una vibrazione più armoniosa. Quando ci laviamo e prima di entrare nella doccia, possiamo fare il nostro discorso particolare e dopo chiediamo al nostro Padre interno che si degni invocare il nostro Intercessore Elementale, affinché ci aiuti a ordinare e comandare gli Elementali dell’acqua, posso chiedere, – “che mi purifichino, che puliscano tutto il mio corpo fisico ed i miei corpi interni, che mi aiutino a svegliare la coscienza, e che mi puliscano il mio centro sessuale, affinché possa trasmutare meglio le mie acque“, etc…

Ognuno con i suoi tempi impara a trovare la formula migliore per se stesso, dato che si tratta in realtà di uno schema, non esiste nessuno padre interno se non quello che realmente possiamo esprimere quando siamo sinceri ed autentici. Il problema semmai è che mentiamo tutto il tempo e per primi a noi stessi, così pensiamo di essere una cosa piuttosto che accorgerci e prendere atto ci quello che siamo. Ecco perché in qualsiasi tradizione cercherai conforto di fondo ti inviterà a escludere per un attimo la mente dalle tue attività, non è un problema, vero della qualità del pensiero che si rivolgono, ma al fatto che tu produci continuamente un attività anomala di questa funzione.

Pensi continuamente e chiacchieri, racconti le tue idee e forme mentali, senza accorgerti che è tutto testa, e non c’è nulla di veramente concreto che sia realmente in grado di fare o realizzare. E’ questa la natura del tuo mentire a te stesso. E senza un interruzione di questa attività formatoria, non potrai che ripetere parole inutili e senza volontà sotto la doccia, evocando improbabili qualità del tuo essere ed elementi inesistenti o forme senza capire che è di un onda, di frequenze che si tratta, ed è a quel piano di esistenza che devi saper vibrare. Come ci arrivi e con quali parole è solo secondario, ma devi saperci arrivare, e per farlo devi esserci andato almeno una volta. E questo può essere accaduto da solo, o con una guida, il punto è ricordarti che è a quella particolare sensazione e stato interiore che mi sto riferendo. Diversamente continua a credere quello che vuoi, prega gli dei che più ti piacciono e convinciti pure di comandare ed ordinare ogni forma o forza spirituale, tanto non hai capito nemmeno il significa di spirituale.

Si tratta di un atto magico e questo richiede coscienza prima che troppe parole. Nella tradizione medievale alla quale mi sono riferito in questo scritto, riferimento che faccio esclusivamente per il semplice fatto che è quella più vicina e comprensibile a noi di radice europea, si insegna tutta una formulazione, che di seguito riporto. In questo senso sii consapevole e cerca di non diventare matto o matta nel cercare di eseguirla alla perfezione, dato che quello che conta è ciò che senti, quello che uno dice prende senso se c’è qualcuno a proferirlo. Quando comincia l’invocazione entriamo già all’acqua ed immaginiamo che le Ondine e Nereide puliscano i nostri corpi. Ecco la formulazione: “Intercessore Elementale ti chiedo di invocare il Dio dell’acqua: Varuna, Varuna, Varuna, poderoso Essere ti chiedo di concedermi il potere e la grazia di comandare le Ondine e Nereide dell’acqua affinché facciano una pulizia poderosa, profonda, del mio corpo fisico e dei miei corpi interni da ogni larva, succubo, incubo, etc.” – (Pronunciare poi il Mantram Va, tre volte)

Nell’insaponarci possiamo invocare Kitichi, Dio dell’Elemento terra e gli Gnomi e Pigmei della terra col mantram LA. Quando ci asciughiamo invochiamo Agni, Dio dell’Elemento fuoco e le Salamandre ed usiamo il mantram RA. Quando ci vestiamo invochiamo Pavana, Dio dell’aria ed i Silfi e Sílfide dell’aria, usiamo YA il mantram. Infine chiediamo al nostro Intercessore Elementale che porga i nostri ringraziamenti agli Dei per averci concesso la grazia di aiutarci, porgiamo i ringraziamenti al nostro Intercessore Elementale ed al nostro Padre Interno e che Dio quello vero te la mandi buona.

Questo è quanto. Il resto a quando ci sarà il prossimo seminario sugli elementali e la Natura, L’uomo medicina | Elementi di teurgia – il lavoro con gli elementali. Tieni d’occhio la pagina delle iniziative e calendario eventi.